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INDIAN – La grande sfida

Genere: Avventura. Titolo originale: The World’s Fastest Indian. Anno: 2005.Durata: 127′.


Regia: Roger Donaldson.
Cast: Anthony Hopkins, Diane Ladd, Iain Rea, Tessa Mitchell, Aaron Murphy, Tim Shadbolt, Annie Whittle, Greg Johnson, Antony Starr, Chris Williamson.

VOTO: 6

Burt Munro (Anthony Hopkins) è un anziano neozelandese un po’ eccentrico. Vive a Invercargill (da scrivere con una sola “elle” se non si ha abbastanza inchiostro), città vera che racconta di una storia vera avente inizio da uno dei punti più a sud del mondo. Oltre a conservare gelosamente una serie invidiabile di pistoni, da lui direttamente prodotti e lavorati, Burt si ingegna per costruire qualcosa di importante intorno a una moto che tiene gelosamente custodita.

Mentre è tutto preso nelle sue frenetiche e incessanti attività di ricomposizione, Burt prepara il thè con l’acqua dove mette a raffreddare i pezzi meccanici, fa pipì sulla pianta di limone causa prostata indebolita, si (altro…)


THE WAY BACK

Un film di Peter Weir.

Con Dragos Bucur, Colin Farrell, Ed Harris, Alexandru Potocean, Saoirse Ronan.

Drammatico, durata 133 min. – USA 2010. – 01 Distribution. Uscita: venerdì 6 luglio 2012.

VOTO: 9

Un gruppo di persone, composto ora da 6 ora da 7 individui, secondo un’alternanza che sembra ricondurre alla precarietà di un nucleo familiare, fugge da un gulag siberiano all’inizio della seconda guerra mondiale. L’evasione così imbastita sembra rivestita da un’indole quasi estemporanea: i latitanti non si raccontano quasi niente di se, non si fidano, fanno progetti itineranti ma in pochi credono di poter arrivare alla meta del lago Baikal e poi oltre, fino ai confini mongoli. Inizia per loro una vera e propria via crucis (vedere per credere), con tanto di cappello/corona di spine, documentata dal libro di Slavomir Rawicz intitolato “Tra noi e la (altro…)


THOR 3D

Un film di Kenneth Branagh.



Con Chris Hemsworth, Natalie Portman, Tom Hiddleston, Stellan Skarsgård, Colm Feore.


Azione, durata 130 min. – USA 2011. – Universal Pictures. Uscita: mercoledì 27 aprile 2011.



VOTO: 8

Scritto da M. Tiger.
PROLOGO.
Si comincia da META’.
SIGLA.
Si ricomincia dal PRIMA per poi arrivare all’ADESSO e non fermarsi più fino al FINALE.
Un classico del cinema d’avventura, ed è questa la struttura del film di Kenneth Branagh che racconta la storia del figlio di Odino, Thor, impersonato per l’occasione dallo scultoreo (è proprio il caso di dirlo) Chris Hemsworth, attore esordiente che… esordisce bene!
Eh si, perchè il nuovo “bellone” se la cava e non sfigura di certo accanto a nomi come Antony Hopkins, Rene Russo, Natalie Portman.
Il regista, già ottimo attore, conferma il suo talento anche dietro la macchina da presa, e davvero ci rincuora poter constatare che esiste ancora qualche ottimo professionista come lui (e tutto il cast e lo staff per l’occasione) in grado di girare un buon “action movie”, come si chiamano ora, erede di generi come quello di “Excalibur” e “Conan il barbaro”.
Costumi da sogno dal disegno netto e dai colori marcati sottolineano ed esaltano, aiutati da una fotografia che ne celebra luci e ombre, la derivazione fumettistica.
Il pregio maggiore però, è che Branagh non si prende troppo sul serio e firma un’opera autoironica che proprio per questo sta in piedi meglio di tanti predecessori del genere (uno su tutto il recentissimo e altrettanto pessimo “Dylan Dog”), anzi letteralmente svetta.
Non cruento, mai volgare, a volte toccante, una trama che parla di “valori”, come una moderna fiaba che attinge alle tradizioni celtiche, in una fusione tra Fantasia e Fantascienza, “Thor” è adatto davvero ad un pubblico di tutte le età, e forse in questo Branagh è un pò “gattone”, ma sicuramente il risultato è positivo.
Scenografie degne dei migliori fantasy, come dipinte, sembrano uscire direttamente dalla carta stampata e ricordano le atmosfere magiche ed irripetibili de “Il mago di Oz” del 1939.
Gli accostamenti possono sembrare azzardati, ma il film non ha certo bisogno, e si distingue come un fulmine (appunto!) a ciel sereno in un panorama di “fumettoni” generalmente triste.
Eccezion fatta per alcuni, come il “pioniere” Spiderman di Raimi ed il più recente “Iron Man” di Favreau; ed è proprio al “post-finale” (passatemi il termine) del secondo capitolo di Iron Man, che questo Thor si aggancia, aderendo alla moda in voga nelle ultime produzioni del genere, quasi a riprendere il “cross-over” tipico dei fumetti, o forse moderna versione dei “finali aperti” dei film dell’orrore, preannunciando un seguito.
Che dire?
Andatelo a vedere, e sopratutto un consiglio: attendete pazientemente in sala che siano scorsi tutti i titoli di coda, non ve ne pentirete.

IL 3D.

Dedico un paragrafo a parte al “3D”. In questa pellicola assolutamente non necessario, risulta comunque piatto, posticcio. Evidente scelta di marketing di postproduzione per raccimolare qualche (e non pochi!!!) euro in più, è evidente che la pellicola non è stata progettata e filmata nativamente per gli effetti stereoscopici. L’effetto 3D è infatti parziale; i soggetti, posti su vari piani percettivi, sono di per se piatti, ed il risultato è quello di una scatola che contiene tante figurine 2D messe a distanze diverse.
Non è certo questo il modo di girare un 3D, che in questo caso non aggiunge nè toglie nulla alla pellicola, il cui lato spettacolare si regge sull’insieme di sceneggiatura, regia e interpretazione.
Siamo distanti anni luce dal coinvolgimento emotivo instillato da “Avatar”.
Risparmiate quindi gli euro di differenza (ben 4, tra maggiorazione e occhialini) da “dirottare” su gelato e bibita.


ALLA RICERCA DELL’ISOLA DI NIM

Un film di Jennifer Flackett, Mark Levin.

Con Abigail Breslin, Jodie Foster, Gerard Butler, Michael Carman, Mark Brady.

Titolo originale Nim’s Island. Avventura, Ratings: Kids, durata 95 min. – USA 2008. – Moviemax. Uscita: venerdì 11 aprile 2008.







VOTO: 5


C’è un’isola dove non si impara necessariamente andando a scuola. Basta abbandonarsi al richiamo della natura e il resto viene da se’… E’ l’isola di Nim: un posto disperso nel Pacifico, dove padre e figlia si rifugiano dopo la morte della madre. Il primo si chiama Jack ed è interpretato da Gerard Butler, la seconda è la Nim del titolo ed è resa sullo schermo dalla bambina Abigail Breslin.

La giovane ragazza si perde volentieri nella lettura dei romanzi d’avventura scritti da Alexandra Rover, una novellista maniaca dell’igiene che non lascia mai il suo appartamento di San Francisco perché gravemente sofferente di agorafobia. I racconti di Alexandra vedono quale protagonista un eroe che compie acrobazie mirabolanti in ogni parte del mondo, novello e un po’ improvvisato Indiana Jones. Le uniche avventure che vive Alexandra sono quelle degli incontri immaginari che ella stessa ha col protagonista dei suoi romanzi chiamato mestamente Alex Rover (sempre interpretato da Gerard Butler).

L’impronta fiabesca è gradevole anche se raramente stuzzicante. L’isola affonda presto a causa di scelte narrative un po’ troppo banali e scontate: la tempistica del racconto non sorprende ed è piuttosto sfilacciata. La bimba super-avventurosa, nonostante uragani, vulcani in eruzione, avventurieri sfruttatori senza scrupoli travestiti da bucanieri pirateschi, è l’unica a rimanere in piedi in modo dignitoso, mentre i grandi si nascondono dietro a uno schermo del pc (il computer come unica finestra sul mondo si sarebbe potuto sviluppare meglio) e si sprecano in ambizioni biologico-scientifiche non proprio attinenti. La stucchevole presenza dei personaggi immaginari parlanti alle spalle dei protagonisti, e a ricoprire il ruolo di alter-ego, non aiuta a entrare in empatia con lo sceneggiatore. Oltretutto, i 3 personaggi principali vengono fatti incontrare e riunire troppo tardi, così come risulta estremamente improvvisa la svolta nel comportamento tenuto dalla scrittrice.

Si parla di coraggio ma cinematograficamente non si osa più di tanto. Il produttore Anschutz, già infelice protagonista della distribuzione de “Le cronache di Narnia”, sciorina questo adattamento di un libro per ragazzi di successo uscito 9 anni fa e se ne lava le mani (almeno lui che può ancora osservare le regole dell’igiene) dei risultati. Agli eccessi caricaturali e petulanti di una Jodie Foster fuori ruolo e poco simpatica, si aggiunge lo sconfortante ritratto dei “cattivi” invasori, ovviamente dipinti come grassi e volgari.


UP – Recensione

UpRegia: Peter Docter, Bob Peterson. Sceneggiatura: Bob Peterson.

Doppiatori: Giancarlo Giannini, Arnoldo Foà, Neri Marcorè. Musiche: Michael Giacchino. Produzione: Pixar Animation Studios. Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia.

Paese: USA 2009. Uscita Cinema: 15/10/2009. Genere: Animazione, Commedia, Avventura.

Durata: 96 Min.




VOTO: 8


Due bambini hanno un sogno speciale: viaggiare fino alle terre inesplorate del Sudamerica e vivere all’avventura. Quei mocciosi cresceranno, si sposeranno, trascorreranno un’intera vita insieme, diventando vecchi. Con una mirabile sintesi narrativa, i registi ci fanno assaporare in un attimo l’idea del trascorrere del tempo. Lo fanno attraverso un semplice catalogo di cravatte indossate e un salvadanaio che viene rotto per affrontare le spese impreviste: la gomma bucata dell’auto, l’albero che si abbatte sulla casa, le parcelle mediche.

Ma i sogni svaniscono in un batter d’occhio. Gli ardori e le fantasie giovanili sono sostituiti dai ritmi sempre uguali di una vita felice ma non abbastanza coraggiosa e da bastoni di appoggio che non permettono più di muoversi al ritmo della “Carmen”. E quando si rimane soli iniziano i rimpianti, il cuore si indurisce, l’animo si esaspera. Non ci si è accorti che l’avventura più grande è già stata I 4 personaggi principalivissuta.

Agli anziani basta poco per irritarsi; è sufficiente l’invasione di un’edilizia selvaggia che costruisce senza sosta palazzi e grattacieli, negozi di Sushi pronti a occupare una vita tranquilla e osteggiata da imprenditori vestiti di tutto punto a cui manca un cuore. Pure alla tv hanno già spento i sogni: dominano le televendite di stampanti, zoom ottici in offerta speciale e memory card. E’ tempo di lasciare spazio ai desideri…

Per certi versi assonante al viaggio de “L’era glaciale” (il formarsi di un gruppo eterogeneo, le impervie prove rese ai personaggi da scenari belli quanto pericolosi e ostili), il film vira troppo presto verso l’intrattenimento tout court, sposando in modo disinvolto la “mission impossible” del classico scontro tra buoni e cattivi, con una sceneggiatura seducente e una brillante messinscena. Alla Pixar hanno deciso di puntare sull’avventura e sui mondi perduti sudamericani con paesaggi maestosi e pionieri incarogniti, tralasciando i più accorati propositi dell’avvio.

Resta una regia abile che si esalta tra profondità di campo, soggettive inattese e fantastici voli pindarici e una grafica perfetta e realistica, quasi sempre a servizio della storia e delle emozioni (le tecnologie sanno rendere le giuste gradazioni di ombre, colori e lineamenti).

Il film raggiunge a tratti gradi di levità chapliniani (scopriremo una paternità ritrovata e un’altra mai sperimentata) dove l’impossibile, armato di solo desiderio, si prende il suo spazio, emozionandoci con lacrime e risate. Un grande apporto al film lo offre senz’altro l’accompagnamento musicale di Michael Giacchino con una colonna sonora evocativa che sa ampliare le suggestioni, l’umorismo e lo spirito legato all’imprevisto.

Vorrei tanto vivere alle Cascate Paradiso in una casa ai confini del mondo e perdermi nel tempo. Le iscrizioni al Club degli Avventurieri sono aperte. Chi viene con me?