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TI ODIO, TI LASCIO, TI…


Un film di Peyton Reed.

Con Vince Vaughn, Jennifer Aniston, Joey Lauren Adams, Jason Bateman, Jon Favreau.

Titolo originale The Break Up. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 105 min. – USA 2006. Uscita: venerdì 22 settembre 2006.






VOTO: 5,5


Arrivati al capolinea del loro legame, due fidanzati (Vince Vaughn e Jennifer Aniston) non accettano di abbandonare la casa in cui vivono e iniziano una cigolante coabitazione volontaria. Gary e Brooke, questi i loro nomi, si erano conosciuti due anni prima tramite l’arrogante approccio di lui durante una partita di baseball e adesso (le foto che vediamo sui titoli di testa ben riassumono la variegata unione dei due amanti) si ritrovano a dover fronteggiare una serie di malintesi, incomprensioni e difetti che rischiano di minare la stabilità della coppia.

Ci si aspetta di assistere a una commedia tipicamente americana e sentimentale, e invece veniamo un po’ spiazzati dall’impronta seriosa che piano piano prende il sopravvento, fuori da ogni proposito di divertimento o sollazzo. Il “Break-Up” del titolo (in italiano reso tortuoso e “light”, forse per la paura di un’emorragia di pubblico) vuol raccontare proprio del fallimento e della rottura di una relazione. I personaggi parlano come se, attraverso i loro dialoghi, si intendesse scrivere un manuale sui problemi di coppia, e ciò è francamente fastidioso. In realtà lo spettatore è come se partecipasse alla visione di un videotape elementare e scolastico, moralizzatore più per la figura maschile che non per la donna.

Resta una raffigurazione della coppia che rimane abbastanza credibile, nonostante le esagerate e puerili rivincite, grazie a una sceneggiatura quantomeno curiosa. Soprattutto quando va a scandagliare più da vicino il personaggio di Brooke: una donna di casa troppo ineccepibile per ottenere il massimo del consenso. In “Ti odio, ti lascio, ti…” si parla di gente di quasi 40 anni che litiga e si scontra come fosse adolescente, e ciò può essere un difetto che fa irretire o un pregio se consideriamo che esistono per davvero coniugi regrediti a questi livelli di discussione. Gary vive nel suo mondo immaturo fatto di videogiochi alla playstation, sport in tv, biliardo e bevute al bar, e lei è presa dalla spesa perfetta, dalla cucina, dalle pulizie, dal balletto e l’arte. Ambedue con i rispettivi confidenti, rigorosamente “uomo per uomo” e “donna per donna”, personaggi tanto amabili quanto lasciati troppo ai margini.

L’analisi dei sessi a confronto finisce qua, in un ripieno fatto di lungaggini e incertezze. La pellicola è un susseguirsi di sequenze smarrite tra un’intenzione da farsa e una venatura drammaturgica, che ci porterebbe a investigare sull’eterno scontro tra maschi e femmine non senza farci agitare per alcune insensatezze e inconcludenze. Gli attori sono impegnati quasi esclusivamente in diatribe quotidiane mai riequilibrate da sentite riconoscenze o slanci romantici, ognuno immobile nella sua fiera posizione. L’appeal della Aniston è indubbio, se non fosse per alcune mossettine impostate e la bocca aperta tipo carpa dell’Illinois River. Vaughn è un mammut a cui mancano l’abilità e la grazia di un Depardieu: all’attore americano va almeno riconosciuto un certo impegno nel tentativo di realizzare qualcosa di diverso rispetto ai tipici schemi hollywoodiani, credendo nel progetto tanto da investirvi in capitali produttivi.

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