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MIDNIGHT IN PARIS


Un film di Woody Allen.

Con Owen Wilson, Rachel McAdams, Michael Sheen, Nina Arianda, Kurt Fuller.

Commedia, durata 94 min. – USA, Spagna 2011. – Medusa. Uscita: venerdì 2 dicembre 2011.

VOTO: 5

“Un film privo di umorismo e credibilità. Ma io e John abbiamo riso senza ritegno”. È il giudizio della madre di Inez (Rachel McAdams) a proposito di una pellicola americana, di cui non ricorda ne’ il titolo ne’ la trama, appena vista in un cinema di Parigi. Ed è un po’ quello che accade assistendo al résumé francese dell’infinito European Tour a cui si sta dedicando Woody Allen da un po’ di tempo a questa parte: lo vedi, e poi dimentichi con piacere trama e contenuto.

Lontano da New York, il regista tenta sbiaditamente di anteporre (ancora) la finezza di scrittura alle dozzinali produzioni hollywoodiane, illudendosi-ci che bastino due battute messe in croce per potersi in qualche modo schierare contro quelle produzioni di film e serie televisive esibite con tanta nonchalance e date in pasto ai pigri fruitori mondiali.

Ma non si parla solo di questo in “Midnight in Paris”: c’è la voglia di fuga dalla realtà come antidoto alla nostalgia giovanile. E una volta di più prende il via il desiderio sfrenato di correre a ritroso (e fuori dal tempo), uscendo dallo schermo quotidiano fatto di preparativi a un matrimonio che nessuno vuole, per catapultarsi in realtà storiche studiate, lette e amate. Dai favolosi anni ’20 parigini, centro mondiale dell’arte, alla smodata ilarità della Belle Epoque. Basta attendere i rintocchi della mezzanotte e farsi trasportare da una carrozza presa in prestito dalle favole.

Gettati in un turbine spocchioso che ha il sapore dei défilés di moda nei quali passa il lavoro di uno stilista via l’altro, assistiamo a una galleria imbarazzante di famosi scrittori, pittori, poeti e registi vissuti nei periodi storici di cui sopra. Figuranti senza spessore messi lì a interagire con lo spaesato protagonista naif (interpretato da un Owen Wilson niente male, costretto a stare quasi sempre in scena) i quali proclamano e dialogano in modo prevedibile, non uscendo mai da quelle minime conoscenze letterarie e artistiche che ognuno di noi possiede.

Dominata dai gialli e dall’ocra, la fotografia satura lo schermo per tutta la durata del film. Si respira a fatica tra cuscini, arredamenti ed esterni tutti uguali, senza una minima variazione cromatica che inviti a un sentimento diverso, a un’emozione alternativa. Perfino la tanto amata pioggia pare che di lì a poco possa far cadere gocce infuocate.

Per Allen, si sa, i venditori di ombrelli andrebbero in rovina: lo sanno anche gli aficionados come me che si tratta quasi di un elemento di culto. E’ intima, fa venire voglia di abbandonarsi all’unica sostanza naturale tangibile in una grande città e probabilmente da’ l’impressione di rinascita, purificazione, una botta di esuberanza tra i grigiori del cemento. Tuttavia questo non basta, non ci si può accontentare di questo stancante ritornello ripetuto a oltranza; da questo autore pretendo molto di più.

Mi preme evidenziare il punto più basso di un film che scorre a fatica: Wilson, in un certo momento, incontra Luis Buñuel al quale suggerisce una traccia per quello che diverrà uno dei film più belli dell’intera cinematografia. “Cos’è che tiene un gruppo di persone molto eleganti chiuse in una stanza mentre cercano di consumare una cena?”, gli risponde lo spagnolo. E noi ci chiediamo: “cos’è che ci tiene chiusi in un cinema per vedere l’ultima fatica di Woody”? Di certo non questi sciocchi ammiccamenti da “Back to the future”. Speriamo che l’aria di Roma abbia giovato alla sua ispirazione, e che il diario di viaggio porti qualche novità. Per il momento il Genio si è fermato ai blocchi di partenza da un paio di tappe in qua.

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4 Risposte

  1. Boia l’hai stroncato! Ma perchè? Io l’ho trovato mooolto carino, delizioso direi! Uno dei migliori Allen recenti… E te lo dice uno che semi-detesta Woody Allen… ovviamente la mia recensione è positiva: http://onestoespietato.wordpress.com/2011/11/30/tff-2011-midnight-in-paris-la-recensione/ cmq sia confrontiamoci! 😀

    6 dicembre 2011 alle 14:02

    • Ti rispondo e poi vengo subito a leggere la tua.

      Non mi sembra di averlo stroncato; forse c’è una marcata amarezza per uno degli autori che amo di più. Woody Allen per me è uno dei migliori in assoluto, e sempre lo sarà 😉

      6 dicembre 2011 alle 18:13

  2. giuliana

    sono troppo di parte per esprimere un parere : per me Woody può fare qualsiasi cosa e tutto mi sembra sublime , lo adoro .

    29 marzo 2012 alle 04:52

    • pompiere

      Anch’io un tempo avevo questa certezza, Giuliana. Adesso non più.

      29 marzo 2012 alle 09:44

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