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CAPITALISM: A LOVE STORY


Capitalism: a love storyRegia e sceneggiatura: Michael Moore.

Produzione: Dog Eat Dog Films, Overture Films, Paramount Vantage. Distribuzione: Mikado.

Paese: USA 2009. Uscita Cinema: 30/10/2009. Genere: Documentario.

Durata: 120 Min.






VOTO: 8


Questa storia parte da lontano, molto lontano, con l’invenzione di una dolce lavatrice chiamata Capitalismo. Si promette che l’elettrodomestico migliorera’ la vita a tutti gli uomini del pianeta terra, rendendola piu’ sfarzosa, ricca e bella. Niente a che vedere con quella grigia e vuota dei paesi comunisti rozzi e stupidi. La lavatrice prende la sua rincorsa e viaggia per anni. Si guasta, ma qualcuno la ripara e la fa andare avanti. Poi viene lasciata sola, nessuno la controlla più e il cestello comincia la sua folle corsa, sempre piu’ veloce, fin quando non si scassa tutto ed i panni vengono lanciati ad una velocita’ impressionante nello spazio. La nostra protagonista non si ferma qui: perde acqua da tutte le parti e invade il territorio. Il disastro e’ ormai in atto, qualcuno sapeva ma ha taciuto, i colpevoli resteranno impuniti e a pagare saranno solo i poveri e il ceto medio che oramai e’ sparito. Dal basso verso l'alto

Una favola tragica e reale partita nel lontano 1979, quando una strega di nome Margareth Thatcher comincio’ la sua scalata verso un capitalismo libero da ogni vincolo sociale, culturale, politico e statale. Di lì a poco, un attore fallito di nome Reagan la seguì e, visto che tutti pendevano dall’America, il modello divenne imperante, plasmo’ le menti e fu ritenuto l’unico modello sociale e di vita. Per tutti questi anni e’ stato così. Fin quando l’anno scorso il giocattolo si e’ rotto per davvero. Nei palazzi del potere tutti sono rimasti di stucco: “ma come, un modello cosi’ puo’ smettere di funzionare? No, non e’ possibile una cosa del genere, ma stiamo scherzando?”. Eppure, che lo vogliate o no, qualcuno in America pensa che l’unica alternativa a tale sistema sia proprio il tanto odiato socialismo, socialismo e comunismo in un ritorno alle origini primordiali.

Sappiamo bene che ogni processo storico volge inesorabilmente al declino, prima o poi, e il capitalismo come era inteso negli ultimi trent’anni non era piu’ sostenibile. Ha fatto piu’ danni della grandine, ha reso poveri centinaia di milioni di persone, ha avuto un impatto ambientale devastante, e per cosa poi? Abbiamo bisogno veramente di tutta quella roba inutile per vivere o dovremmo una volta per tutte adottare uno stile di vita piu’ sobrio ed equo? A cosa ci servono tre cellulari, 4 televisori, 5 computer? Siamo solo vittime di un sistema drogato anche dalla televisione e voluto dai governi che ci sedano con l’oppio del gioco di specchi delle illusioni.

E la strage continua, perche’ di crimine contro l’umanita’ si sta parlando… Il film di Micheal Moore e’ un documentario che illustra tutto questo e altro ancora con il suo stile lucido e diretto che lo ha reso celebre. La cosa bella e’ che ci fa pensare e, nei momenti piu’ duri, anche ridere con garbo e ironia. Il capitalismo: una storia d’amore. Se ci guardiamo allo specchio tutti l’abbiamo avuta, prima o poi. E forse piu’ prima che poi…

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Una Risposta

  1. agegiofilm

    Preferisco ridere con Michael Moore piuttosto che con il film che mi ha fatto pensare a Capitalism: A love story. In Un’ottima annata si parla di un broker bastardo e simpatico insieme, e improvvisamente mi sono reso conto che era antichissimo.

    Caro Pompiere, il Torneo degli Oscar è arrivato agli Oscar del quinquennio ’80 – ’84. I film e gli attori che hanno avuto più voti precedentemente vengono posti in gara con il form a questo indirizzo:
    http://iltorneodeglioscar.blogspot.com/2009/11/le-prime-nomination-per-gli-oscar-del.html

    2 novembre 2009 alle 11:08

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