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VACANZE DI NATALE

Vacanze di NataleNazione: Italia. Anno: 1983. Genere: Commedia. Durata: 90′.

Regia: Carlo Vanzina.

Sito ufficiale: http://www.vacanzedinatale.it.


Cast: Jerry Calà, Christian De Sica, Karina Huff, Stefania Sandrelli, Antonella Interlenghi, Claudio Amendola.

Produzione: Aurelio De Laurentiis, Luigi De Laurentiis. Distribuzione: Filmauro.



VOTO: 6,5


Questa pellicola e’ stata, per lungo tempo, mia compagna nei pomeriggi durante i quali facevo i compiti. Ogni tanto, tra una pausa e l’altra, guardavamo qualche spezzone del film. Noi cresciuti con il taglia e cuci del videoregistratore lo potevamo fare. Poi lo stoppavamo e riprendevamo a fare i compiti. Poi un’altra pausa e un altro bocconcino di film. Anche perche’ Vacanze di Natale e’ un film composto da sketch, non aveva una trama ben definita ma solo tante scenette una dietro l’altra. Non era stato contaminato da un linguaggio televisivo e da barzelletta da bar dello sport. La copertina del "Grazzini" nel 1983

E’ un cinepanettone che ha un linguaggio cinematografico ancora suo e personale e, con gli anni, non e’ invecchiato per niente. Ha addirittura un suo sito personale e un sacco di ammiratori in giro per l’Italia. La pellicola, come ho detto, inaugura la moda del film di natale che ormai da 25 anni ci portiamo dietro, viene scritto in maniera veloce, girato in tre settimane e il 23 dicembre esce ottenendo un piccolo trionfo. Insieme a “Sapore di sale” resta uno dei maggiori successi del team Vanzina e uno tra i loro titoli piu’ freschi e genuini.

Il film ruota tutto intorno ai personaggi della famiglia dell’avvocato Corelli e di quella dei Marchetti. Essi rappresentano le due facce dell’Italia socialista di allora, quella di Craxi. I ricchi ed i poveri. I brutti e i belli. Ma tutti mirano ad un benessere economico ritrovato dopo anni di crisi ed allora si va tutti a Cortina d’inverno e d’estate in sardegna. Come uno status simbol.

Il successo del film e’ dato anche dal cast che annovera nomi del calibro di Stefania Sandrelli, Jerry Cala’, un Claudio Amendola agli esordi, Riccardo Garrone, Rossana di lorenzo ed il grande Mario Brega. Ognuno e’ perfetto per il ruolo che interpreta e gigioneggia benissimo.

Ci sono alcune scene veramente simpatiche come quando, di ritorno dal veglione di capodanno, i coniugi Corelli trovano il figlio a letto con Leonardo Zardolin. Oppure le sparate del compianto Mario Brega. E nella colonna sonora che fa da cornice a questo film praticamente c’e’ tutto il meglio del 1983, l’anno di vita spericolata di vasco rossi, nada, gazebo, paris latino, mike olfield.

Il film costa poco e incassa quasi tre miliardi. Se avete un po’ di tempo guardatevi anche Sapore di sale sempre dei Fratelli Vanzina. Insieme a Vacanze di natale e’ il loro maggiore successo. Sono film sinceri e genuini, fatti ancora con una buona dose di cuore. Si lo so sono sempliciotti ma a distanza di anni hanno mantenuto una loro ingenuita’ e una freschezza di fondo. Buona visione a tutti.

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I MIEI PRIMI 40 ANNI

I miei primi 40 anniUn film di Carlo Vanzina.

Con Elliott Gould, Jean Rochefort, Carol Alt, Riccardo Garrone.



Biografico, durata 107 min. – Italia 1987. –
VM 14






VOTO: 4


Per chi ama i film irresistibilmente brutti, questo e’ un piccolo cult movie da annoverare insieme a Via Montenapoleone e La piu’ bella del reame.

Sì, voi ridete, ma a volte un film non basta che sia brutto… a volte si raggiunge l’orrido e lo si sorpassa alla grande verso il sublime dell’orrido; comunque questa perla va recensita a tutti i costi. Tutto nasce da un libro di una tale MARINA RIPA DI MEANA che alla soglia dei 40 decide di raccontare le sua vita cosi’ irrimediabilmente favolosa e degna di essere vissuta… niente a che fare con le Paris Hilton di oggi; diciamo una versione tipicamente italiana del vivere a tutta birra. Il libro ha un discreto successo e, nell’87, si pensa di farne un film. Un'immagine di Carol

Avete presente un bell’album di figurine incollate su un patinato album? Bene i miei primi 40 anni questo e’. Nulla di piu’.

Si parte con l’infanzia di Marina, con i primi bollori sessuali (anche lesbici) e la voglia di emergere a tutti i costi dalla sua condizione sociale. Sposa un duca squattrinato, il duca Caracciolo, e dopo la nascita di Lucrezia avviene la separazione. Mette su un atelier di moda poi fa l’accompagnatrice permanente di un ricco uomo d’affari amante della bella vita ma, insoddisfatta del rapporto, lo lascia per andare a vivere con un pittore contestatore ed infine con un giornalista. Voi mi direte: ma che scrivi? Sì perche’ il film e’ tutto qua. Una storia di una donna che, se sviluppata in maniera diversa, avrebbe forse potuto dire anche qualcosa. Purtroppo fa solo da contorno a tutta una serie di luoghi da villeggiatura, begli abiti, tante canzoni e qualche momento un po’ intimo. Il resto non esiste. Resta solo la folgorante bellezza di Carol Alt.

Vi ricordo che esiste anche una versione televisiva (credo di qualche ora) andata in onda nelle reti mediaset che il sottoscritto ha avuto l’onore di vedere e alla quale è sopravvissuto senza troppi traumi. E’ proprio vero, si sopravvive a tutto. E qua sono sopravvissuti attori del calibro di ELLIOT GOULD e JEAN ROCHEFORT.