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L’APPRENDISTA STREGONE

Un film di Jon Turteltaub.

Con Nicolas Cage, Jay Baruchel, Teresa Palmer, Alfred Molina, Monica Bellucci.

Titolo originale The Sorcerer’s Apprentice. Fantastico, Ratings: Kids, durata 111 min. – USA 2010. – Walt Disney. Uscita: mercoledì 18 agosto 2010.





VOTO: 6,5


Per i bambini e non solo, da un paio di generazioni a questa parte, quando si dice “Apprendista Stregone” si intende la celebre sequenza di “Fantasia” accompagnata dalle note dell’omonimo poema sinfonico di Paul Dukas; il soggetto originale è però di Goethe, che compose una ballata così intitolata a fine ‘700.
Sia la ballata che il cortometraggio ispirano una delle scene più divertenti del film di Jon Turteltaub, un action movie velato di atmosfere fantasy e ambientato nella contemporanea Manhattan.

Da secoli Merlino combatte contro la terribile Fata Morgana. Nello scontro finale il mago viene colpito a morte e lascia al più fidato discepolo il compito di trovare il suo discendente.
La ricerca porta Balthazar (Nicholas Cage) a confrontarsi con David (Jay Baruchel), un laureando in fisica, brillante ma imbranato e con una scarsissima autostima, che però risulta essere colui che erediterà i poteri di Merlino.
La pellicola vedrà i due combattere contro il perfido Orvath (Alfred Molina) per evitare che la Fata Morgana, il cui obiettivo è distruggere la terra (partendo proprio da New York, originale…), venga liberata ed in contemporanea riportare in vita Veronica (Monica Bellucci), altra allieva di Merlino e amante di Balthazar.

Il film è effettivamente diviso in due parti.

Il primo tempo risulta assai divertente, pieno di spunti propri della commedia brillante e movimentato come un film d’azione richiede.
Il secondo invece è più lento e macchinoso e arriva ad un finale un po’ tirato via; volendo far bene, sarebbe stato ideale accorciarlo sviluppando meglio l’epilogo che risulta improvviso e piuttosto banale.

La regia è buona e coinvolgente, con le scene di inseguimento che sono classiche del genere “americanata”: la telecamera scuote a destra e a manca per dare il senso della concitazione e personalmente con me ci riesce. Certo, dopo un quarto d’ora di corse e testa coda, l’effetto nausea non è improbabile.
Una nota per l’interpretazione della Bellucci che, non c’è che dire, ha una presenza scenica notevole, quando è in video non si può non apprezzare, ma riesce a pronunciare male quella ventina di parole che il regista gli ha messo in bocca, risultando piacevole come un’unghiata sulla lavagna.

Nel complesso, il film è carino, simpatico e godibile, non delude e porta al classico finale con morale, proprio dei film targati Disney.

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LA RIFFA

La RiffaUn film di Francesco Laudadio.

Con Monica Bellucci, Massimo Ghini, Giulio Scarpati, Marino Masé, Carla Cassola.


Commedia, durata 92 min. – Italia 1991.







VOTO: 3,5


Monica Bellucci  non e’ una grande attrice ma le do’ il merito di aver gestito in maniera egregia la sua carriera. Una ragazza bellissima, nata a Citta’ di Castello che se ne va a Milano in cerca di fortuna e diventa una modella famosa. Molte si sarebbero fermate li’, invece la ragazza e’ ambiziosa e tenta la carta del cinema. Film belli, film brutti, come tutte le carriere. E lei e’ decisamente coraggiosa scegliendo a volte film tremendi come “Irréversible”. Ora mi chiedo: si puo’ mai far stuprare la Bellucci per nove minuti? Una creatura cosi’ bella? Qualcuno c’e’ riuscito… e il demente si chiama Gaspar Noé… Giulio Scarpati

Comunque inzuppiamo il nostro biscotto e andiamo indietro nel tempo. Nel 1991 l’esordio arriva con questa “Riffa” e li’ ci vien da ridere. Lei in questo film e’ bellissima come non mai e il film si ferma qua, come ad una fermata di un autobus… La storia e’ buffa: una giovane e bella signora borghese, morto il consorte, si ritrova piena di debiti e di ipoteche. Siccome tutti gli amici sono disposti a portarsela a letto, organizza una lotteria nella quale lei e’ il premio finale. Costo del biglietto 100 milioni. Ma la disponibilita’ e’ molto scarsa: solo 20 biglietti.

Si vuole criticare un certo mondo borghese e la sua ipocrisia di fondo ma il risultato rasenta il ridicolo e a volte l’osceno. E il film alla fine risulta ripetitivo con una sceneggiatura fatta al lumicino e una recitazione che non c’e’ (nel cast anche Massimo Ghini e un giovane Giulio Scarpati).

Scena cult? C’e’ ne e’ una da urlo. Lei va da un cliente… il cliente si assenta un attimo e lei vede la sua dentiera in un bicchiere. La ragazza terrorizzata scappa via per cosi’ poco.

Monica, sono gli imprevisti del mestiere…


BAARìA – Anteprima

Baarìa

“Baarìa” è come viene chiamata in dialetto la città di Bagheria, comune in provincia di Palermo. L’etimologia della parola risale all’arabo “Bab el gherid” (ovvero “la porta del vento”). Ed è qui che Giuseppe Tornatore ha deciso di ambientare il suo film che aprirà (ed erano venti anni che non accadeva a un film italiano), il prossimo 2 settembre, la 66.a edizione della Mostra di Venezia.

Un affresco corale che attraversa il Novecento dagli anni ’30 ai ’70 e che narra della storia d’amore tra Mannina (Margareth Medè, 25 anni, occhi verdi e un sorriso radioso, è al suo primo film) e Giuseppe (Francesco Scianna, ventiseienne di Bagheria, selezionato dopo numerosi provini), e della crescita delle loro tre generazioni. Un film confidenziale che non ha molto di autobiografico ma che si può accostare a “Nuovo Cinema Paradiso” visto che si svolge nei luoghi dove il regista ha vissuto la sua infanzia. Il regista Giuseppe Tornatore sul set del film

Girato per 6 mesi nella vera Bagheria siciliana, il set si è poi trasferito in un sobborgo di Tunisi dove gli scenografi hanno lavorato in una ricostruzione particolarmente accurata. La durata della lavorazione e il progetto da kolossal hanno fatto sì che il budget, per la produzione di Medusa in joint venture con il tunisino Tarek ben Ammar, crescesse fino ai 20 milioni di euro. Per dare un’idea di quanto si sia pensato in grande, i luoghi delle riprese sono 3 volte più ampi di quelli messi a disposizione da Cinecittà per “Gangs of New York”.

Sono stati coinvolti centinaia di falegnami, marmisti e carpentieri, 20.000 comparse e circa 200 attori tra i quali spiccano Raoul Bova, Monica Bellucci, Lina Sastri, Enrico Lo Verso, Vincenzo Salemme, Leo Gullotta, Nino Frassica, Laura Chiatti, Gabriele Lavia, Fiorello e Beppe Fiorello, Giorgio Faletti, Paolo Briguglia, Aldo Baglio e Michele Placido.

La colonna sonora della nuova pellicola del regista siciliano sarà griffata ancora una volta dal genio di Ennio Morricone il quale sta componendo la musica da oltre un anno. Il film, in uscita il prossimo 25 settembre, sarà distribuito in dialetto siciliano solamente nell’isola di origine, mentre da Reggio Calabria in su’ sarà regolarmente presentato in italiano con qualche passaggio “contaminato” dall’idioma di Bagheria.