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BURN AFTER READING


Un film di Ethan Coen, Joel Coen.

Con George Clooney, Frances McDormand, John Malkovich, Brad Pitt, Tilda Swinton.

Titolo originale Burn After Reading. Commedia, durata 96 min. – USA 2008. – Medusa. Uscita: venerdì 19 settembre 2008.






VOTO: 8


Dopo “Non è un paese per vecchi”, opera interessante ma forse un po’ sopravvalutata, i fratelli Coen cambiano registro e dirigono un film avvolgente e assolutamente divertente in cui tutto è godibile, dai brillanti dialoghi alle caratterizzazioni “eccessive” dei personaggi, dallo storytelling – che salta in modo volutamente disordinato da una situazione all’altra intrecciando trame e vite apparentemente slegate tra loro – alla godereccia recitazione di tutti gli attori in gioco.

Lo spunto pare essere quello di una spy story, ma il tutto, rimanendo nell’ambito dell’intelligente commedia, è solo un pretesto che permette ai registi di inquadrare la vita di una serie di persone “normali” alle prese coi loro piccoli sogni impossibili, come l’impiegata della palestra che desidera reinventarsi grazie alla chirurgia estetica, oppure con le loro delusioni professionali – la “normalissima” spia silurata dedita all’alcol e a scrivere le proprie scottanti memorie – o ancora con le loro confuse e amarissime situazioni affettive: non c’è un legame o un sentimento che funzioni e che non deluda, da quello del tenero proprietario della palestra perdutamente innamorato dell’impiegata che non lo considera nemmeno, ai due matrimoni con intrighi e infedeltà incorporate.

L’ironia è scattante, acuta, non è mai compiaciuta ed è totalmente finalizzata a dipingere un mondo di perdenti pretenziosi, in tutti i sensi, un mondo in realtà crudele e dipinto in modo crudele, anche quando ridiamo di gusto.

Clooney e Pitt sorprendono con caratterizzazioni deliziosamente assurde e sopra le righe in cui sanno mettere in gioco il loro famoso appeal, la Swinton è perfettamente “fredda e stronza” come recita una battuta della rivale in amore, Frances Mc Dormand è allegramente inquietante mentre si inserisce con inconsapevolezza e folle fervore in un “gioco pericoloso”. E, nell’argutissimo finale, il suo è l’unico personaggio a vincere, a realizzare il proprio piccolo sogno, quello per cui, quasi senza accorgersene, ha sconvolto la vita di tutti e ha provocato la morte di chi le era accanto.

Qui tutti, dai registi agli attori, giocano, esagerano, stupiscono, e il risultato è irresistibile.

Unica nota negativa: la distribuzione italiana, che, come ormai è norma, non ha tradotto il titolo e ha affiancato soltanto un sottotitolo (“A prova di spia”, ndr) che poco ha a che fare con la storia. Visto che l’Italia non è un paese che possa vantare una conoscenza così diffusa e valida della lingua inglese, quanti avranno capito il significato di questo titolo?

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7 Risposte

  1. pitubino

    Baaaaboooo!!! ma che CACCHIO di SONDAGGIO e’ questo?!?!?!

    25 marzo 2010 alle 14:42

    • Ciao tesoro. Non è una roba per Pitubini. Tu non sai l’inglese 😉

      25 marzo 2010 alle 15:33

      • pitubino

        Caro BabbIo…ne
        Io l’Ingliese lo so beniissimo!!!

        25 marzo 2010 alle 16:23

  2. Mario 56

    A me i fratelli Coen da Blood Simple a Fargo , da Barton Fink a Il grande Lebowski mi hanno sempre attizzato pure L’UOMO CHE NON C’ERA tra i miei preferiti,tutti i loro film mi hanno indotto a (ri)vedere certi concetti sui generi cinematografici e su una messa in scena spiazzante oltre alla recitazione di un gruppo di attori sempre ( o quasi) in sintonia col genio di questi pazzoidi….Questo brucialo dopo averlo letto mi ha divertito un sacco …sino alle lacrime.

    25 marzo 2010 alle 16:01

  3. agegiofilm

    Sono sempre più d’accordo con Mario, e non solo per i Coen.

    26 marzo 2010 alle 10:56

  4. Silvestro

    ..la faccia da idiota che fa Brad Pitt prima di fare la sua fine, è la quintessenza del film: dice tutto sulla inconsapevole e autolesionista stupidità dei personaggi.. Film bellissimo, a differenza di altri dei Coen che non ho apprezzato molto…

    4 giugno 2010 alle 15:38

    • A proposito di inconsapevolezza degli interpreti, Silvestro. Ti sei visto “Blood simple”? 😉

      4 giugno 2010 alle 17:34

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