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X-MEN: L’INIZIO


Un film di Matthew Vaughn.

Con James McAvoy, Michael Fassbender, Rose Byrne, Jennifer Lawrence, January Jones.

Titolo originale X-Men: First Class. Azione, Ratings: Kids+13, durata 132 min. – USA 2011. – 20th Century Fox. Uscita: mercoledì 8 giugno 2011.

VOTO: 8

Un “reboot”, come li chiamano ora, è di fatto un rischio qualitativo per gli spettatori.
C’è infatti la mania diffusa di riciclare (ma allora è proprio vero che non c’è più fantasia nello scrivere qualcosa di nuovo?) pescando a piene mani dal “déjà-vu”, “riavviando” le storie da capo, ottima scusa per riprendere uno spunto senza però essere costretti a proseguire trame già esistenti. Ovvero inventiamo una serie all’indietro, così possiamo parlare dello stesso argomento ma muovendoci su un piano diverso, libero, senza limiti.
E quindi si fa il nuovo lancio di “Spiderman”, “Star Trek”, e così via. Chi più ne ha più ne metta. Finiremo probabilmente col reboot di “Via col vento” (non me lo toccate, vi prego! nda).
Perchè temere un “riavvio”?
Perchè spesso si rivela solo un’operazione commerciale per sfruttare il marketing di filoni di successo, e quindi ci si ritrova ad assistere a deludenti pellicole dopo aver visto le quali ci sentiamo frustrati, all’uscita della sala, per aver sborsato i nostri bei 7/8 Euro (10 o più per il 3D), con i quali forse era meglio mangiarsi una pizza…
In questa giungla di “rimbalzi” tra passato, presente e futuro, c’è però chi lavora sul serio. E allora nascono prodotti come “X-Men: L’inizio” che non fanno affatto rimpiangere agli appassionati del genere (come me) i bei titoli precedenti.
Anzi. Qui si migliora, perchè quasi quasi potrei eleggere questo capitolo della saga mutante a “N° 1”.


Il regista Matthew Vaughn si reinventa una storia, e non solo. Le dona una spina dorsale singolare, con un’ambientazione anni ‘60 che, tra automobili, costumi e stile, crea un’atmosfera più spy story che fumettistica, pur tenendo quest’ultima ben presente a mo’ di faro guida. Ne scaturisce una pellicola molto personale, ricca di personaggi, sulle cui interazioni si sofferma la sceneggiatura, e dove gli elementi d’azione, ovviamente necessari e pure graditi in una pellicola di genere, non sono soffocanti ma sottolineano i passaggi di una storia che parla di una possibile terza guerra mondiale, di eroi, di belle donne, di soldi facili e spregiudicati. E, come le storie dei fumetti dell’epoca, celano più o meno velatamente questioni sociali come il razzismo e la linea di confine tra bene e giustizia, tra male e scrupoli, tra vendetta e riscatto, sviluppando analoghi rapporti etici tra i protagonisti.
Da menzionare i camei di Hugh Jackman e Rebecca Romijn, protagonisti dei precedenti episodi, ma sopratutto la presenza di attori e noti caratteristi (che hanno fatto la storia del cinema degli anni ’60) nei panni di svariate figure di contorno, generalmente ufficiali militari delle fazioni USA/URSS.
Andiamo a vedere sul grande schermo questo “Inizio”, e ci accorgeremo di come un bravo regista e una troupe possano essere all’altezza nella costruzione di un bel film d’azione senza doverlo per forza infarcire col 3D.

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