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LE IDI DI MARZO


USCITA CINEMA: 16/12/2011.


REGIA: George Clooney.
SCENEGGIATURA: George Clooney, Grant Heslov, Beau Willimon.
ATTORI: Ryan Gosling, George Clooney, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti.
MUSICHE: Alexandre Desplat.


PAESE: USA 2011. GENERE: Drammatico. DURATA: 102 Min.

VOTO: 8

Termina con un collaudo sonoro “Le Idi di Marzo”. Con una conta semplice e pur tuttavia incerta. Con un primo piano di un volto esitante tra il lavaggio della propria coscienza o l’affidarsi a lei per rinascere forse più puliti, o autonomi. Lo sguardo finale lascia qualche dubbio; il tormento dell’uomo è forte, profondo. La sua determinazione, forse, minata per sempre.

Di chi sarà la faccia citata? Di George Clooney (governatore democratico candidato alla presidenza che, nei suoi comizi, ricorre all’eguaglianza sociale, alla morale e al senso etico), di Ryan Gosling (addetto stampa e risoluta guida spirituale del governatore), di Philip Seymour Hoffman (l’uomo più esperto di campagne elettorali) o di Paul Giamatti (l’agguerrito concorrente repubblicano di Gosling?). Per placare la curiosità, correte al cinema e godrete di un buonissimo spettacolo.

Perché il film diretto da Clooney, un uomo sempre più bravo che sa essere raggiante e spiritoso quanto impegnato e professionale, è un lavoro che procede spedito grazie a una sceneggiatura intrigante, tratta dalla recente pièce “Farragut North”,  e a una regia diligente e ben composta. Siglando in modo classico un film di chiara sfiducia nell’ “animale uomo”, e provando ad andare oltre le solite considerazioni prettamente politiche concentrandosi sullo stato d’animo dei protagonisti (nella cinematografia di oggi lo scavo psicologico è ormai un optional), il bel George si fa testimone di una storia avvincente, espressiva e, ahinoi, immutabile.

Aiutato da un cast che farebbe invidia a qualunque regista, l’autore non lesina occhiate di cortesia, ed è affiancato da un Ryan Gosling in stato di grazia, bravissimo nelle sfumature emotive come mai prima d’ora. E che dire dei fidati Seymour Hoffman, Giamatti e Marisa Tomei? Un trionfo di sguardi freddi e cinici, un balletto recitativo che rinvigorisce i dialoghi, un magnifico teatro di maschere tangibili e indimenticabili.

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2 Risposte

  1. Mah di questi tempi ci si accontenta e mi pare giusto che un buon film medio con cast dignitoso risalti e risalta la mediocrità generale di una 7a arte votata alla ipertecnologia Un bel film non ci sono dubbi che negli anni 40/50 sarebbe passato inosservato , forse sarò una voce fuori dal coro ma ho preferito Drive ad esempio anche se li accomuna solo uno (s)concertante Gosling…SALUTI E COMPLIMENTI per il nuovo (?) look. E saluti al carissimo direttore 🙂

    11 febbraio 2012 alle 14:32

    • Grazie Mario 😉
      A me questo film è piaciuto molto: sinceramente credo che meriti molta considerazione. Penso anche che con il tempo verrà rivalutato. Mi spiace per la mancata nomination di Goslin all’Oscar: ci avrei scommesso.

      11 febbraio 2012 alle 15:04

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