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PERFECT STRANGER


Perfect strangerUn film di James Foley.

Con Halle Berry, Bruce Willis, Giovanni Ribisi, Gary Dourdan, Nicki Aycox.

Thriller, durata 110 min. – USA 2007. – Sony Pictures. Uscita: venerdì 13 aprile 2007.







VOTO: 6,5


Rowena Price è una reporter rampante e impaziente votata alle inchieste scandalistiche. La donna, che ha le forme sinuose di Halle Berry, è bella, risoluta e non bada troppo agli ostacoli che sembrano pararglisi innanzi. Nemmeno l’assassinio di un’amica d’infanzia sembra scalfirla. Anzi, è lo stimolo per buttarsi in un’indagine privata che sarà piena di eventi imprevedibili…

Oltre all’attrice di colore nata a Cleveland, il film propone come attori maschili “di contorno” una star di prima grandezza chiamata Bruce Willis e un’altra come caratterista d’eccezione, il losangelino Giovanni Ribisi. Nonostante il dispiegamento di forze interpretative in campo la pellicola, diretta da un mestierante di lusso come James Foley, non è di livello eccelso.

Il suo punto debole, oltre a una regia più volte incerta, è senza dubbio la sceneggiatura che procede un po’ per accumulo e Approccio dietro le tendespesso è ai limiti della credibilità. Non siamo di fronte, insomma, allo spessore di testi come quelli di “A distanza ravvicinata” o di “Americani”, diretti sempre dallo stesso Foley.

Tuttavia è opportuno sottolineare come il film sia in grado di esercitare un certo fascino visivo, non fosse altro che per il suo fissare l’occhio iridescente sullo sdoppiamento di personalità, sul gioco di rimozione quasi assurdo ma imprevedibile e sulle identità coperte dalla ridda di chat erotiche, quest’ultimo argomento molto attuale e di cui si è abusato un po’ superficialmente.

Tanta carne al fuoco che forse non giova alla scioltezza della storia ma la rende interessante nel suo genere visto che, alla fine, non possiamo che rimanere piacevolmente spiazzati. La rivelazione è un po’ troppo smaccatamente esibita (siamo di fronte a una trama anti-hitchcockiana per eccellenza) però ha il pregio di distinguersi dalla paccottiglia americana di categoria grazie a una parvenza di stuzzicante lucidità.

Certo, dobbiamo sorvolare sulla recitazione abbastanza scarsa della Berry (la quale comunque almeno si impegna) e di un Willis insicuro, un po’ ingessato e con la mascella bloccata, nel ruolo del “porcone” sessuomane. Per contro, troviamo un Ribisi in formissima che da’ vita a un personaggio molto complesso e atipico che si fa odiare e amare allo stesso tempo.

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