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Articoli con tag “Jack Palance

PRIMA LINEA

Un film di Robert Aldrich.

Con Eddie Albert, Jack Palance, Lee Marvin, Robert Strauss.

Titolo originale Attack!. Guerra, Ratings: Kids+16, b/n durata 107 min. – USA 1956.

 

 

 

 

 

VOTO: 8


Inserito all’interno di una regia dallo stampo neanche tanto classico, “Prima linea” si avvale di una  direzione degli attori sempre molto precisa e puntuale. Aldrich si concede carrelli e dissolvenze di notevole imprinting, alimentando uno stile rapido di ripresa che promuove la concitazione degli eventi e degli animi. Ma più di tutte risaltano certe inquadrature dal basso a ingigantire uomini, volti, case, carri armati, barbari e poderosi tutti. Continuando la sua analisi sull’indole venduta del Potere, il regista racconta la storia di un’insurrezione individuale tra le forze armate statunitensi, accerchiate dall’artiglieria pesante nazista al principio dello scontro sulle Ardenne, nel 1944. Un’opposizione doppia quella messa in scena: da una parte il nemico vero e dall’altra un ostacolo interno. Il doppio contrasto è destinato a generare sconfitte; perché l’Autorità è come un carro armato che schiaccia inesorabilmente chi tenta di scalzare coloro i quali sono votati all’egemonia politica, per merito o per stupida ambizione, sotterrando il cosiddetto “peso popolare” del comando in un accidioso inserimento nel Sistema ormai votato alla cancrena.

Da questo si può facilmente capire come l’America e le forze militari dell’epoca fecero il possibile, visto che Aldrich non conosceva esaltazione per l’amor di patria, nell’osteggiare la produzione e la distribuzione di “Attack!”. Di conseguenza l’ambientazione dove poter svolgere le azioni di guerra vere e proprie fu ridimensionata, e ciò non fece altro che acuire la drammaticità di alcune scene girate in spazi ristretti, lasciando perdere quelle ambizioni di ariosità e panoramicità che avrebbero apportato le scene di attacco aereo. Tra le curiosità della pellicola, c’è la doppia ripresa dalla stessa angolazione dello stesso cingolato, proprio per i motivi suddetti.

Suggestiva la dualità tra il potere ottuso e i soldati di prima linea più deboli, che subiscono perdite fisiche e morali (ci si salva per il rotto della cuffia e ironizzando, non senza aver regalato qualche arto rotto prima di far ritorno a casa). Soprattutto il personaggio interpretato da Jack Palance (il Tenente Joe Costa), è davvero una volpe fragile. Scaltro e tutto d’un pezzo in battaglia, è costretto a scontrarsi con qualcosa che nemmeno conosce e immagina: una debolezza a metà tra lo psicologico e il corruttibile che lo obbliga a trascinarsi per terra, ai piedi di una figura più gracile eppure più spalleggiata di lui. Il rapporto di forza sulle strategie d’attacco giocato con Eddie Albert (il Capitano Erskine Cooney, interpretato dall’attore che ritornerà, altrettanto odioso, in “Quella sporca ultima meta”), mette in evidenza la posizione dell’uomo sbagliato nel posto sbagliato, colui che si trova in quell’avamposto per accontentare un desiderio paterno.

Un nesso che smuove una serie di emozioni così articolate: c’è la paura degli uomini del reparto militare più avanzato, la fiducia quasi incondizionata che essi riconoscono al loro tenente, la validità e l’importanza della parola nel rapporto tra uomini integri, e c’è il bilanciamento del trasformismo di certi colonnelli, il tradimento dei valori umani, le vigliaccherie di chi non sa svolgere i suoi compiti, fino ad arrivare all’omicidio. Nessuno brilla come modello integerrimo e non c’è riabilitazione nemmeno per il Tenente Woodruff che agirà per conto di Costa, offrendosi alla mercé di una democrazia che ormai presta fede senza riserve all’arte del compromesso dei suoi superiori. Leggermente disordinato per l’elevato numero di personaggi coinvolti nell’affaire, tra i quali un Lee Marvin lasciato nell’ombra, “Prima linea” rimane un film dal grande impatto visivo e dalla forte connotazione socio-politica.

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BAGDAD CAFE’

Bagdad CafèUn film di Percy Adlon.

Con Jack Palance, Marianne Sägebrecht, James Gammon.


Titolo originale Out of Rosenheim. Commedia, durata 112 min. – Germania 1987.






VOTO: 6,5


Jasmin, tedesca, dopo il litigio col marito, si ritrova abbandonata in un villaggio desertico alle soglie di Las Vegas. Prende una stanza in un motel ma si accorge di non essere vista di buon occhio a causa di qualche suo comportamento incomprensibile. Cosa nasconde questa donna misteriosa e dallo sguardo tenerissimo’?

“Bagdad Cafè” rappresenta il primo successo internazionale del tedesco Percy Adlon, dedido soprattutto ai documentari. Tutto è accattivante: ambientazione fuori dal mondo con fotografia caldissima, inquadrature sghembe, soprattutto nelle prime sequenze, e personaggi che ispirano tutti più o meno simpatia. Un incontro o un addio?

A cominciare dalla grassoccia tedesca Jasmin (Marianne Sägebrecht) che compare misteriosamente nel villaggio come una Mary Poppins portando ordine e risolvendo degli evitabili conflitti presenti nella piccola comunità. Anche Brenda, donna di colore che gestisce il motel in questo deserto vicino a Las Vegas, all’inizio così scettica e sbraitante, un autentico rovescio della medaglia dell’amabilità della prestigiatrice teutonica, finirà per smussare il suo carattere così acido facendosi coinvolgere da quel personaggio così bizzarro.

Jasmin porta un po’ di mistero nella comunità multirazziale ma conquista tutti con la sua buona dose di ironia e l’altruismo che la contraddistingue. Da mandare a memoria ovviamente la deliziosa sequenza in cui Jasmine fa il verso a Marlene Dietrich (ancora oggi un’icona per il cinema tedesco e non solo). Cinema “carino” insomma, per una volta il termine non è usato in senso dispregiativo.

Il film scorre via veloce, senza intoppi e la colonna sonora così realmente subliminale non fa che rendere ancor più piacevole la visione. Al di là dell’evidente elegia sull’imprevedibilità della vità, e la voglia di mescolare e far reagire etnie diverse a confronto, l’opera non ha particolari pretese autoriali. Insomma, cinema per tutti i gusti. Consigliato, estremamente godibile.

Attori sconosciuti (la Sägerbrecht diventerà volto noto solo dopo questo film), ma in un ruolo da spalla compare il grande Jack Palance.