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CAPTAIN AMERICA – Il primo vendicatore. Visto da TheVirgo


“Captain America: The First Avenger” è un film a colori di genere azione, avventura della durata di 125 min. diretto da Joe Johnston e interpretato da Chris Evans, Hugo Weaving, Samuel L. Jackson, Tommy Lee Jones, Stanley Tucci, Natalie Dormer.


Prodotto (anche in 3D stereoscopico) nel 2011 in USA – Uscita originale: 22 luglio 2011 (USA) – e distribuito in Italia da Universal Pictures il 22 luglio 2011.

VOTO: 4,5

Ci risiamo… ho perso il conto dei film estrapolati da cartoni animati, fumetti, manga e anime usciti negli ultimi tempi.

Devo dire che il personaggio di “Capitan America” non lo conoscevo; di lui non ho mai letto niente e sono rimasto perplesso quando la prima volta ho visto un cartellone della pellicola in uscita: “wow, un bestione in calzamaglia con i colori americani… ‘sticazzi che fantasia”.

La storia prende il via nel 1942: la seconda guerra mondiale è in corso e tutti i giovanotti americani sono invitati a far parte delle truppe dello Zio Sam per combattere il dittatore tedesco Adolf Hitler e la sua fame di potere.
Tra le aspiranti reclute c’è anche Steve Rogers (un Chris Evans sempre inespressivo e lontano dal sex-appeal sbarazzino della Torcia Umana nei Fantastici 4), la cui gracilissima corporatura è inversamente proporzionale al proprio attaccamento alla patria e al proprio coraggio.
Dopo aver tentato invano di arruolarsi presentandosi varie volte sotto mentite spoglie in diverse località degli USA, viene notato da uno scienziato tedesco fuggito dagli orrori del Nazismo, il professor Abraham Erskine (il solito fantastico Stanley Tucci) che lo sottopone ad un trattamento che renderà il ragazzo un super-soldato che dovrà guidare l’esercito americano alla vittoria della guerra contro il temibile Teschio Rosso/Johann Schmidt (Hugo Weaving) e il suo esercito, l’HYDRA (e nel frattempo Hitler che fine ha fatto?).
Tra botte, schianti, azioni concitate ma piuttosto banali, pistoloni laser, treni futuristici e robottoni (ma non erano gli anni ’40?) il buon Steve, che da impacciatello e timido è diventato il solito bonazzo da copertina, riesce a corteggiare la bella soldatessa Peggy Carter (Hayley Atwell) avviandosi verso l’immancabile finale da fotoromanzo… o forse no?

Come per tutte le pellicole legate alla Marvel il regista (che stavolta è Joe Johnston), decide di dare al film il tratto distintivo della commedia d’azione, distribuendo battute a ripetizione che risultano piuttosto monotone. A risentirne è soprattutto la prima parte, la quale scorre lenta e senza dare la sensazione di poter regalare colpi di scena o di coinvolgere particolarmente gli spettatori.
La seconda parte è invece decisamente più animata, con il protagonista impegnato a dare del filo da torcere al despota teutonico, in un alternarsi frenetico di scene che cadono troppo spesso nel fantascientifico-trash, tra ambientazioni d’epoca e interni che ricordano un po’ le scenografie di Star Trek.
Un’altra brutta sensazione che arriva a chi guarda è che Capitan America faccia tutto troppo da solo, relegando i comprimari, che furono imprescindibili compagni di avventure nei fumetti, a comparse dotate di un pessimo senso dell’umorismo, come il personaggio di Chester Phillips, superiore di Rogers, intepretato da uno sprecato Tommy Lee Jones.
Il tutto proiettato in un 3D (aggiunto in post produzione) quasi impercettibile, che non toglie né aggiunge niente (se non il solito bruciore agli occhi) a una pellicola già per conto suo deludente.

Capitan America è un personaggio nato nel 1941, quando negli Stati Uniti c’era la disperata necessità di credere che un paladino rappresentante della patria salvasse il mondo dal nemico d’oltreoceano.
Il film segue fedelmente ambientazioni ed epoca, aiutando però ben poco lo spettatore a sentirsi partecipe di un’azione sempre troppo saltellante tra il retrò e il futuristico.
Se lo sceneggiatore fosse riuscito (senza nemmeno troppa inventiva, tanto la fantasia oggi giorno è merce rara) a far svolgere le vicende del supereroe ai giorni nostri, il tutto sarebbe risultato più divertente e godibile; d’altronde con Spider Man, Iron Man e I Fantastici 4 questo metodo ha funzionato alla grande.

Ve lo immaginate il biondone palestrato vestito a stelle e strisce, che risvegliatosi da un’ibernazione durata quasi 70 anni si ritrova alle prese con talk show e reality che lo vogliono come superospite, con una crisi mondiale galoppante, con inquinamento e riscaldamento globale, con un presidente di colore e che magari viene pure a sapere che Conan il Barbaro è stato Governatore della California?

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3 Risposte

  1. C’è anche nella mia città. Che voto…

    25 luglio 2011 alle 23:49

  2. Quindi è molto lontano dai fasti dei vari “Batman”? Speriamo che i “Puffi” non siano nanetti nel voto futuro…

    2 agosto 2011 alle 11:11

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