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AMABILI RESTI – Recensione

Un film di Peter Jackson.

Con Mark Wahlberg, Rachel Weisz, Susan Sarandon, Stanley Tucci, James Michael Imperioli, Saoirse Ronan.

Titolo originale The Lovely Bones. Drammatico/Fantastico, Ratings: Kids+13, durata 135 min. – USA, Gran Bretagna, Nuova Zelanda 2009. – Universal Pictures. Uscita: venerdì 12 febbraio 2010. VM 14

 




VOTO: 4,5


Peter Jackson, si sa, preferisce la Terra di Mezzo. Con “The lovely bones” prende le distanze da quella interessante di tolkeniana memoria e la dipinge di tutti i colori possibili, trasfigurando un limbo in una specie di Paradiso fastidiosamente digitale, dal quale è possibile insegnare al mondo dei vivi emozioni, intuizioni, riconciliazioni. E’ ciò che accade alla giovane 14-enne Susie (Saoirse Ronan), vittima di un serial killer e passata subito nella “buca del suggeritore”, fatta di campi di granturco giallissimi e poi anneriti, e di un gazebo solido e poi sfaldato, palesando una voce piatta e melensa a favorire una frequenza cardiaca sotto la media.

Saliti su questa giostra mitologica, edulcorata e forzatamente new age, che ricorda troppo il paesaggio tinteggiato di “Al di là dei sogni”, non si avvertono abbastanza il dolore e la serietà del lutto, le tenebre dell’inquietudine e neanche quelle voragini di spavento e collera nei confronti di una vita piena di promesse che ha opposto un rifiuto proprio sul più bello. Il regista neozelandese risolve quasi tutte le questioni emozionali sfumando l’immagine in lampi di luce che riempiono lo schermo le quali, più che essere evocative, fanno venire la voglia di mettersi gli occhiali da sole. Si da troppa rilevanza al “look del pianeta” piuttosto che all’intimo e al recondito. Svilita da un pigro ritmo narrativo, la pellicola riesce a farsi respingere perfino durante la scena della “visita” alla casa del vicino da parte della sorella della vittima: una sequenza costruita con una serie di immagini che fanno affidamento su particolari stimolanti la suspense, per poi smentirsi subito dopo, risolvendosi in una corsetta di 10 metri attraverso il giardino e perdendo quell’urgenza che era stata così abilmente edificata. Lo stesso accade quando (finalmente!) la Susie decide che è l’ora del trapasso e, fermandosi sulla soglia, torna indietro per sbrigare una faccenda che non poteva mancare nel tentativo di raccattare quei pochi “amabili resti” di pazienza a disposizione dello spettatore. La propensione di Jackson verso un cinema dilatato e riempito da un eccesso di piste narrative è sempre più forte.

Susan Sarandon, con le sue insostituibili bottiglie di scotch, e forte di una pettinatura che parla da sola, è la nonna che tutti avremmo voluto avere: schietta, sincera, disponibile, e unico personaggio veramente spirituale nella sua eccentricità. Peccato che non si sia deciso di fare del libro della Sebold una commedia incentrata su di lei. Mark Wahlberg e Rachel Weisz, espressivi come degli stoccafissi, riescono a prenderti per sfinimento mentre dialogano zuccherosamente sulla riconciliazione come se stessero pensando al giorno in cui cadrà il prossimo ponte festivo. Stanley Tucci, poco a suo agio nei panni del cattivo, costretto a nascondersi dietro un paio di lenti e a qualche tic che dovrebbe esser sufficiente a rivelare la sua infame natura, non è ne’ bianco ne’ nero, fasciato senza spessore in abiti e capelli beige. Gli fanno fare una fine ridicola, nella quale non poteva mancare l’intervento del ritocco (così smaccatamente visibile) dell’effetto speciale digitale. Spielberg alita tecnologia anche quando lavora nell’ombra della produzione esecutiva.

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VENERDI’ 13 (1980)

Venerdì 13  (1980)“Venerdì 13è un film di Sean S. Cunningham del 1980.


Con Betsy Palmer, Adrienne King, Harry Crosby, Laurie Bartram, Jeannine Taylor, Kevin Bacon, Ari Lehman, Mark Nelson, Robbi Morgan, Ron Millkie.



Prodotto in USA. Durata: 95 minuti.



VOTO: 2


Io penso sempre a quanto siamo cretini, a volte, da giovani… meno male che nella vita si matura (chi più chi meno) e si prosegue il cammino.

Ve le ricordate le prime reti del Berlusca quando vennero fuori? Allora erano bei tempi anche per lui e non ci rompeva le p**** con Noemi e Veronica. Bene, c’era la serata dei film dell’orrore (quanti ne davano!) e allora non c’era neanche il Parental Control,  si stava meglio tutti, almeno in tv. A tarda sera davano anche qualche porno, che bello! :-p

Una sera mi imbattei in questo Venerdi’ 13.

La mattina seguente a scuola fu una festa per tutti e il discorso fini’ su quello come era stato sgozzato, su quella come era stata trucidata e via discorrendo.

Perche’ gli slasher erano uno scontrino di omicidi in serie…

Ma questo Venerdi’ 13 e’ veramente brutto. Oltretutto e’ invecchiato male e, come si dice in toscana, “un si’ po’ proprio vedere”. A partire dal campeggino che viene riaperto e dal laghettino  dove e’ annegato il povero Jason (io non sarei andato a rirompergli i c****oni, per me sarebbe rimasto li’).

** SPOILER **

Gli attori sono veramente pessimi e inespressivi come pochi e la perla viene sul finale quando compare la mamma psicopatica del figlio perduto che con la voce del pargolo dice: ”UCCIDILA MAMMA, UCCIDILA!” e la fattrice risponde a lui “SI, TESORO”.

Le donne quando vengono uccise urlano come galline, gli uomini sono un pochino piu’ virili ma lasciano a desiderare.

Eppure anche qui, per qualche mistero, il film fu un successo (anche perche’ in quegli anni non c’era di meglio) e dette vita al genere dell’assassino seriale con il coltellaccio che insegue le sue vittime cosi’ a caso in fila indiana senza un senso, senza un perche’, senza una trama. Kevin Bacon (anche se qui non gli si vedono le gambine)

Poi la storia passa sempre e anche il genere slasher e’ passato, e Dio ce ne salvi.

Se  volete un bel film cercatelo in Halloween o Nightmare e godeteveli.

Questo film gettatelo nel gabinetto e tirate la cordicella!

Unico cameo bello è quello di un giovane Kevin Bacon con il suo fisichino da pin up e le sue belle gambine. Consoliamoci con questo, e non e’ poco.

Anche le gambe degli uomini sono compassi meravigliosi che disegnano il mondo.