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BLACK SHEEP – Pecore assassine


Black sheep

Titolo Originale: BLACK SHEEP.

Regia: Jonathan King.

InterpretiMatthew Chamberlain, Nathan Meister, Peter Feeney, Danielle Mason, Louis Sutherland, Tammy Davis, Oliver Driver, Glenis Levestam.

Durata: h 1.27. Nazionalità:  Nuova Zelanda, 2006. Genere: horror.
Al cinema nel Settembre 2008.





VOTO: 5


Il collegamento tra Jonathan King e Peter Jackson non può che venire spontaneo, almeno per chi frequenta il genere, visto che il più famoso dei due registi neozelandesi arrivò al cinema proprio con film splatter (Bad taste, Splatters – Gli schizzacervelli) prima del successo della saga de Il signore degli anelli. Chissà, forse tra qualche anno King dirigerà film dagli incassi multimilionari con elfi, mostri marini o qualsiasi altra cosa sarà di moda allora; per ora ci lascia con questo suo primo lungometraggio senza infamia ne lode. Tra i verdi pascoli

L’idea di partenza è divertente: a causa di esperimenti genetici, condotti da un imprenditore con tendenze zoofile, le tranquille pecore dell’allevamento ereditato dal padre diventano ovini carnivori in grado di trasformare con un morso gli esseri umani in lanosi zombi assassini, mezzi uomini mezze pecore. Purtroppo l’originalità della trama si ferma qui e credo sia inutile dilungarsi in un riassunto della storia dato che già nei primi venti minuti vengono preannunciati tutti i cliché del genere: scienziati – o meglio, scienziate – pazzi, avidi compratori, fratelli buoni con traumi infantili, ragazze in pericolo ecc. Purtroppo anche stilisticamente il film si muove su terreni sicuri, lasciandosi andare ad una serie di stranianti inquadrature distorte ma per il resto segue regole collaudate e dagli esiti certi. Nulla di male, tutto ben costruito, ma un copione grottesco con risvolti gore dovrebbe lasciare più spazio a bizzarrie registiche, qualunque siano poi i risultati.

La vera chicca della pellicola sono gli effetti speciali, curati in modo davvero eccellente. I dettagli di ferite e mutilazioni fanno rabbrividire e gli ibridi “umanovini” sono raccapriccianti (in senso lodevole).

Malgrado i premi racimolati in svariati festival, la cura nei trucchi e le risate insanguinate, è difficile dire se entrerà mai a far parte dei film di culto di genere; la trama insipida e le scelte scontate hanno rubato molto a questo film.


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Una Risposta

  1. Mario 56

    Il film non è certo orginale sulle mutazioni genetiche ne abbiamo visti un sacco , e sono d’accordo con te che non passerà certo alla storia ma forse l’intento del regista era solo di mettere in scena un film splatter divertente e senza pretese e in parte ci è riuscito, non è certo la mosca di Cronenberg ( Maestro delle contaminazioni non solo fisiche) con sottoletture ben evidenti ma una rappresentazione dei pericoli a sostituirsi a Dio e il finale politicamente corretto stride un pò ma rassicura a lasciare le cose come stanno o no?

    28 novembre 2009 alle 10:19

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