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HEREAFTER


Un film di Clint Eastwood.

Con Matt Damon, Cécile De France, Joy Mohr, Bryce Dallas Howard, George McLaren, Frankie McLaren.

Drammatico, durata 129 min. – USA 2010. – Warner Bros Italia. Uscita: mercoledì 5 gennaio 2011.






VOTO: 9


Cosa accade dopo la morte? Ci sarà un blackout totale, una via intermedia, un paradiso, un inferno… Si potranno incontrare gli altri, scambiare quattro chiacchere al bar o sarà tutto un rimestare e tormentare di coscienze giusto per farci un po’ di male, per espiare colpe, per sentirci solidali. Ma soprattutto, perché ci poniamo la questione? Spesso ha più spazio il pensiero della morte, e il tempo che dedichiamo a prevenirla, stigmatizzarla, fuggirla, della vita stessa.

A San Francisco abita il sensitivo Matt Damon che ha più contatti con l’aldilà dello Zuckerberg facebookiano. Per fortuna, qui non c’è l’anonimo lavoro registico di Fincher nel “social network” di cui sopra, bensì uno spirito collaborativo che somiglia molto a quello che c’è di solito tra padre e figlio (Eastwood e Damon). Ciò traspare nelle grigie giornate della vita da operaio medio di George Lonegan, che indossa l’elmetto come volesse tenere a riparo i propri pensieri da una collettività che lo ha aggredito troppe volte per un dono che non avrebbe mai voluto ricevere.

Costruito su un’asse geografica che unisce la città californiana a Parigi e a Londra, “Hereafter” ha probabilmente la sua parte più debole nei risvolti giornalistici ed editoriali percorsi dalla sezione francese; poco convincenti i tira e molla tra un lavoro in tv e uno da scrittrice per l’eterea e un po’ inconsistente attrice belga Cécile De France, prima disinvolta e indifferente occidentale e poi buggerata da uno spietato partner opportunista che non vede “nell’aldilà” del proprio profitto. Marcus (l’espressivo e spontaneo Frankie McLaren), il ragazzino londinese che conserva l’approccio più puro verso l’elaborazione del lutto e la sua spiritualità, viene diretto con la serena e consueta magniloquenza propria di Clint, mentre ricerca la sua anima… gemella. Alla faccia di una società che va di corsa e che cerca di riorganizzare con troppa urgenza ciò che andrebbe lasciato assimilare dal tempo.

La drammatica attualità e la cronaca irrompono nella narrazione con un tono e un contenuto che prendono le distanze dal reportage, e che spingono oltre l’orizzonte introspettivo, verso un lido di quiete e di sopravvivenza non proprio casuale (la trascuratezza di un regalo negato alla prole da una parte, e un cappellino volato provvidenzialmente via dall’altra). E così scopriamo che la Morte non è poi così distante dall’Amore, quando la prima può essere spiegata attraverso le tracce e i gesti lasciati dal secondo, in un imprinting quasi invisibile e tuttavia conscio, che fa rivivere chi non c’è più attraverso le persone che gli sono state più prossime. Commovente e solidale storia che ci corteggia a più riprese fino a che con cadiamo in ginocchio ai suoi piedi, innamorati da cotanta bellezza dello sguardo, “Hereafter” ha il pregio della lucida fondatezza e, percorso da solitarie e predestinate analogie, ci conduce a un’abbagliante genuinità.

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6 Risposte

  1. più che un film sull’aldilà (che non si vede mai: le immagini sfocate che compaiono sullo schermo sono nella mente di George, non necessariamente nella realtà) io l’ho visto proprio come un film sull’AMORE…
    è l’amore che ci fa desiderare che persone a noi care non siano sparite del tutto e da questa umanissima speranza nascono le storie del sensitivo, del giovane Marcus (e dei tanti imbroglioni che ci campano)

    18 gennaio 2011 alle 19:11

    • E’ verissimo quello che dici, Marco.
      Lo spunto è quello quasi fantasMico, a metà tra Shyamalan e gli amabili resti di Jackson. Poi, per fortuna, Eastwood va a parare altrove, mettendo in gioco l’importanza degli affetti di coloro che sono scomparsi e che ci hanno lasciato qualcosa di più di un semplice ricordo.

      18 gennaio 2011 alle 20:23

  2. agegiofilm

    Non potevo non leggere una recensione del Pompiere su Herafter, ma qui ho scoperto si sfiora l’elogio, al contrario della tua linea editoriale!!!
    A me è apparso sufficiente, ma l’onda lunga dei capolavori degli anni recenti acceca tante persone. Però spero ci regali altri capolavori, non solo questo!

    27 gennaio 2011 alle 18:03

    • Non è la prima volta che celebro un film che mi piace 😉
      Ho visto poche opere d’arte negli ultimi anni; mi pare che il cinema sia in forte crisi creativa.

      27 gennaio 2011 alle 19:11

  3. Mario 56

    L’acclamato e meritevole cineasta sta “invecchiando” ma come il buon vino “decanta” opere (am)mirevoli , l’argomento di Hereafter è “scottante” per certi versi e io che non credo nell’Aldilà ho apprezzato questo film ( forse troppo lungo e lento) perchè ci fa capire che sono i ricordi che ci fanno rendere immortali e gli affetti sinceri possono costruire un “ponte” di comunicazione che ci lega a chi non c’è più . Sì non è un film sulla morte ma sull’Amore….

    24 aprile 2011 alle 17:57

    • Bella riflessione, Mario.
      Sottoscrivo quasi in toto 😉

      25 aprile 2011 alle 13:59

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