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19 Risposte

  1. luck

    Fai come me che sono diventato collaboratore di Pompiere inviando la recensione del film “Ex”.
    “Una commedia italiana agrodolce, con un cast stellare e un numero di attori quasi esagerato. Quello che meraviglia è l’armonia con la quale le storie si intrecciano; perché non è il solito film ad episodi, ma i protagonisti grazie ad un’abile regia si incontrano ed interagiscono tra di loro…”

    2 aprile 2009 alle 17:05

  2. Leo

    IL BUIO NELLA MENTE (1995) di C.Chabrol
    “Uno Chabrol in splendida forma per questo sconcertante e feroce apologo sull’invidia di classe.Da perfetto entomologo,non così manicheisticamente schierato come taluni pensano.Dal romanzo di Ruth Rendell “Judgement in stone”,un film splendidamente ambiguo.Interpreti di disumana bravura.Da vedere.Da amare.”

    20 aprile 2009 alle 17:24

  3. Silvestro

    DUE PARTITE – voto 8
    L’origine teatrale è evidente, e peraltro di quelle più terribili per un regista, ovvero di quelle che costringono l’azione in un ambiente chiuso e fisso. A mio parere in questo caso è andata bene, la regia fa tutto quello che può per evitare che la fissità dia pesantezza al film, articolando la ripresa dove e come può… Ma la vera forza del film è in una sceneggiatura d’autore, teatrale nel senso migliore del termine, la cui ricchezza verbale non fa sentire la mancanza di altro; e in un parterre di attrici molto brave (8, tutte italiane, come fece Ozon qualche anno fa con le francesi!). Visto che sono così tante, qualche confronto ce lo possiamo permettere: sicuramente più brave le quattro della prima parte, veramente il meglio, con un plauso particolare a Marina Massironi e Paola Cortellesi, entrambe candidate a diventare “la nostra Meryl Streep”. Pure brave le quattro giovani, però un pò più “fisse” e un pò meno profonde delle colleghe.. La conferma, a mio parere, che in Italia si è un pò frettolosi a proclamare “nuove muse”… prendiamo la Rorhwacher, ad esempio, non dubito della sua bravura, ma le parti sostenute finora mi sembrano troppo poco per assurgerla all’olimpo..
    Comunque, film promosso a pieni voti!

    23 aprile 2009 alle 12:09

  4. Patrizia

    FILM L’ULTIMA VACANZA CON GERARD DEPARDIEU, THIMOTHY HUTTON

    Film drammatico allo stesso tempo divertente assolutamente
    meritevole..gli attori bravissimi..
    E’ la vicenda di una signora che scopre di avere pochi giorni da vivere e che si concede appunto l’ultima vacanza..
    il resto scopritelo da soli..ne vale la pena credetemi

    6 maggio 2009 alle 20:40

  5. RAGAZZI FATE COME ME DIVENTATE COLLABORATORI DI QUESTO BEL SITO
    CI SI DIVERTE E’ AUTOGESTITO E ANARCOIDE
    SCRIVERE DI CINEMA POI FA SEMPRE BENE
    GLI AMMINISTRATORI SONO BRAVA GENTE E PITUBINO E’ UN BRAVO TIGROTTINO
    CIAO A TUTTI QUELLI CHE CI AIUTERANNO CON LE LORO RECENSIONI

    7 luglio 2009 alle 09:19

  6. Antonella

    E’ finalmente tornato il giovane Witwicky,alle prese con le prove di una vita derobotizzata,e l’università!Comicia così il nuovo capitolo della saga dei Transformers,stesse tonalità del precedente:ironico,magnetico e a sprazzi anche commovente!
    Anche se la vita studentesca di Sam dura poco.I mega robot made in hasbro,Shia Labeouf e la cosidetta “donna più sexy del mondo” Megan Fox sbarcano fino anche in egitto,per scoprire l’affascinante mistero legato al Caduto…

    8 luglio 2009 alle 19:24

    • pompiere

      Grazie, Antonella.
      Contattami pure all’indirizzo icicock@hotmail.com per la pubblicazione dei commenti in prima pagina 🙂

      9 luglio 2009 alle 14:56

  7. Antonella

    Norvegia.709 d.C.
    Nel pieno di una guerra tra vichinghi,una navicella spaziale si schianta sulla terra…
    Un alieno dalle fattezze stranamente umane, sopravvive all’impatto, mentre il suo compagno muore.
    Grazie alle supertecnologie della navicella, elaborata su un pianeta più evoluto di ciò che ci è concesso immaginare, impara in pochi secondi la lingua corrente e rileva la sua posizione sulla terra,scoprendo di non essere il solo sopravvissuto all’impatto.
    Un essere mostruoso, della razza dei Moorwen, è riuscito a nascondersi e ad affrontare il viaggio insieme agli umanoidi. Un essere che una volta delimitati i confini del suo territorio, distrugge tutto ciò che c’è al suo interno…
    Keinen (l’alieno) viene catturato dai vichinghi mentre cerca di catturare la creatura malvagia.
    Per questo popolo, Keinen è solo uno straniero pericoloso, un Outlander.
    Amore,onore e lealtà si intrecciano come la fantascienza e l’epica.
    Un mix coraggioso per un’esordiente quale è il regista McCain.
    Meglio evitare di porsi troppe domande sulla credibilità di alcune scene e cercare di trovare ciò che di positivo c’è, forse ….
    Ispirato alla leggenda di Beowulf, dove riconosciamo il villaggio di Herot e un mostro similare con famiglia a seguito; Howard McCain non si sottrae di scopiazzare neanche Michael Crichton ne “I mangiatori di morte”.
    Un poema epico sull’archetipo dello scontro tra eroe e mostro, d’ispirazione nordica, misto alla fantascienza di Alien e Predator. Un piccolo omaggio a Tolkien, con il personaggio di Boromir, e anche qualche cenno storico sull’emancipazione femminile.
    Ed eccoci , ciò che negli Usa è stato un flop! Forse troppe cose da digerire, o forse semplicemente tutto ciò non è comprensibile a noi semplici umani.

    16 luglio 2009 alle 20:12

  8. Antonella

    1840. In seguito alla morte dei genitori la tredicenne Maria Merryweather insieme alla sua fedele istitutrice, la signorina Heliotrope, viene accolta dal suo unico zio Sir Benjamin Merryweather nella valle di Moonacre, fuori da Londra.
    Sir Benjamin si rivela presto troppo ottuso ed introverso per riuscire ad instaurare un rapporto con la nipotina adolescente e ribelle. E la situazione già tesa, peggiora quando lo zio gli sequestra un libro; unica eredità lasciatole dal padre “Le cronache della valle di Moonacre”.
    Riesce a recuperare il libro in seguito,grazie all’aiuto di un cuoco un po’ particolare scoprendo così che la valle è stata maledetta molti anni prima, a causa della cupidigia e l’odio nato tra le due famiglie della valle: i Merryweather, e i De Noir. Ragione della contesa era una collana di perle, regalate da madre natura alla “Principessa della luna”.
    Maria scopre inoltre di esserne la discendente, l’unica in grado di scovare le perle ormai perdute; e dovrà farlo prima che sorga la cinquemillesima luna. Se fallirà, l’intera valle verrà spazzata via…
    Un’avventura d’altri tempi tratta dal libro “The little white horse” scritto dalla Gallese Elizabeth Goudge, e diretto dal famoso animatore Ungherese Gabor Csupo ( Già regista di “Un ponte per Terabithia” ).
    Romanzo famoso soprattutto per essere stato la principale ispirazione della scrittrice Inglese J. K. Rowling per la celeberrima saga di Harry Potter.
    Dalla settima arte quale è la cinematografia, ci si aspetta di essere rapiti e portati in un mondo fantastico; per riprendere fiato e sentirsi più leggeri, al di sopra della contemporaneità ed ai problemi che ci aspettano una volta lontani dal grande schermo.
    Se ci si aspetta questo, I segreti di Moonacre è ciò che fa per voi!
    E’ un film d’ispirazione mitologica,fatto di immaginari magici; con unicorni, nani, cavalieri e arcane stregonerie; capace di incantare e trasportare.
    Ma mi rendo conto che non tutti ne siamo in grado!

    17 luglio 2009 alle 17:24

  9. Filippo

    Avevo scritto qualche mese fa questo commento al documentario ‘cinema universale d’essai’…

    Ispirato da un libro di Matteo Poggi, Federico Micali dà voce al pubblico che popolò il Cinema Universale del quartiere Pignone, nella Firenze tra gli anni ’60 e ’80. La storia della sala fu a dir poco straordinaria: un variegato pubblico si ritrovava tutte le sere per vedere, e soprattutto commentare a gran voce, film d’autore e pellicole di serie B.
    Tra aneddoti che si perdono nelle nebbie della leggenda e le testimonianze di chi al Cinema Universale ha dato vita si ripercorre lo sviluppo della cinematografia da un punto di vista purtroppo dato molte volte per scontato, quello del pubblico. Si va dai film di contestazione sul finire degli anni ’60 (Fragole e Sangue, Easy Rider) con la loro schiera di affezionati studenti universitari a quelli meno impegnati della seconda metà degli anni ’70 fino alla fine degli ’80, accompagnati dall’arrivo dell’eroina e dallo smorzarsi dell’onda rivoluzionaria.
    L’ambiente cinefilo poco ortodosso che nacque in quel posto e in quel periodo oggi verrebbe considerato quanto meno inadeguato, se non incivile; ma tra urla, schiamazzi, lattine e panini lanciati verso lo schermo il cinema Universale è riuscito ad essere d’essai (letteralmente di prova, di sperimentazione) del senso lato del termine. I suoi spettatori non avevano pregiudizi intellettuali di alcuna sorta: 2001 Odissea nello Spazio fu una pellicola tanto memorabile quanto il b-movie Tarzoon, la Vergogna della Giungla.
    Il documentario è una forte testimonianza del potere di giudizio del pubblico, troppe volte sottovalutato da autori, produttori e critici (basti ricordare la sentenza, diventata parte integrante della cultura cinematografica collettiva, di un ragioniere della Italpetrolcemetermotessilfarmometalchimica: “La corazzata Potëmkin è una cagata pazzesca!”) e nei suoi 70 minuti di durata la passione di chi racconta quei momenti fa venir voglia di esserci stati almeno una volta in vita.

    Il cinema Universale d’Essai diede la sua ultima proiezione nel 1989, in un clima che ormai aveva perso tutto lo spirito che lo aveva animato in passato. In quello stesso luogo venne inaugurata poco tempo dopo una discoteca, fulcro della vita sociale per la generazione successiva. Fa pensare il fatto che ora, dove sorsero quei punti di ritrovo, non resti altro che un edificio abbandonato.

    24 agosto 2009 alle 22:41

  10. Nadalino

    ciao giannino, ieri sera abbiamo visto ‘Brothers’. ti lascio la mia ‘umile’ recensione, se ti va, pubblicala. Un bacione. Nadalino.
    ‘Brothers’, il nuovo film di Jim Sheridan, racconta la storia di due fratelli, dapprima separati dalla prigionia del primo, Tommy (Jake Gyllenhaal) e poi dalla missione in Afghanistan del secondo, Sam (Tobey Maguire). Ma la loro storia e’ solo un pretesto per raccontare l’orrore della guerra, dell’intollerabilità religiosa e dell’amore tra le persone.
    Tommy e Sam non hanno molto in comune. Sam e’ un ‘eroe’, ha seguito le orme del padre, e’ diventato un rispettato marine. Mentre Tommy entra ed esce di prigione, non ha mai trovato un lavoro e si ubriaca spesso. Sam e’ un bravo padre di famiglia e ha una moglie molto bella, Grace, mentre Tommy non e’ mai riuscito ad avere una relazione stabile, nonostante forse sia più attraente di Sam.
    Ma si vogliono bene e soffrono della lontananza l’uno dell’altro.
    Quando Sam parte per l’Afghanistan per non ‘tornarci’ più, Tommy cerca, suo malgrado, di prendere il suo posto, pur di alleviare il dolore che ha ormai attanagliato la moglie e le figlie di Sam. Ma poi le cose prenderanno una svolta inattesa. Sam cade dall’elicottero e viene catturato dai guerriglieri. E si ritroverà a vivere un’esperienza devastante per il resto della sua vita.
    Quello che si apprezza di più del film e’ il rapporto ‘particolare’ che si viene a creare tra Tommy e Grace, un rapporto basato su sguardi e tenerezze piuttosto che su un facile sfogo sessuale. Grace impara ad amare Tommy nonostante lui non abbia fatto altro in passato che farsi odiare.
    Mentre le immagini più agghiaccianti ci arrivano dalla cattura in Afghanistan. Sam ci fa capire molto bene cosa voglia dire trovarsi in una situazione di pericolo. E il pericolo nella sua mente continuerà anche dopo che sarà liberato dai suoi compagni.
    Il film, comunque, ci lascia un messaggio di speranza: ‘non è necessario essere così simili per amarsi’. Chiunque, messo nelle giuste condizioni, può dare il meglio di se anche se ha toccato il fondo.

    8 gennaio 2010 alle 08:55

  11. Nadalino

    dimenticavo: Voto a BROTHERS 8

    8 gennaio 2010 alle 09:03

  12. roberto

    ciao, chi me la fa una recensione di Ricky di Ozon?
    grazie

    5 giugno 2010 alle 13:00

    • Ciao Roberto.
      Purtroppo è un film che non ho ancora visto…

      5 giugno 2010 alle 23:39

  13. roberto

    Aspetto fiducioso 🙂

    6 giugno 2010 alle 10:40

  14. roberto

    in reALtà ve ne chiedevo una proprio perchè non sono in grado di presentare una lettura qualunque.. o è troppo intellettualistico il film sono io che son troppo semplice, e poi non son pratico di sguardo cinamtografico. Dovessi sciogliermi, ve la mando, grazie 😀 byebye…

    7 giugno 2010 alle 09:07

  15. Titolo: Il colore della libertà – Goodbye Bafana

    Regia: Bille August

    Durata: 117 min

    Anno: 2007

    Genere: drammatico
    Trama: Basato su una storia vera, questa pellicola parla del rapporto di amicizia che si instaura tra Nelson Mandela, leader dell’organizzazione anti-apartheid ANC e fatto prigioniero agli inizi degli anni ’60, e la sua guardia carceraria, James Gregory. Le circostanze in cui si trovano i due personaggi sono del tutto avverse alla nascita di un’amicizia: la “filosofia” dell’apartheid permeata anche nella mente della gente comune non permette un dialogo tra le due etnie; le rigide regole della vita militare imposte a Mr. Gregory ostacolano il suo interesse per la persona di Nelson; la comunità in cui vive James disapprova il rispetto che egli mostra nei confronti del leader nero; gli incarichi dai quali il militare non può astenersi spesso vanno contro la sua etica e provocano morti e disgrazie tra la gente di Nelson Mandela.
    Il film mostra le tappe della vita in carcere di Mandela fino alla sua liberazione nel 1990 e contemporaneamente gli avvenimenti più importanti della lotta all’apartheid.

    Parere personale: Nonostante il tema sia molto interessante, il film non riesce a coinvolgere chi guarda. Troppe scene sono tagliate repentinamente ed inserite per dare l’idea di continuità alla storia, ma il risultato è che sembrano spezzoni finiti lì per caso, così il film va avanti “singhiozzando”.
    Il film vuole essere realistico, ma la sensazione di realtà viene meno con scene e strategie da commedia (per esempio il collega di Mr. Gregory rozzo, ignorante e stereotipato; la moglie di James che non capisce i sentimenti del marito e pensa solo al riscontro economico del suo lavoro, è un personaggio piatto che riesce solo ad essere o felice o arrabbiata e triste, senza altre sfumature; Mr. Gregory riesce a rubare la Carta delle Libertà dalla sicura biblioteca dove era custodita con la disinvoltura di James Bond).
    Queste caratteristiche lo rendono un film deludente, perchè ci si aspetta un film drammatico ed invece si ha a che fare più con una commedia di serie B.

    Consigliato: no

    Voto: 5,5

    Vi segnalo un sito molto interessante se siete appasionati di film: http://www.pompieremovies.com/

    10 agosto 2010 alle 10:41

  16. Titolo:Billy Elliot

    Cast: Jamie Bell, Julie Walters, Gary Lewis, Jamie Draven

    Regia: Stephen Daldry

    Durata: 110 minuti

    Anno: 2000

    Genere: Commedia drammatica

    Trama: 1984. In una cittadina mineraria dell’Inghilterra la politica tatcheriana è causa di gravi problemi. I minatori sono in sciopero perché il lavoro è in pericolo. Billy è figlio di uno di questi minatori che si leva quasi letteralmente il pane di bocca per permettergli di continuare a frequentare la palestra di boxe. Ma il proprietario della palestra, visti i tempi, decide di affittare una parte dell’ampio locale a una scuola di danza. Billy è attratto da quella disciplina e progressivamente si distrae dal pugilato per interessarsi alle evoluzioni alla sbarra. Diventa così l’unico allievo di un gruppo tutto femminile, ma appena il padre e il fratello se ne rendono conto si scatena il finimondo…

    Parere personale: Il film è un mix ben miscelato di momenti drammatici come ad esempio le manifestazioni violente dei minatori oppure gli scontri all’interno della famiglia di Billy, con momenti più divertenti e felici legati alla passione per la danza dell’incompreso protagonista.
    In questa pellicola il regista riproduce in modo impeccabile l’Inghilterra di quel periodo: le tipiche casette a schiera in mattoni rossi fiancheggiano le strade grigie nelle quali i minatori scioperano, scappano e protestano; è un’immagine che ci catapulta letteralmente nei tormentati anni ’80 inglesi.

    Il piccolo Elliot è l’incarnazione del ragazzino ribelle che fa tutto il contrario di quello che gli viene chiesto, litigando spesso con il padre e il fratello maggiore, tutto per inseguire il proprio sogno: il ballo. Ed è qui che il piccolo attore dà il meglio di sè prima facendoci ridere quando invano cerca di imparare le prime mosse di danza poi trasmettendo, fino a contagiarci, tutto il suo sforzo e la sua passione per il ballo. Il tutto condito, a dispetto della sua giovane età, da espressioni e mimica a dir poco esilaranti degne di attori di fama mondiale.

    Una nota di merito va sicuramente a tutti gli autori delle musiche che accompagnano il film, veramente azzeccate e talvolta esilaranti.

    Citazione: – Billy, posso chiederti quali sensazioni provi quando danzi?
    – Non so, all’inizio sono un po’ rigido. Ma dopo che ho iniziato, mi dimentico qualunque cosa ed è come se… come se sparissi. Come se dentro avessi un fuoco. Come se volassi. Sono un uccello. Sono… elettricità. Già, elettricità.

    Consigliato: Sì

    Voto: 7,5

    10 agosto 2010 alle 16:39

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