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UN’ESTATE DA GIGANTI

Un film di Bouli Lanners.

Con Zacharie Chasseriaud, Martin Nissen, Paul Bartel [II], Karim Leklou, Didier Toupy.

Titolo originale Les Géants. Drammatico, durata 85 min. – Francia, Belgio, Lussemburgo 2011. – Minerva Pictures Group. Uscita: mercoledì 31 ottobre 2012.

VOTO: 4

Una tranquilla estate di paura. È quella che attende tre ragazzi della Vallonia, regione belga ricoperta per la maggior parte da foreste. Ispirandosi a questo ammasso di boscaglia, le vicende dei ragazzini appena quindicenni, tra cui uno ha da poco superato i tredici anni, si fanno subito intricate. Abbandonati da genitori e parenti, Zak, Seth e Dany vivono in case disabitate e senza soldi a disposizione. La voglia di fuggire si fa sempre più forte.

Dominata da atmosfere country fuori contesto (di per se’ belle, per carità, ma sembra di stare nel Sud-Ovest degli Stati Uniti piuttosto che in Belgio) la narrazione non avrebbe una genesi anglosassone, eppure ci si (altro…)


LOUISE MICHEL

Louise MichelRegia e sceneggiatura: Benoit Delépine, Gustave de Kervern.

Attori: Yolande Moreau, Bouli Lanners, Robert Dehoux, Albert Dupontel, Mathieu Kassovitz, Catherine Hosmalin.

Produzione: Mathieu Kassovitz & Benoît Jaubert MNP Entreprise, No Money Productions (coproduzione), arte France Cinéma (coproduzione).

Distribuzione: Fandango Distribuzione. Paese: Francia 2008. Uscita Cinema: 03/04/2009. Genere: Commedia. Durata: 94 Min.




VOTO: 8


Il cinema pullula di film che si fregiano di accattivanti marchi come “politicamente scorretto”, “commedia più feroce dell’anno”, ecc. ma a conti fatti tutti vanno a braccetto con pesanti compromessi che addolciscono la pillola o, dall’altra parte, finiscono per sprofondare nel gusto del disgusto. Forse per volere delle produzioni, forse per il poco coraggio degli autori si cerca sempre di essere cattivi ma senza esagerare, perché in fondo il buono piace e ciò che piace si guarda e si vende di più. Non qui. I due protagonisti, Louise, ritrovatasi disoccupata per l’improvvisa chiusura della fabbrica dov’era impiegata, e Michel, improbabile killer assoldato da Louise e dalle ex colleghe di lavoro per uccidere il capo, sono due emarginati goffi e incompresi, cinici e dalla sessualità confusa che suscitano simpatia e repulsione. Attenti a quei due

In poco meno di novanta minuti non si risparmia davvero nessuno e le immagini sono belle, pallide, senza pietà ed esilaranti come la logica che muove tutti gli ingranaggi del film, intelligenti.

Benoît Delépine e Gustave de Kervern hanno diretto un film dichiaratamente anarchico, il titolo è un omaggio a Louise Michel, educatrice ed anarchica francese, ma la loro ispirazione deriva da un fatto di cronaca realmente accaduto: in una fabbrica della Piccardia, una delle regioni della Francia che più ha risentito della crisi economica, le operaie si sono viste consegnare dei camici nuovi, simbolo di ripresa, per poi veder svanire nel nulla padrone e macchine. La storia reale si ferma qui ma i due autori, parlando con alcune delle donne vittime di questa fuga, si sono sentiti confessare il desiderio di poter rapire il responsabile della perdita del loro lavoro per poterlo torturare. De Kervern a proposito dice di capire questo atteggiamento ed il cinema è riuscito a dar vita a questo sogno rivoluzionario. I registi hanno definito la propria opera un “western sociale”, quello che effettivamente è oggi il mondo del lavoro per i cittadini comuni, tra contratti a progetto, paradisi fiscali e responsabili d’azienda talvolta inesistenti.

“Lousie Michel” gode di una genuina cattiveria che viene portata fino in fondo con coraggio, se vorrete però gustarla dovrete scendere a compromessi con il vostro buon senso e prendere a cuor leggero la crudeltà di questa commedia superba, intelligente e vagamente surreale.

Philipp Klausjurgen Von Rohr