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LA VERITA’ NASCOSTA


USCITA CINEMA: 10/02/2012.


GENERE: Thriller.


REGIA e SCENEGGIATURA: Andrés Baiz.
ATTORI: Martina Garcia, Quim Gutiérrez, Clara Lago, Alexandra Stewart.


PAESE: Spagna, Colombia 2011.
DURATA: 95 Min.

VOTO: 6

Scritto da White Tiger.

La cosa più sbagliata di questo film ve la dico subito, così magari vi dò una mano ad evitare un mezzo disastro: IL TRAILER, non guardatelo!

E’ vero che i teaser sono costruiti “ad hoc” per promuovere la pellicola, e spesso capita che ne risulti un punto di vista completamente diverso, tanto da presentare commedie come drammi, o gialli come horror. Ma in questo gli autori hanno commesso quello che secondo me è un errore madornale: infatti il trailer risulta essere praticamente uno “spoiler”!
Quando mi sono seduto in sala, infatti, ho avuto l’atroce dubbio che stessi guardando il secondo tempo, per poi infine rendermi conto che una semplice anteprima mi aveva praticamente raccontato tutta la parte centrale del film.
A parte questa dubbia scelta, la pellicola in questione è di produzione spagnola. Certo non una vetta, ma l’idea di base è davvero molto interessante, tanto che si sarebbe potuto, con poco lavoro in più, ottenere qualcosa di meglio.
Adrian (Quim Gutiérrez), direttore d’orchestra giovane e talentuoso, rimasto solo dopo l’improvvisa e misteriosa scomparsa della fidanzata Belén (no, non è la Rodriguez! – n.d.r. – impersonata da Clara Lago), incontra la bella Fabiana (Martina Garcia, già vista in “Biutiful” con Javier Bardem) la quale sembra finalmente in grado di consolarlo. Ma Fabiana, ormai stabilitasi a casa del bel musicista, comincia subito ad avvertire un’inquietante presenza che sembra volersi mettere in comunicazione con lei; sarà lo spirito del defunto marito della proprietaria della bellissima villa, o l’anima inquieta della giovane donna scomparsa che chiede vendetta?
Questa sarebbe stata la mia versione dei contenuti del trailer che avrebbero, a mio modesto parere, dovuto realizzare, invece di raccontare tutto quello che avviene dopo…
Parlando di pregi e difetti: nell’insieme la regia dell’esordiente Andrés Baiz mi è piaciuta, la fotografia è adeguata, ma la sceneggiatura (sempre dello stesso Baiz, insieme a Hatem Khraiche) non convince del tutto, a causa di alcuni “buchi” rattoppati letteralmente con soluzioni dell’ultimo minuto (ad esempio, togliere di mezzo maldestramente un personaggio al fine di evitare una scomoda rivelazione). Per quanto riguarda gli attori se la cavano abbastanza, i ruoli sono un pò stereotipati, ma nell’insieme funzionano e risultano sufficientemente credibili.
Menzione di totale demerito, invece, per il doppiaggio “economico” e frettoloso, che probabilmente è stato fatto in studio in mezza giornata. I risultati detraggono alla pellicola una parte di profondità, nella percezione dello spettatore.
Anche l’epilogo sembra un pò “tirato via” e sinceramente avrei preferito un’introduzione più breve, sfruttando invece più a fondo i risvolti di tensione psicologica che la storia introduce.
Da vedere, ma senza troppe pretese.

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