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LA BELLA VITA


La bella vitaUn film di Paolo Virzì.

Con Claudio Bigagli, Sabrina Ferilli, Massimo Ghini, Giorgio Algranti, Emanuele Barresi.

Commedia, Ratings: Kids+16, durata 108 min. – Italia 1994.

VOTO: 7


Questo film l’ho visto anni e anni fa’, quando usci’ nel 1994, e lo trovai bello anche perche’ il trio composto dalla Ferrilli, Ghini e Bigagli e’ a dir poco perfetto.  Ora piu’ che mai andrebbe recuperato anche perche’ anticipava di 15 anni temi che oggi viviamo sulla nostra pelle tutti i santi giorni. E non parlo della classe dirigente, ma di noi, quelli che in gergo dispregiativo chiamano “gente ordinaria”. Con la frammentazione del lavoro e la successiva crisi economica, la classe operaia vive un periodo di terribile smarrimento sociologico, culturale e antropologico. Ogni epoca che volge al termine, come quella che stiamo vivendo, rivede anche gli assetti dei rapporti sociali tra le persone spesso frantumandoli e con certezza si puo’ dire che la classe operaia in paradiso non ci e’ andata per niente, persa com’è tra fabbriche che chiudono e cassa integrazione.

Questo film e’ ambientato a Piombino, citta’ emblematica, una delle tante se vogliamo con un lavoro a tema perche’ l’industria cheVirzì al lavoro andava per la maggiore era l’acciaieria. Questo significa che se il sistema operante entra in crisi anche il territorio intorno subisce mutamenti profondi e irreversibili. Basta pensare a Detroit che ora e’ quasi una citta’ fantasma.

“La bella vita” narra la storia di Bruno e Mirella che si sposano e vanno a vivere a Piombino. Il loro rapporto per un po’ va bene, fin quando le acciaierie dove Bruno lavora entrano in crisi e vengono acquistate dai giapponesi. Comincia un periodo difficile fatto di precariato e cassa integrazione; di conseguenza anche il loro rapporto piano piano entra in crisi, accelerata anche dalla relazione che Mirella ha con Jerry, un presentatore televisivo. Quando Bruno scopre la relazione obbliga la moglie ad andarsene di casa. Intanto Bruno accetta con altri due colleghi di investire la liquidazione in un terreno sul quale poi edificare ma le cose non avranno purtroppo il seguito sperato e la situazione peggiorera’ quando verra’ colto da infarto e trasportato in ospedale dove Mirella lo andra’ a trovare.

Un ritratto brutale e allo stesso tempo struggente di una generazione che ha perso i suoi punti di riferimento e vive di espedienti. Il film di Virzi’ e della Ferilli che di sicuro amo di piu.

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