www.pompieremovies.com

IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI


Un film di Juan José Campanella.

Con Ricardo Darín, Soledad Villamil, Guillermo Francella, José Luis Gioia, Pablo Rago.

Titolo originale El Secreto de Sus Ojos. Drammatico, durata 129 min. – Argentina, Spagna 2009. – Lucky Red. Uscita: venerdì 4 giugno 2010.






VOTO: 5


“Il segreto dei suoi occhi” è un dramma giallo-poliziesco di facile e accattivante canovaccio. Un intreccio sentimentale di un amore mai confessato, soffocato dalla politica. Incartocciato da flashback lunghi e fiacchi, rievocanti eventi di 25 anni prima, il racconto cerca perennemente una sua identità e un significato.

Tanto è bastato ai membri dell’Academy per attribuirgli l’Oscar come Miglior Film Straniero di quest’anno, evitando la potenza devastatrice e lucida de “Il nastro bianco” di Haneke. Una volta di più l’importanza di questo premio scricchiola sotto i colpi dell’età di coloro i quali compongono la ghenga. Il gusto dei giurati, sia che abbia a che fare con avvenimenti storici (privi di qualsiasi denuncia, per carità!) o immaginari, non ha nemmeno un barlume di criterio. Ci auguriamo che per qualcuno suoni la… Campanella.

E’ pur vero che, qua e là, il film indovina idee brillanti, grazie alle battute sagaci affidate esclusivamente al personaggio di Sandoval, interpretato da un ottimo Guillermo Francella. Alleggerisce una trama a più strati commissionando apparizioni occasionali agli assistenti dei legali che, un po’ tonti, si fanno trattar male dai superiori. Ma sono strizzate d’occhio estemporanee che vanno in senso contrario a una pellicola troppo seriosa, e tesa a una rappresentazione epica di un passato sfuggito a due poveri amanti.

La scena dell’inseguimento allo stadio, durante la partita di calcio, è girata benissimo, con senso della prospettiva e una frenetica ripresa a mano. Ricardo Darìn, già apprezzato protagonista in “Nove regine”, ha un volto affascinante ed espressivo e il regista è uno che conosce il proprio mestiere. Peccato che si adagi sui cuscini di una sceneggiatura d’intesa e non si smolli di dosso il peso di un’angoscia perpetua che affossa la credibilità di tutti i personaggi.

Annunci

7 Risposte

  1. Ciao,
    grazie per il metaposting ed il pamphlet ma credo il tuo/vostro giudizio sia un po’ affrettato. D’accordo sulla inattendibilità dell’Oscar (era una provocazione la mia), molto meno sul pretenzioso film di Haneke che cerca proprio di colpire con mezzi antiquati e ridondanti.

    alla prossima

    21 luglio 2010 alle 17:03

  2. Ciao Lele,
    grazie per la tua risposta.
    Abbiamo proprio due pareri opposti. Il bello sta anche in questo. Proverò a rivedere il film argentino se tu mi prometti che ridarai un’occhiata a quello di Haneke… 😉

    21 luglio 2010 alle 17:10

  3. Mario56

    Sono due film diversi tra loro ma l’opera di M.Haneke mi ha coinvolto di più , l’ho commentata tempo fa ( ricordi direttore?) e ne sono rimasto entusiasta a prescindere dai mezzi più o meno leciti (!) e le temastiche ambiziose, questo “psicothriller” di Campanella non mi è dispiaciuto ma premiarlo con l’ academy award mi è parso esagerato, tutto lì.

    2 agosto 2010 alle 14:28

    • Ricordo bene. Così come rammento la forza devastante del film di Haneke: senza pari, secondo il mio modo di vedere 😉

      2 agosto 2010 alle 15:40

  4. Leobear78

    Un film degno dell’Oscar questo di Campanella…
    Avrà i suoi meriti, ma a me è sembrato piuttosto convenzionale e vecchio e non mi ha emozionato
    Oltretutto, indignato per l’idiozia della scena allo stadio (ma non parliamo della fotografia con la traiettoria dello sguardo verso la vittima…), non ho fatto caso al tanto applaudito virtuosismo della sequenza in questione.
    Per la serie “non me ne frega nulla del tuo talento se quello che mi racconti è assurdo”.
    E’ visibilmente letteratura portata sullo schermo (anche quella storia d’amore continuamente rimandata: tutto tremendamente letterario).La solita scena alla stazione ce la poteva risparmiare il regista.Concordo sulla faccia di Ricardo Darin: è sempre un piacere vederlo al cinema, è un attore che mi piace, sia nel gustoso Nove Regine o nel pessimo XXY di Lucia Puenzo, il suo volto buca lo schermo alla grande.
    Per quanto riguarda gli Oscar, io ho amato molto Un Prophete e il Nastro Bianco, però Campanella ha lavorato tantissimo per la televisone americana…

    14 agosto 2010 alle 15:42

    • E’ interessante (e un po’ inquietante) notare come la televisione e il cinema vadano spesso di pari passo. E soprattutto come il secondo si “cibi” della prima: le infinite serie tv stanno prendendo spazi sempre più grandi, i registi vengono promossi sulla base dei loro lavori di matrice televisiva, i volti del cinema che, per lavorare, sono costretti a vendersi ai telefilm.
      L’Arte è sempre più un optional.

      15 agosto 2010 alle 11:18

  5. Mario56

    E bravo il ns direttore , osservazione acuta ma la tv rimane più vista e costa meno, e poi il cinema del terzo millennio non ci ha regalato opere da sottomettere le varie serie tv che pur i loro limiti “strutturali” hanno rimpolpato le idee stantie di una 7a arte direi morente…aggrappata alle tecnologie ( vedi hd e 3d) ma priva di originalità ( roba da cinefili )…..

    18 agosto 2010 alle 23:17

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...