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Articoli con tag “Napoli

INTO PARADISO

Un film di Paola Randi.

Con Gianfelice Imparato, Saman Anthony, Peppe Servillo, Eloma Ran Janz.

Commedia, durata 104 min. – Italia 2010. – Cinecittà Luce. Uscita: venerdì 11 febbraio 2011.

VOTO: 9

Uno scintillio originale ed estroso brilla in un angolo di Napoli. È un barlume di speranza. Umana e cinematografica. Da una parte l’improvvisa e incespicata solidarietà tra razze, religioni, condizioni sociali, dall’altra la capacità di una panoramica sorridente sui mali di un’attualità che all’apparenza ci sta ammonendo: “moriremo tutti”. In barba a questa nerissima profezia, Paola Randi inscena un’opera prima che non ti aspetti e, con estremo e sfrontato candore, suona la carica della rivolta civile. Con coraggio, fantasia, senso della misura e tante, tantissime idee.

Basta poco, a volte solo una parola. Il termine “polizia”, scritto su di un foglio, per evocare un’illusione (altro…)

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LO SPAZIO BIANCO

USCITA CINEMA: 16/10/2009.


REGIA e SCENEGGIATURA: Francesca Comencini.
ATTORI: Margherita Buy, Salvatore Cantalupo, Guido Caprino, Maria Paiato, Gaetano Bruno.


PAESE: Italia 2009. GENERE: Drammatico. DURATA: 98 Min.




VOTO: 7


Maria (Margherita Buy) gode di un appartamento con una splendida terrazza. Lì trascorre in solitario le serate. Sullo sfondo, una Napoli rumorosa e accattivante insieme. In questo modo cerca di esaltare quel tempo decelerato, difficile da sopportare, perché la sua bambina è nata prematura, dopo appena 6 mesi di gestazione, ed è costretta all’interno di un’incubatrice, dentro quell’ambiente asettico che ogni tanto la madre si permette di violare infilando le dita, a toccare quel piccolo essere umano in balia dei macchinari medici. Maria vive una specie di blocco inerte e si chiama “fuori dal mondo”, ancora una volta per un neonato, come già nel film di Piccioni. (altro…)


FORTAPASC

Un film di Marco Risi.

Con Libero de Rienzo, Valentina Lodovini, Michele Riondino, Massimiliano Gallo, Ernesto Mahieux.

Drammatico, durata 108 min. – Italia 2008. – 01 Distribution. Uscita: venerdì 27 marzo 2009.






VOTO: 7


Pur essendo ben interpretato da Libero De Rienzo, spontaneo e verosimile nei panni di Giancarlo Siani, e spalleggiato da attori quali Fantastichini e Mahieux, “Fortapàsc” manca di guizzi e segni distintivi. Come il finale che, precorso fin dall’incipit, non ha niente di memorabile o commovente. Resta la nobiltà di un progetto utile a rivelare e commemorare la storia di chi, dandosi a un giornalismo puro ed esplorativo, ha combattuto per una società migliore contro la prepotenza e le tangenti, compresso tra intimidazioni, biasimi e freddezze. Un’ingenuità, legata indissolubilmente a quei tempi per certi versi ancora desiderosi di verità, che non esiste più. Chi sarebbe in grado oggi di arrivare a tanta virtù morale rinunciando alle amicizie dei politici?

L’agguato a suon di colpi di pistola durante la radiocronaca calcistica di Napoli-Verona, se da un lato mostra un aspetto spettacolare e un’ostentazione nella bravura della messa in scena, dall’altro cade su banalità quali la presenza della bambina (fin troppo annunciata nel suo destino “grazie” al pedinamento della telecamera) e l’uccisione di “Maradona” proprio nel momento del goal. La vis drammatica ne risente e la vicenda, più che tingersi di rosso, vira verso i colori dell’azzurro. Il calcio sarebbe dovuto essere un elemento da cui prender le distanze, invece Risi ci cade un po’, forse per smarrimento, forse memore di un film proprio su Maradona. Dove il regista ci mette del suo è nella straniante e insolita scena del ceffone-fantasma, all’interno del bar: un modo atipico per descrivere il rifiuto di tutta la collettività e il disorientamento del protagonista.

La sceneggiatura collega resoconto e storia privata di un ragazzo che vive “dentro” Torre Annunziata, la cosiddetta Fortapàsc ribattezzata proprio da Siani, e lo fa non mantenendo sempre un equilibrio efficace. Interessante l’approfondimento del carattere del giornalista: spesso superficiale, scialbo, e impacciato. In una parola: umano. Il film di Marco Risi a volte è fin troppo stilizzato, pulito, cesellato nei toni della fotografia tanto da sembrare posticcio. Visto che si tratta di vicende altamente drammatiche, e purtroppo vere, avrebbe meritato una maggiore “sozzura”, quel tanto che avrebbe contribuito a renderlo vagamente realistico (che ci sia lo zampino della Rai?). Quantomeno per rispetto degli ambienti scavati dal periodo post-terremoto.