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A-TEAM


USCITA CINEMA: 18/06/2010.


REGIA: Joe Carnahan. ATTORI: Bradley Cooper, Liam Neeson, Jessica Biel, Sharlto Copley, Patrick Wilson. MUSICHE: Alan Silvestri.


PAESE: USA 2010. GENERE: Azione, Commedia, Avventura.





VOTO: 3,5


E’ sconcertante vedere come, oramai, in circolazione non esistano più registi degni di questo nome: dopo alcune prove di una certa originalità, Joe Carnahan sembra esser diventato il primo videoclipparo preso dal marciapiede. Malfermo sulle gambe, e con una telecamera portata prevalentemente a spalla, fa il “figo” riprendendo le scene senza perdere troppo tempo (le sirene del blockbuster reclamano), e abusando in impeto e chiassosità con un montaggio appannato e inadeguato. E’ come se avesse bevuto qualche bicchiere di vino per dimenticare, ammazzando definitivamente le ricette che portarono al successo la serie televisiva: l’intesa virile mescolata al dileggio e al politically incorrect.

Allo stesso modo scribacchia su di un foglio alcune parole prese in prestito dal dizionario dei balenghi, le frulla a modino, e le mette in bocca a quattro mediocri scalcinati (a questo li ha ridotti), provenienti dalle Forze Speciali e reduci della guerra in Iraq. Insieme a qualche disegno e scarabocchio ottiene la sceneggiatura. La storia si incaglia sulla ricerca di una batteria di matrici per la falsificazione di dollari, e stanca dopo le prime tre battute. L’America non ha ancora terminato di fare i conti con il fantasma di Saddam; in questo caso con i seguaci, i cugini e i nipoti. Qualunquismo terroristico sparso a piene mani, proprio di un cinema sommario, ipocrita e banale.

Il colpevole non poteva che essere, anamnesi platonica per eccellenza (e ripetuta a oltranza durante la proiezione), uno che porta come cognome Lynch (!). Le scene con la nave al porto di Los Angeles richiamano (involontariamente si spera) quelle de “I soliti sospetti”, solo che qui al posto di Kaiser Soze abbiamo “kaiser” Sosa, una gallinella sparatutto che si fa prendere in giro prima di fare l’amore. La sigla originale, così tremendamente comunicativa, ce la fanno sentire sui titoli di coda, ma non basta. Il prodotto medio è un’utopia, e la missione all’a-matrici-ana di questo A-Team, per una volta, può considerarsi fallita.

Pollice verso o dito medio, decidete voi.

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