www.pompieremovies.com

Animazione

L’ERA GLACIALE 4 – Continenti alla deriva

Un film di Steve Martino, Mike Thurmeier.

Titolo originale Ice Age: Continental Drift. Animazione, Ratings: Kids, durata 94 min. – USA 2012. – 20th Century Fox. Uscita: venerdì 28 settembre 2012.

VOTO: 5

Partenza a razzo per “L’era glaciale 4”: un’esagerazione dietro l’altra, una serie di flagelli ininterrotti e scene girate come fosse la conclusione. Un testacoda già usato in molte altre pellicole, evidentemente preoccupate di perdere l’attenzione degli spettatori. Tra le lastre di ghiaccio e le distese in mare aperto questa volta c’è posto perfino per i pirati che non fanno certo SBUDELLAre dalle risate, in una stiracchiata scopiazzatura di altre pellicole “con umani”, ritenute evidentemente à la page e in grado di raccogliere consensi (che il (altro…)

Annunci

IL GATTO CON GLI STIVALI (2011)

Un film di Chris Miller.
Titolo originale Puss in Boots. Animazione, Ratings: Kids, durata 90 min. – USA 2011. – Universal Pictures. Uscita: venerdì 16 dicembre 2011.

VOTO: 6,5

Scritto da White Tiger.

Di solito si dice che chi ben comincia è a metà dell’opera. Solo che qui… manca la metà dell’opera. E la ragione non si nasconde dietro al fatto che abbia preferito vedere la versione in 2D rispetto a quella tridimensionale. Purtroppo è la sceneggiatura a essere intermittente: funziona solo nella prima parte, per (altro…)


URLO

USCITA CINEMA: 27/08/2010.


REGIA e SCENEGGIATURA: Rob Epstein, Jeffrey Friedman.
ATTORI: James Franco, Todd Rotondi, Jon Prescott, David Strathairn, Mary-Louise Parker, Treat Williams, Alessandro Nivola, Jeff Daniels, Allen Ginsberg.


PAESE: USA 2010. GENERE: Animazione, Biografico, Drammatico. DURATA: 90 Min.

VOTO: 8,5

Un urlo esplode improvviso. È un fragore necessario, una reazione istintiva e primigenia. Un bisogno urgente che nasce dalle viscere e, in cerca di una via d’uscita, si manifesta grezzo, contaminato e confuso in un vorticare di idee scomposte. Solo più tardi, dopo il tempo indispensabile alla sedimentazione, ci si può accostare al suo senso, cercando di interpretare, perdonare, comprendere.

Nessun “Urlo” è stato più forte e struggente di quello declamato da Allen Ginsberg. La sua poesia è un’opera complessa, una tra le (altro…)


KUNG FU PANDA 2

Un film di Jennifer Yuh.

Animazione, Ratings: Kids, durata 91 min. – USA 2011. – Universal Pictures.

Uscita: mercoledì 24 agosto 2011.

VOTO: 6

Scritto da White Tiger.

In un ideale sequel del primo episodio, tornano sui nostri schermi gli stessi personaggi di cartone diventati ormai famosi. Primo fra tutti il paffuto Panda Po, affermatosi nel ruolo di Guerriero Dragone che difende la sua comunità, seguito dai 5 inseparabili Cicloni. A disturbare la quiete dei nostri eroi arriva immancabile l’ombra di un oscuro nemico che minaccia di distruggere addirittura il Kung Fu stesso. E poi?

Poi c’è ben poco da dire: la trama è alquanto esile e davvero poco originale, appesantita da una sceneggiatura rabberciata e poco interessante, la regia si (altro…)


CARS – Motori ruggenti

Un film di John Lasseter.

Titolo originale Cars. Animazione, Ratings: Kids, durata 112 min. – USA 2006. Uscita: mercoledì 23 agosto 2006.

VOTO: 9

Auto. Ne vediamo in continuazione. Le guidiamo, le ammiriamo, gli diamo la precedenza (a volte), cerchiamo di superarle (spesso), le malediciamo, ce ne prendiamo cura. Una buona parte della nostra vita si svolge in auto, in fila dietro altre macchine. Ce ne serviamo per andare al lavoro, al mare, per giungere all’edicola dietro casa. Inseparabili arnesi dei quali non possiamo più fare a meno, e che aumentano giorno dopo giorno. Aspettando un domani nel quale il mondo, paralizzato, sarà vittima di un ingorgo gigante, pieno di automobili. Solo automobili. Già, immaginiamo un universo fatto solo di macchine. Che pensano, parlano, si atteggiano come gli umani. E’ quello fantastico inventato dalla Pixar per questo film dall’impatto memorabile. (altro…)


RIO 3D

USCITA CINEMA: 15/04/2011.


REGIA: Carlos Saldanha.


PAESE: USA 2011. GENERE: Animazione. DURATA: 96 Min.






VOTO: 5

Dalle nevi del Minnesota al sole del Brasile, il cuore si scioglie e le palline si gonfiano (ma non per l’umidità). Sulle tracce di una coppia di uccelli cerulei (sì sì, proprio il colore di un famoso golfino infeltrito), Carlos Saldanha cambia ambientazione: dal freddo, anche cinematografico, delle ultime due “ere glaciali” agli ombrelloni di Rio de Janeiro, il risultato non migliora. Stessa solfa di personaggi variopinti, tagliati con l’accetta e gettati in un vorticoso nulla narrativo (tanto il pubblico è abituato a mille distrazioni che nemmeno se ne accorge). E stessa voglia di famiglia-a-tutti-i-costi-che-vive-felice-e-contenta; Saldanha si candida così per il nuovo programma su Real Time, “Family Planner”.

La festa dello stereotipo costa un biglietto di cinema in 3D. Con quello potrete (si fa per dire) partecipare al Carnevale, alla classica partita di calcio della nazionale verde-oro (perché, si sa, quei ricconi delle favelas non sanno come passare il tempo, altrimenti), e godere di qualche bellezza del luogo agghindata per la festa, mentre muove le chiappe a ritmo di samba (forse è per questo che il film è pieno di volatili?).

Nonostante gli sforzi interpretativi dei doppiatori Pino Insegno (il tucano) e Mario Biondi (il cattivo Miguel), “Rio” è pervaso da troppi buoni sentimenti; nessuna argomentazione che possa intrattenere o interessare un adulto perché manca di vere zizzanie emotive, e “Say you, say me” di Lionel Richie è la canzone incollata a soccorrere le sorti sentimentali dell’unica coppia di “Ara Giacinto” rimasta. I cordoni della borsa della 20th Century Fox Animation sono salvi: c’è pure il messaggino ecologista ad appagare l’assopito senso civico degli spettatori.

Il regista, nei suoi patetici sconfinamenti, non sa come procedere, e decide furbescamente di spappagallare: ogni tanto un’inquadratura sulla baia di Rio con le spiagge di Copacabana e Ipanema, un’altra al monte Corcovado e al suo Cristo Redentore (nella speranza di ottenere una grazia per le sorti del film?), e una alla discoteca per piccioni. Così, tanto per passare il tempo, strizzando l’occhio a un’inesistente, ahinoi, mood favorevole. Il distacco che si respira tra gli umidi paesaggi carioca potrà tornare utile a quelle famiglie (non avvezze allo sculettamento nel ballo) di bocca buona che accompagnano i bambini piccoli, e ai turisti di primo pelo. Possibilmente del Minnesota, bibliotecari e occhialuti.


WALL-E

Un film di Andrew Stanton.

Con Ben Burtt, Elissa Knight, Jeff Garlin, Sigourney Weaver, Fred Willard.

Animazione, Ratings: Kids, durata 97 min. – USA 2008. – Walt Disney. Uscita: venerdì 17 ottobre 2008.






VOTO: 8


Messaggi subliminali in stile “They live” circondano una vivida (viva?) umanità; la spingono a vincere, mangiare, giocare, in una realtà futuristica che assomiglia tanto a una giostra. I terrestri sembrano divertirsi, si abbandonano a cotanto godimento corporeo e poco importa se tutti sono vestiti dello stesso colore (la scelta è fra il rosso e il blu, l’importante è che l’abito sia gemello per chiunque). Il cuore, la memoria, la sensibilità, danno l’impressione di essere rimaste a casa, in chissà quali strutture architettonicamente ardite e avanzate. Per ora ci si accontenta di percorrere strade apparecchiate da una linea bianca, senza fatica, comodamente seduti su di un lettino pneumatico sollevato dal suolo.

Numerati e perennemente in stato sognante, gli “umani” non si muovono più,  non hanno nemmeno bisogno di pensare, di vestirsi o di parlare: c’è già qualcuno che provVEDE a tutto, che li ha contati e che li comanda attivamente tra protocolli, priorità, computer, finte rigenerazioni fisiche bilanciate da buffet e da frullati giganti, temperature sotto controllo e comunicati da Grande Fratello. Anche il tempo sembra essersi arreso: non esistono più le (mezze) stagioni, solo 21 gradi permanenti e assolati. In questa continua crociera spaziale, il gregge umano staziona a bordo piscina e, in un catatonico stato di perdita della coscienza, non prova nemmeno a farsi un bagno, separato com’è da qualsiasi proposito di apertura e comprensione. La vita è asfittica, connotata in un habitat sintetico, disinfettato e candeggiato, secondo direttive presidenziali imparziali e indiscutibili.

WALL-E è uno spazzino “sollevatore terrestre di carichi di rifiuti” che, stazionando su di un Pianeta Terra divenuto suolo tossico in cerca disperata di una nuova colonizzazione, ha creato un Eden personale collezionando gli scarti lasciati dall’uomo e, lavorando sotto il sole malato, non vede più cieli azzurri o prati verdi. Il solitario e non affranto robot costruisce grattacieli di spazzatura cubica compattata, prima che l’abituale nube di polvere si affacci minacciosamente al tramonto, chiudendo una giornata uguale all’altra da oltre 700 anni a questa parte.

In questo Paradiso Terrestre obbligato, WALL-E è un Adamo che rincorre la sua Eva (un modernissimo robot femmineo) ed è un paradosso che funge da agente contaminante, interessato a svilupparsi (e a riprodursi!) più delle estinte carcasse umane senza futuro, impaurite dal terriccio lasciato sui loro lindi pavimenti quasi fosse un’impronta oltraggiosa. Il robottino della Pixar, pur essendo un incrocio tra le lunghe braccia di E.T. e gli sferragliamenti cingolati del Numero 5 di “Corto circuito”, è un veicolo scassato che suscita simpatie incondizionate; nel piccolo cuore in scatola di WALL-E c’è ancora posto per la curiosità e la speranza, nei suoi occhi-binocolo ci si tiene per mano e si danza romanticamente come in “Hello, Dolly!”.

Il film, uscito dal laboratorio creativo di John Lasseter, è dipinto da un set di colori insolito che va dal grigio fosco al castano plumbeo, passando in rassegna tutte le sfumature bruciate dei beige, secondo un programma cromatico invidiabile messo su dal genio di Roger Deakins. Sperimentale e audace nel raccontare tutta la prima parte rinunciando in pratica ai dialoghi e servendosi solo di sfregamenti meccanici, beep elettronici e immagini, “Wally” omaggia spesso e volentieri il “2001” di Kubrick quando fa emergere gli occhioni dei robot “cattivi” simili a quelli di HAL e qui contraddistinti da un’altra sigla (BnL) con tanto di jingle riconoscitivo composto da Thomas Newman.

Attenzione, sembra dirci Andrew Stanton restituendoci una rilevanza quasi filosofica, “L’alba dell’uomo” è lì a un passo che ci attende, per cui è lecito descrivere una razza umana già morta e sepolta dalle sue stesse immondizie: le rovine dei grattacieli han preso il posto delle scimmie. All’uomo “che comanda” non rimane altro che imparare nuovamente a camminare. O a volare nello spazio, magari grazie a un estintore.