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PROFONDO ROSSO


Profondo rossoUn film di Dario Argento.

Con David Hemmings, Clara Calamai, Macha Méril, Eros Pagni, Giuliana Calandra.


Giallo, durata 123 min. – Italia 1975.

VOTO: 10


La vecchia videocassetta della Domovideo diceva che il terrore ti avrebbe attanagliato fino a farti mancare il respiro. Questo film l’ho visto tante volte e non ho mai chiamato il 118 con la bombola di ossigeno a causa di occlusioni alle vie respiratorie.

Comunque, “Profondo rosso” dimostra come anche nella terza eta’ si possa essere efficienti e di aiuto per la societa’ come nel film “Amici Miei atto terzo”.

** SPOILER **

Eh sì, perche’ la nostra Clara Calamai, all’epoca 76enne, compie efferrati omicidi come se fosse una giovane quarantenne. Prende la gente, la sbatte sui vetri, la affoga in una vasca piena di acqua calda, la terrorizza con sghembi pupazzi che camminano da soli come se dietro avessero una vecchia molla. Ma non si ferma qui: ci fa vedere mentre si prepara a commettere l’omicidio, quando si imbelletta con vecchi ceroni e trucchi obsoleti, si mette i guanti e sul tavolo ha tutti i suoi ammennicoli satanici. Poi ancora mette bamboline vodoo nei corridoi, spaventa le sue vittime con brutti corvi neri e per di piu’ si rimpiatta confondendosi in una composizione di un quadro che si riflette in uno specchio, creando una splendida illusione ottica che e’ la chiave del rebus. Una scena di "Profondo rosso"

E pensare che a meta’ film ci appare, candida e ingenua, con in mano una bottiglia di Coca Cola mentre ci parla dell’attrice che fu. La Calamai attrice lo fu davvero, una Diva con la D maiuscola.

“Profondo rosso” resta il miglior Argento in senso assoluto, quello che ancora e’ lontano dal peso del suo essere Maestro e ci diverte con un film che mescola sapientemente orrore, ironia e senso dell’umorismo. I personaggi parlano di musica jazz, di ricette gastronomiche, si incazzano con le vecchie macchinette dei distributori di bevande e viaggiano in macchinine scassate dove non si aprono le portiere mentre Gianna ci dice: “ma io sono proprio cosi’ bruttina?”.

In parallelo viaggia l’altra storia fatta di omicidi efferati, di ville abbandonate che parlano, dove rivivono i fantasmi di un lontano passato. Un passato di morte e di famiglie inquiete. Il terrore e’ vivo, pulsa per tutte le due ore e la sceneggiatura funziona (caso raro nei film del regista). A parte gli scherzi, “Profondo rosso” e’ un capolavoro e come tale va rispettato.

E poi c’e’ lo splendido inganno dello specchio che e’ un vero colpo di genio, una soluzione che dimostra come la finzione superi la realtà e come noi spettatori cadiamo negli inganni che il cinema ci propone. Il merito del successo del film e’ dovuto anche alla bellissima colonna sonora che restera’ nella storia del cinema e della musica in generale.

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Una Risposta

  1. Mario 56

    Avevo 19 anni quando vidi al cinema Profondo rosso il summa dopo la trilogia “animalesca” con l’uccello il gatto e la mosca , tre fllm epocali tipicamente casarecci, ma non è un film perfetto è solo ammiccante e truculento , le musiche affascinano oltre i grandi meriti e la futura mamma di Asia simpatizza con un pubblico beneagurante, rimane comunque il miglior prodotto di un regista discontinuo capace di fornire brutte opere come il cartaio, La terza madre
    ( orripilante)non ho sonno ( io ci ho dormito invece).Se pensiamo al 1975 Argento è rimasto ancora un eterno fanciullo , altro che Hooper o Romero….

    3 dicembre 2009 alle 23:34

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