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LUNCHBOX

Lunchbox

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Un film di Ritesh Batra.

Con: Irrfan KhanBharati AchrekarNimrat KaurDenzil Smith Nawazuddin SiddiquiNakul VaidYashvi Puneet Nagar Lillete Dibey

Anno: 2013.

 

 

 

 

VOTO: 7

 

 

Può il cibo cambiare la tua giornata?
Può un sapore farti cambiare prospettive?
Può un errore ridare colore alla tua vita?

Probabilmente si, secondo quanto raccontato da Ritesh Batra in Lunchbox, film indiano uscito lo scorso novembre nelle sale italiane.
Da una parte un impiegato di mezza età solo ed annoiato, prossimo al prepensionamento  (Irrfan Khan, “Life of Pi”), dall’altra una giovane casalinga, desiderosa di riaccendere la passione di un marito egoista e troppo preso dal proprio lavoro.
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COMING SOON

Un film di Sopon Sukdapisit.

Con Chantavit Dhanasevi, Vorakan Rojchanawat.

Horror, durata 95 min. – Tailandia 2008. – Wave Distribution. Uscita: venerdì 6 agosto 2010.






VOTO: 6


Desiderare una copia di un film prima che esca nelle sale è cosa di tutti, si sa. La pirateria è condannabile quanto affascinante allo stesso tempo: l’idea di avere tra le mani l’opera di un autore e potersela gustare a casa fa gola a molti. Questo perché c’è qualcuno che si presta a fare lo sporco lavoro di ripresa clandestina, fosse anche per guadagnare qualche soldo extra. Per questo motivo, il proiezionista Shane, uno a cui le uniche scommesse che riescono nella vita sono quelle sportive, ci prova con la copiatura e la rivendita. In questo modo cerca di salvare la sua vita amorosa, sull’orlo di una crisi. Se non fosse che una maledizione inattesa ostacolerà i suoi propositi…

Il prodotto tailandese sembra una rosa (questo il significato del nome della strega) purpurea del Cairo maligna: al posto del film di Allen c’è “Lo spettro della vendetta”, con tanto di colore vermiglio sì, ma del sangue. Tra riflussi giustizialisti alla “Nightmare” e intempestivi scambi sui sospetti, il film procede con poca infamia ed esigua lode. Assistere alla morte fa… morire. Ormai l’Oriente ci ha allertati più volte: la genesi dello spavento è ancorata a un supporto audiovisivo ben preciso. Se non altro, in questa pellicola non si assistono a sgozzamenti e scannamenti tipici di certi film “made in USA”, e per fortuna c’è ancora un pudore che ci difende dalla pornografia che troviamo in altri film dozzinali del genere. “Coming soon” è capace di realizzare alcune circostanze visivamente valide e procede con certezza nella sua imperfetta veste di manufatto votato a un passatempo un po’ labile.

Manca il coraggio di schierarsi, prendere una posizione per stabilire da che parte stanno i personaggi, c’è un po’ troppo di “fuori e dentro” lo schermo, con una realtà che crea confusione e non stabilisce regole. In questo modo la suspense aumenta ma le scene rimangono fini a se stesse. L’immaginazione prende il posto dell’immagine, la fantasia quello della realtà. Il cinema horror torna all’attacco con una riflessione sul significato di ciò che vediamo, e lo fa con sufficiente dignità.