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BERLINGUER TI VOGLIO BENE


Berlinguer ti voglio beneUn film di Giuseppe Bertolucci.

Con Alida Valli, Roberto Benigni, Carlo Monni, Chiara Moretti. Commedia, durata 90 min. – Italia 1977.VM 18








VOTO: 7


Alida Valli e’ un mio grande amore, una mia vera passione. Accetto’, per questo film, di fare la parte della sboccata megera senza battere ciglio e con grande professionalita’. Ed e’ il ruolo che di lei preferisco. Una donna vedova che odia il figlio il quale per lei nutre un rapporto morboso, malato e che lei con il suo potere materno si diverte a denigrare e umiliare. Solo una grande attrice poteva accettare un ruolo cosi’. Grazie ancora, Alida.

Questo film mi sta particolarmente a cuore, insieme ad “A ovest di Paperino” dei Giancattivi, perche’ parla della mia terra e li’ e’ ambientato. Solo un toscano doc, ma soprattutto un pratese, puo’ capire lo spirito alla Ruzante di questo film a suo modo arcaico e scandaloso. Un'icona ridotta benevolmente a spaventapasseri

Tutti sapevano della simpatia che Benigni nutriva per Enrico Berlinguer anche se, come molti suoi contemporanei, l’attore ha un rapporto di tipo conflittuale; il tanto sospirato compromesso storico non lo entusiasma poi tanto ma gli e’ affezionato a tal punto che l’icona del politico gli fa da spaventapasseri nel suo orto privato. In fin dei conti, come tanti comunisti di allora, sente che la sua formazione politica viene da molto lontano ma non sa di preciso dove andra’ a battere il capo.

Mario Cioni, il protagonista del film, e’ un simpatico inetto alla vita che ondeggia tra lavori precari, amici scassati e la voglia naturale della trombata libera che mai arriva e questo lo frustra terribilmente. La vita non lo soddisfa, piuttosto lo deprime e cosi’ passa i suoi fine settimana nei cinema porno o nelle squallide Case del Popolo per la consueta tombola. Le discussioni con i compagni di avventura sono sulla trombata, sulle seghe e sulla parita’ dei sessi. Il suo lessico e’ “trombereccio-genitale”, il suo e’ un vomitare sconcezze libero e giocoso che a suo modo nasconde un inquietante malessere di vivere. Storpiare la realta’ attraverso un uso della parola sconcia puo’ essere anche questo, e noi toscani in merito ne sappiamo molto.

Certo, a rivederlo con occhi moderni, ci rendiamo conto di quanta irruenza avesse Benigni all’epoca e dell’impatto che deve aver avuto sui suoi contemporanei. Quando a volte mi capita di passare per Vergaio, suo paese di adozione, i suoi paesani mi parlano di lui quando tutti lo prendevano in giro dandogli di grullo.

Di strada ne ha fatta e di acqua ne e’ passata: premi Oscar, riconoscimenti a livello mondiale, letture di Dante… ma questo e’ il Benigni che piace a me e quello nel quale il mio pensiero e il mio essere toscano si identifica meglio.

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Una Risposta

  1. pompiere

    Caro “tromba”, io ti voglio bene.
    Ma perchè non hai dato un voto più alto a questo film?

    Lo incensi (e giustamente) dall’inizio alla fine della tua recensione per poi rifilargli un 7 misero misero…

    E come mai ultimamente passi dal 7 al 10 senza considerare che, in mezzo, ci starebbero anche altre valutazioni? 🙂

    22 settembre 2009 alle 10:27

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