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ALLA RICERCA DELL’ISOLA DI NIM


Un film di Jennifer Flackett, Mark Levin.

Con Abigail Breslin, Jodie Foster, Gerard Butler, Michael Carman, Mark Brady.

Titolo originale Nim’s Island. Avventura, Ratings: Kids, durata 95 min. – USA 2008. – Moviemax. Uscita: venerdì 11 aprile 2008.







VOTO: 5


C’è un’isola dove non si impara necessariamente andando a scuola. Basta abbandonarsi al richiamo della natura e il resto viene da se’… E’ l’isola di Nim: un posto disperso nel Pacifico, dove padre e figlia si rifugiano dopo la morte della madre. Il primo si chiama Jack ed è interpretato da Gerard Butler, la seconda è la Nim del titolo ed è resa sullo schermo dalla bambina Abigail Breslin.

La giovane ragazza si perde volentieri nella lettura dei romanzi d’avventura scritti da Alexandra Rover, una novellista maniaca dell’igiene che non lascia mai il suo appartamento di San Francisco perché gravemente sofferente di agorafobia. I racconti di Alexandra vedono quale protagonista un eroe che compie acrobazie mirabolanti in ogni parte del mondo, novello e un po’ improvvisato Indiana Jones. Le uniche avventure che vive Alexandra sono quelle degli incontri immaginari che ella stessa ha col protagonista dei suoi romanzi chiamato mestamente Alex Rover (sempre interpretato da Gerard Butler).

L’impronta fiabesca è gradevole anche se raramente stuzzicante. L’isola affonda presto a causa di scelte narrative un po’ troppo banali e scontate: la tempistica del racconto non sorprende ed è piuttosto sfilacciata. La bimba super-avventurosa, nonostante uragani, vulcani in eruzione, avventurieri sfruttatori senza scrupoli travestiti da bucanieri pirateschi, è l’unica a rimanere in piedi in modo dignitoso, mentre i grandi si nascondono dietro a uno schermo del pc (il computer come unica finestra sul mondo si sarebbe potuto sviluppare meglio) e si sprecano in ambizioni biologico-scientifiche non proprio attinenti. La stucchevole presenza dei personaggi immaginari parlanti alle spalle dei protagonisti, e a ricoprire il ruolo di alter-ego, non aiuta a entrare in empatia con lo sceneggiatore. Oltretutto, i 3 personaggi principali vengono fatti incontrare e riunire troppo tardi, così come risulta estremamente improvvisa la svolta nel comportamento tenuto dalla scrittrice.

Si parla di coraggio ma cinematograficamente non si osa più di tanto. Il produttore Anschutz, già infelice protagonista della distribuzione de “Le cronache di Narnia”, sciorina questo adattamento di un libro per ragazzi di successo uscito 9 anni fa e se ne lava le mani (almeno lui che può ancora osservare le regole dell’igiene) dei risultati. Agli eccessi caricaturali e petulanti di una Jodie Foster fuori ruolo e poco simpatica, si aggiunge lo sconfortante ritratto dei “cattivi” invasori, ovviamente dipinti come grassi e volgari.

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