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ELEPHANT

Un film di Gus Van Sant. Con Eric Deulen, Alex Frost, Elias McConnell, Timothy Bottoms, Matt Malloy.

Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 81 min. – USA 2003.

VOTO: 10

I genitori non hanno più il controllo. Sbandano anche quando la strada è diritta. Vuoti e sfocati, come i corridoi scolastici percorsi dalla loro prole. L’assenza è così palese che sono loro ad essere al servizio dei figli, quei discendenti altrettanto disorientati, costretti ad amministrare le “virtù” loro malgrado. Questi ragazzi tirano su col naso e camminano solitari con in mano fucili e bombe. Come siamo arrivati a tutto questo? Bisogna sbrigarsi a trovare una risposta: le nubi si muovono in fretta, e si fa presto ad oscurare un cielo limpido con nembi grigio scuro, a passare dal giorno alla notte…

Suddiviso in capitoli che portano il nome dei ragazzi protagonisti, “Elephant” è un ritratto adolescenziale scritto, montato e diretto da Gus Van Sant, regista esperto (altro…)

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NON HO SONNO

Non ho sonnoCast: Max Von Sydow, Stefano Dionisi, Chiara Caselli, Rossella Falk, Paolo Maria Scalondro, Roberto Zibetti, Gabriele Lavia, Massimo Sarchielli, Barbara Mautino, Elena Marchesini.

Regia: Dario Argento.

Sceneggiatura: Dario Argento, Franco Ferrini, Carlo Lucarelli.


Anno di uscita: 2001.

Genere: Thriller.



VOTO: 5


C’e’ una scena inquietante in “Non ho sonno” ed e’ relativa alla ballerina di danza classica che viene uccisa con la testa decapitata. Il lungo piano sequenza di un minuto e 30 secondi inquadra un tappeto e noi vediamo chi ci cammina, chi ci passa l’aspirapolvere: tutto si svolge con normalita’ mentre in un’altra stanza si sta compiendo un orribile delitto. Ma noi lo vediamo solo a fine scena. La morte e’ ovunque e noi neanche ce ne accorgiamo. Ma piu’ che morte e’ meglio parlare di violenza e di misoginia. Come buona parte della cinematografia argentiana.

E quando ho visto questo film avevo creduto al miracolo perche’ certe scene sono davvero belle e realizzate veramente bene. E parlo di tutti gli omicidi a partire dal primo (in un’anomina casa) con il culmine riservato alla sequenza del treno. Oppure l’omicidio della ragazza nella vasca, i pugni presi e le unghie tagliate. O l’omicidio della cameriera. Argento con le sue vittime sa essere estremamente crudele. E qui c’e’ un tuffo in un passato non troppo remoto. Ma e’ stato un fuoco di paglia e nulla piu’ perche’, come al solito, manca una buona sceneggiatura e il film zoppica nonostante la presenza di attori come Gabriele Lavia, stefano dionisi, un imbalsamato Max Von Sidow e una smorta chiara caselli. Max non ha sonno

Comunque merita almeno una visione anche se certi elementi rimandano al passato come le ville ormai abbandonate da anni, le madri un po’ di fuori alla Clara Calamai e padri assenti. Indubbiamente Argento, visti gli esiti dei suoi film, ha pensato di fare un prodotto sicuro ma il risultato e’ inferiore alle aspettative nonostante una partenza trionfale. Pensate che di film come “La sindrome di stendhal” o “il fantasma dell’opera” non ricordo quasi niente nemmeno io che li avevo visti.

Buona la colonna sonora dei Goblin.