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LA BANDA DEL BRASILIANO


Un film di John Snellinberg.

Con Carlo Monni, Luke Tahiti, Alberto Innocenti, Luca Spanò, Gabriele Pini.

Poliziesco, durata 90 min. – Italia 2009.

VOTO: 8


Vaiano, comune in provincia di Prato. Paese di diecimila anime che ha dato i natali a Fiorenzo Magni, uno dei pochi ciclisti in grado di rivaleggiare con Coppi e Bartali. Un “vecchio” come non ce ne stanno più, esponente di una generazione che qualcuno considera ancora sana e di imbattibile caratura morale.

La pensano così gli autori de “La banda del brasiliano”, film che ricorda da subito i classici poliziotteschi degli anni ’70, dato il poster in bella vista di “Roma violenta” con Maurizio Merli, e quelli di altri film di Castellari, Fulci, Lenzi. Grazie ai movimenti nervosi della macchina a mano e alle gradevolissime musiche originali con tanto uso di basso, chitarra elettrica, sax e tromba, votate spesso a ritmi sincopati, i volti da “kriminali”, rappresentanti di una generazione allo sbando senza riferimenti economici stabili, danno un senso al valore culturale in cui avevano creduto quando erano giovani, quando correvano con i go-kart, si baloccavano con i filmini super 8 e tiravano tardi al night.

Una progenie arrabbiata assai, che perde il lavoro anche se laureata, che non ha locali dove potersi divertire, non è ascoltata dai familiari nelle loro piccole grandi ambizioni. E’ questo il leit-motiv principale dell’intera pellicola che, partendo appunto dalla provincia, arriva fatalmente ad abbracciare un interesse di livello nazionale. Ha le idee chiare su come la politica si sia ripercossa sull’Italia attuale (pensioni basse, soldi rubati), anche se le pretese non sono quelle di contestare la condizione della collettività in maniera luttuosa, tutt’altro. Viene privilegiata la tragicomicità. Singolari in tal senso l’improbabile confronto all’americana tra sospetti arrangiati e raccattati a caso (c’è perfino un sordomuto), la bottiglia di J&B sempre sul tavolo a calmare gli animi, e il tratto girato in FI-PI-LI che ci ricorda il tentativo di fuga in autostrada di Gastone Moschin in “Milano calibro 9”.

Carlo Monni recita con gli occhi nascosti dai Ray-Ban e, dalla stanza anonima di un hotel, da vita alla figura un po’ malmessa dell’ispettore Brozzi, un uomo che forse ha passato troppo tempo da solo e adesso non sa più cosa pretendere dalla vita. Di altro spessore è il questore: una colorita controfigura di Vittorio Feltri che si prodiga in un pistolotto contro i giovani d’oggi considerati arroganti e viziati, riducendo immancabilmente il tutto a una questione su chi abbia più “palle”. Le inflessioni dialettali inevitabili rendono l’atmosfera casereccia al punto giusto, semmai è il tono con il quale vengono pronunciate le battute ad assumere lineamenti troppo dilettanteschi; si fa inoltre un abuso esagerato di parole come “cazzo” o “stronzo”. Per fortuna c’è chi parla poco e preferisce comporre cruciverba o giocare al solitario.

La regia è multiforme (nel film c’è anche l’uso di un carrello) e lucida, il montaggio sfavillante, e una dolce malinconia è garantita dalla “FINE” gigantesca scritta sullo schermo a suggellare, come non si usa più, il termine della vicenda. Da qualche parte il cinema italiano doveva pur abitare, seppure povero di mezzi e di soldi (pare che abbiano realizzato il tutto con 2 mila euro, 3 stipendi di oggi). Correte a recuperarlo in DVD oppure, se avete il vantaggio di abitare in toscana, aspettate un’altra proiezione “clandestina”.

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11 Risposte

  1. iltromba

    un film ambientato dalle mie parti
    era l’ora che si riproponesse la profonda provincia di prato
    😀

    7 agosto 2010 alle 17:35

    • lo devi vedere assolutamente.
      se vuoi, te lo posso prestare io 😉

      7 agosto 2010 alle 18:16

  2. iltromba

    mi viene in mente LACAPAGIRA altro piccolo gioiellino girato con due spiccioli e spassosissimo
    buona visione

    7 agosto 2010 alle 17:37

  3. iltromba

    ne hanno parlato molto sulla cronaca di prato di questa pellicola e ogni tanto lo danno anche in qualche circolo

    8 agosto 2010 alle 01:57

  4. iltromba

    ok ci sto al prestito

    8 agosto 2010 alle 02:00

  5. Pitubino

    …ma non si ‘apisce punte parhole di quel che disce…

    8 agosto 2010 alle 12:03

  6. iltromba

    lei e’ altoatesino
    stia zitto………. i veri pratesi son rimasti in pochi
    io per ora son di prao e voglio esser rispettao e posate i’ sasso

    8 agosto 2010 alle 13:11

  7. iltromba

    io ci farei un pensiero anche per l’omino ursino con la maglietta di Felix the cat

    8 agosto 2010 alle 13:26

  8. John Snellinberg

    In regalo il “Racconto di Natale di John Snellinberg”:

    24 dicembre 2010 alle 12:41

    • Un pensiero assai gradito, che mi ha fatto venire il sorriso sulle labbra.
      Bravi ragazzi 😉

      24 dicembre 2010 alle 16:58

    • Complimenti per il corto, è davvero bello!
      Auguri a Tutti!!!

      24 dicembre 2010 alle 19:54

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