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Articoli con tag “Justin Timberlake

IN TIME

Genere: fantascienza, poliziesco, thriller. Durata: 109 min.

Diretto da Andrew Niccol. Interpreti: Justin Timberlake, Amanda Seyfried, Cillian Murphy, Vincent Kartheiser.


USA 2011 – Distribuito in Italia dal 17 febbraio 2012.

VOTO: 5,5

In un avvenire distopico, uomini progettati per smettere di invecchiare a 25 anni corrono contro il tempo. Il loro problema infatti è che potrebbero vivere più a lungo solo guadagnando altro tempo. I ricchi possidenti di risorse temporali sono in grado di prendersela comoda e vivere per sempre, mentre i più poveri devono scarpinare duro tra fabbriche che retribuiscono sempre meno e costo della vita che sale.

Will Salas (un Justin Timberlake quasi sempre verosimile e autoritario) ha ancora 24 ore. La madre (altro…)

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BAD TEACHER – Una cattiva maestra

Un film di Jake Kasdan.

Con Cameron Diaz, Justin Timberlake, Jason Segel, John Michael Higgins, Lucy Punch.

Titolo originale Bad Teacher. Commedia, Ratings: Kids+16, durata 92 min. – USA 2011. – Sony Pictures. Uscita: mercoledì 31 agosto 2011.

VOTO: 5

Elizabeth parte in retromarcia a tutto gas, con un bolide prestigioso sotto al culo. Saluta i suoi allievi con un “adiòs, sfigati!”, e succhia i soldi al fidanzato che per questa ragione decide di lasciarla. La poverina, insegnante generica in una scuola media, è costretta a virare su di un’utilitaria. Ma la targa è sempre quella, recante le terga di Cameron Diaz. Eh sì, perché il film è tutto costruito intorno a (e per) lei; inquadrata di fronte, di lato, da sopra, da sotto e anche, piuttosto ovvio, da dietro, l’eroina prof-etica, poco prof e anche poco etica, si da’ da fare tra bottiglie di alcol e canne (altro…)


THE SOCIAL NETWORK

USCITA CINEMA: 12/11/2010.


REGIA: David Fincher. SCENEGGIATURA: Aaron Sorkin.

ATTORI: Jesse Eisenberg, Andrew Garfield, Brenda Song, Justin Timberlake, Armie Hammer.


PAESE: USA 2010.
GENERE: Commedia, Drammatico. DURATA: 120 Min.




VOTO: 7


Il social network del titolo è, in realtà, un social business. Si arriva a parlare del più famoso aggregatore “internettaro” dei nostri tempi solo dopo che si è lasciato l’intero spazio a duelli, più o meno leciti, tra il genio sgobbone di Mark Zuckerberg (il sempre più bravo Jesse Eisenberg che pronuncia le battute in un meraviglioso tono categorico), l’amico del cuore (facciamo pure l’amico del ventricolo destro) Eduard Saverin, prima finanziatore e socio ufficiale, e poi sponsor reciso, i prestanti gemelli Winklevoss, più bravi con i muscoli e il canottaggio che non col cervello, e lo sfacciato Sean Parker (Justin Timberlake), l’inventore di Napster che fiuta l’affare del secolo e si inserisce nella contesa. Tutti allegramente riuniti a rispondere di cause legali sulla paternità della neonata community virtuale, riempiono le immagini del film parallelamente alle loro esperienze passate, tra Harvard e dintorni.

Eh sì, perché “The social network” è come un “Wall Street” in miniatura, vuoi per l’impatto che determina a livello finanziario (l’avidità e il narcisismo non sono elementi nuovi in coloro che diventano milionari), vuoi per l’attenzione prestata verso una ristretta cerchia di geni: gli studenti universitari un po’ imberbi eppure decisamente consapevoli del loro potenziale.

C’è un grande lavoro di sceneggiatura a rinforzare le spalle dell’opera: lo scritto di Aaron Sorkin è quasi logorroico, veloce, scattante, si presta magnificamente a un ritmo registico sostenuto che Fincher ben conduce. Furbescamente si spazia da temi universali quali l’amicizia, l’inganno, la gelosia, la rivincita, il denaro e il sesso (qualcuno ha pure detto che Facebook sia nato proprio per facilitare quest’ultimo tipo di relazioni): tutti elementi che, nella loro correttezza espositiva, poco aggiungono a quello che già sapevamo, pregiudicando un po’ di emotiva partecipazione e favorendo un’aura documentaristica interrotta ogni tanto da quella legale.

Facebook è il cartello che ci siamo voluti appiccicare al collo, il manifesto delle nostre situazioni sentimentali, dei nostri gusti sessuali, degli hobby, dei posti che frequentiamo. Le foto condivise coincidono con una vita strettamente privata, svenduta a una società mortificata dalla solitudine la quale, affamata di storie altrui, da’ a se stessa l’illusione di esistere.