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JOHN CARTER

USCITA CINEMA: 07/03/2012.

REGIA: Andrew Stanton.
ATTORI: Taylor Kitsch, Lynn Collins, Willem Dafoe, Thomas Haden Church, Samantha Morton.


PAESE: USA 2012.
GENERE: Fantascienza, Avventura, Fantastico. DURATA: 132 Min.

VOTO: 5,5

John Carter (un Taylor Kitsch anonimo alle prese con il suo primo grande ruolo) è un cavalleggero dedito alla fuga facile. Si dilegua dalla morsa dell’esercito durante la Guerra di Secessione Americana con la stessa caparbietà con la quale sgattaiola dagli indiani e da mostri alti e verdi che abitano su Marte. John è un pacifista incallito e, durante la ricerca di una cava d’oro, si imbatte in un artefatto bluastro che lo proietta dritto dritto su un altro pianeta.

L’atterraggio non è dei più comodi e con l’occasione scopre di essere stato caricato a molla, essendo capace di (altro…)

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L’APPRENDISTA STREGONE

Un film di Jon Turteltaub.

Con Nicolas Cage, Jay Baruchel, Teresa Palmer, Alfred Molina, Monica Bellucci.

Titolo originale The Sorcerer’s Apprentice. Fantastico, Ratings: Kids, durata 111 min. – USA 2010. – Walt Disney. Uscita: mercoledì 18 agosto 2010.





VOTO: 6,5


Per i bambini e non solo, da un paio di generazioni a questa parte, quando si dice “Apprendista Stregone” si intende la celebre sequenza di “Fantasia” accompagnata dalle note dell’omonimo poema sinfonico di Paul Dukas; il soggetto originale è però di Goethe, che compose una ballata così intitolata a fine ‘700.
Sia la ballata che il cortometraggio ispirano una delle scene più divertenti del film di Jon Turteltaub, un action movie velato di atmosfere fantasy e ambientato nella contemporanea Manhattan.

Da secoli Merlino combatte contro la terribile Fata Morgana. Nello scontro finale il mago viene colpito a morte e lascia al più fidato discepolo il compito di trovare il suo discendente.
La ricerca porta Balthazar (Nicholas Cage) a confrontarsi con David (Jay Baruchel), un laureando in fisica, brillante ma imbranato e con una scarsissima autostima, che però risulta essere colui che erediterà i poteri di Merlino.
La pellicola vedrà i due combattere contro il perfido Orvath (Alfred Molina) per evitare che la Fata Morgana, il cui obiettivo è distruggere la terra (partendo proprio da New York, originale…), venga liberata ed in contemporanea riportare in vita Veronica (Monica Bellucci), altra allieva di Merlino e amante di Balthazar.

Il film è effettivamente diviso in due parti.

Il primo tempo risulta assai divertente, pieno di spunti propri della commedia brillante e movimentato come un film d’azione richiede.
Il secondo invece è più lento e macchinoso e arriva ad un finale un po’ tirato via; volendo far bene, sarebbe stato ideale accorciarlo sviluppando meglio l’epilogo che risulta improvviso e piuttosto banale.

La regia è buona e coinvolgente, con le scene di inseguimento che sono classiche del genere “americanata”: la telecamera scuote a destra e a manca per dare il senso della concitazione e personalmente con me ci riesce. Certo, dopo un quarto d’ora di corse e testa coda, l’effetto nausea non è improbabile.
Una nota per l’interpretazione della Bellucci che, non c’è che dire, ha una presenza scenica notevole, quando è in video non si può non apprezzare, ma riesce a pronunciare male quella ventina di parole che il regista gli ha messo in bocca, risultando piacevole come un’unghiata sulla lavagna.

Nel complesso, il film è carino, simpatico e godibile, non delude e porta al classico finale con morale, proprio dei film targati Disney.


UP – Anteprima

Up

Un’eccentrica coppia, composta da un anziano e un ragazzino, sta per invadere i nostri schermi grazie alla Pixar/Disney che, dopo le vicissitudini stellari del sensibile robottino “Wall-E”, mira ancora una volta a sbancare i botteghini di mezzo mondo.

Il decimo film dei “laboratori” di animazione promette bene visto che negli Stati Uniti, in sole 4 settimane di proiezione, ha già oltrepassato il limite dei 250 milioni di dollari. Più di “Cars”, “Toy Story 2” e “Star Trek”. Gli autori del film al momento della presentazione al Festival di Cannes

Carl, il vecchio protagonista di “Up”, ha 78 anni e per una vita ha fantasticato itinerari mai concretizzati commerciando palloncini. Decide, in uno slancio di impulsività, di allacciarne insieme ben 10.000 per innalzare la sua abitazione di New York (il riferimento a Miyazaki e a “Il castello errante di Howl” è chiaro) e spingersi fino all’America del Sud, quando si accorge che insieme a lui ha volato anche Russell, un giovane e vivace boyscout. Il prodigioso pellegrinaggio metterà a confronto due età e due caratteri diversi fra loro.

L’aspetto di Carl rimanda a quello di attori classici della storia del cinema americano come Spencer Tracy e Walter Matthau. Tutti interpreti che hanno un aspetto burbero che tuttavia piace e li rende molto ricchi caratterialmente e affascinanti.

Il regista, Pete Docter, è lo stesso di quel bellissimo film che fu “Monsters & Co.” e, tra gli autori del soggetto, appare anche Tom McCarthy, regista del ben più impegnato “L’ospite inatteso”. Ci aspettiamo un film sentimentale, divertente e coadiuvato dai miracoli del 3D. La pellicola ha già fatto, alla sua prima presentazione al Festival di Cannes, un’ottima impressione replicata, in seguito, all’ultima Mostra del Cinema di Venezia. Non ci resta che attendere l’uscita nelle sale prevista per il prossimo 15 Ottobre.


IL CINEMA IN 3D

Il cinema in 3D

Il mondo del Cinema è alla ricerca di nuovi e redditizi traguardi. Non bastano più le già magnifiche tecniche di riproduzione dell’immagine digitale sugli schermi. I maggiori produttori cinematografici stanno seducendo da tempo il pubblico con il 3D: si fa ricorso alla stereoscopia, alla tridimensionalità e si ha così il miraggio della profondità visiva grazie allo speciale utilizzo di filtri ottici e di particolari occhialini. Gli oggetti e le persone sembrano letteralmente uscire dallo schermo e fluttuare nell’aria.

Tutto sembra pronto per accogliere questa sfida e il prossimo Festival di Cannes inaugurerà il suo cartellone proiettando oggi il film “Up”, l’ultima idea in fatto di animazione prodotta dalla Disney/Pixar. Una conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, dell’interesse e del rilievo che sta assumendo il cinema proiettato nel futuro verso “la terza dimensione”.

In verità l’artificio su cui si basa il 3D non sarebbe poi così nuovo; sappiamo tutti, infatti, che le prime pellicole che si avvalsero di questa tecnica nacquero negli anni ’50, anche in quel caso con l’intenzione di stupire e attirare un numero maggiore di spettatori. Erano soprattutto film di genere horror o fantascienza quali “Il mostro della laguna nera” o “La maschera di cera”.

La differenza (e il perfezionamento) rispetto a questi prototipi sta nel garantire un’immagine nitida, senza le fastidiose striature di colore rosse e blu prodighe di capogiri o stordimenti. Un fresco esempio di questa miglioria lo abbiamo avuto il mese scorso dalla visione di “Mostri contro Alieni” che ha premiato, per qualità e incassi, l’iniziativa degli Studios cinematografici.

Di conseguenza stanno per approdare in massa idee su film realizzati in 3D, anche da parte di autori di un certo richiamo: Robert Zemeckis “ritorna al futuro” proponendo sul mercato il suo nuovo film “Racconto di Natale”, James Cameron uscirà a dicembre con “Avatar” al quale ha lavorato per anni avvalendosi di tecnologie avveniristiche, Tim Burton darà la sua impronta ad “Alice nel Paese delle meraviglie”. E poi sono previsti “Shrek 4”, “Kung Fu Panda 2”, il nuovo “Toy Story”, “L’era glaciale 3”. Insomma si prefigurano all’orizzonte scorpacciate di film con indosso i nuovi occhialini magici. Grosso squalo vagabondo

Non è tutto oro quel che riluce, però. In tempi di crisi e di recessione economica, se è vero che le statistiche dicono che lo spettatore (soprattutto quello giovane e giovanissimo) gradisce queste innovazioni tecnologiche, altrettanto reale è l’enorme investimento che richiedono le pellicole girate in 3D. I costi di produzione lievitano di circa 20 milioni di euro a film, le sale che sono interessate a dotarsi di un sistema adatto alle proiezioni digitali in 3 dimensioni dovrebbero avere a disposizione un budget di circa 100.000 Euro; andate un po’ voi a convincere un esercente cinematografico del nostro Paese, il quale è costretto a controllare bene i prezzi della verdura al supermercato, a investire soldi in questa iniziativa… Un rimedio a questa difficoltà potrebbe essere quello di ottimizzare la sala cinematografica e farla diventare un polo multimediale dove offrire anche proiezioni di eventi sportivi o concerti. E chissà che di questa rivoluzione non possa giovarsene anche l’imprenditoria pornografica, la quale potrebbe risorgere dalla ceneri, o quella ottica che potrebbe ampliare la sua fornitura proponendo una nuova gamma di lenti.

Tra tutta questa ampia varietà di occhialini a disposizione mi sorge spontanea una domanda: ma io, che sono già dotato di fondi di bottiglia, cosa dovrò indossare e come? Dagli Stati Uniti forse una speranza anche per me: è in fase di sperimentazione una pellicola visionabile senza dover utilizzare lenti di nessuna specie… 😎