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CARS – Motori ruggenti


Un film di John Lasseter.

Titolo originale Cars. Animazione, Ratings: Kids, durata 112 min. – USA 2006. Uscita: mercoledì 23 agosto 2006.

VOTO: 9

Auto. Ne vediamo in continuazione. Le guidiamo, le ammiriamo, gli diamo la precedenza (a volte), cerchiamo di superarle (spesso), le malediciamo, ce ne prendiamo cura. Una buona parte della nostra vita si svolge in auto, in fila dietro altre macchine. Ce ne serviamo per andare al lavoro, al mare, per giungere all’edicola dietro casa. Inseparabili arnesi dei quali non possiamo più fare a meno, e che aumentano giorno dopo giorno. Aspettando un domani nel quale il mondo, paralizzato, sarà vittima di un ingorgo gigante, pieno di automobili. Solo automobili. Già, immaginiamo un universo fatto solo di macchine. Che pensano, parlano, si atteggiano come gli umani. E’ quello fantastico inventato dalla Pixar per questo film dall’impatto memorabile.

Saetta McQueen è un’auto da gara rosso fuoco che cavalca a un ritmo pazzesco le onde degli ovali da gara. Un successo dopo l’altro, sta per vincere l’ambitissimo premio della Piston Cup. Gli manca solo una gara in California, dove l’aspettano altre due agguerritissimi concorrenti. Destino vuole che la macchina sprint non sia perfetta (è prepotente e boriosa) e si smarrisca nel quieto vivere di un sonnolento paesino sperduto: la contea di Carburator, paese di Radiator Springs, sulla Route 66. Parte di un epocale percorso che non è una semplice strada. Ma molto molto di più.

La pellicola rende omaggio a questa Strada Madre che univa Chicago a Los Angeles, e che attraversava tutta l’America, le sue varie culture e la storia. Con il tempo è stata sostituita da autostrade moderne ed infine pressoché cancellata dalle carte. E’ rimasta la seduzione di una scienza automobilistica dimenticata, le parti di un’unica anima meccanica fatta di olio, motore, gomme e benzina. Ogni pezzo venduto presso negozi fatti di vecchie insegne da spolverare, per capirne le origini.

Al di là di queste note nostalgiche, il cartoon è farcito di comicità, valorizzato nella versione italiana da una compagnia di doppiatori molto valida (Marco Messeri, Pino Insegno, uno spassoso Alex Zanardi e un Ivan Capelli un po’ monotono). Mirabolante orchestra di pixel colorati, per una volta ideati e creati con la precisa intenzione di mirare alla sensibilità, “Cars” è tecnicamente e visivamente strabiliante. Esaltato da un taglio dell’inquadratura mutevole che stuzzica la fantasia, da tangibili rifrazioni di luci, da abbondanti dolly febbrili e da eccellenti profondità di campo, è ottimo nel ripristinare un universo simmetrico al nostro, fatto solo di auto e tuttavia così umano nella caratterizzazione dei personaggi.

Chi potrà più dimenticarsi di Saetta, della bella e intelligente Sally, della paterna presenza di Doc Hudson e dell’infinita simpatia di Carl Attrezzi? Avventura molto esclusiva, rifiuta l’accumulo di imprevisti che spesso contraddistinguono la gran parte delle arrugginite vicende d’animazione e costruisce le fondamenta in una grande passione capace di unire vecchi e giovani, passato e presente. Ricordiamoci che a volte il bello non è arrivare, ma viaggiare. Per il gusto di assaporare le piccole città, le persone che le abitano, i paesaggi circondati da una vegetazione scarsa e i cieli con poche nuvole. Lungo quelle strade che portano dritte ai valori dell’umanità e della fratellanza.

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