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DUEL


DuelUn film di Steven Spielberg.

Con Dennis Weaver, Lou Frizzel, Jacqueline Scott, Eddie Firestone.


Drammatico, durata 88 min. – USA 1971.







VOTO: 7


“Duel” e’ un racconto di Matherson pubblicato nel lontano 1971 sulla rivista Playboy. Un esordio molto pulp: topa e motori son sempre andati d’accordo. L’allora esordiente Spielberg gira questo film, in un primo momento di 74 minuti, per la televisione ed e’ un piccolo successo a tal punto che ne viene allungata la durata e distribuito nelle sale cinematografiche. Anche li’ un successo clamoroso.

Come tutto il grande cinema: belle idee, pochi soldi, lampi di realizzazione e un inaspettato colpo di culo… pensate che questo gioiello viene realizzato in 13 giorni.

Per tanti aspetti e per la confezione rimanda molto ai film degli anni ’50 con quell’idea del mostro che minaccia l’uomo e la sua sopravvivenza; ma qua il mostro non e’ una tartaruga o un dinosauro, piuttosto quello che nel gergo viene chiamato bestione ossia un’autocisterna che insegue il nostro malcapitato lungo le strade deserte di una sconosciuta provincia americana. Ed e’ una lotta all’ultimo sangue per la vita che ovviamente vedra’ il bestione in questione esplodere in un grido metallico che tanto ricorda gli horror anni ’50 e i loro effetti artigianali. Attraversare sulle strisce

Noi non sapremo mai chi guida l’autocisterna ed e’ questo che piu’ ci inquieta, come se le macchine che noi creiamo per renderci piu’ comoda la vita tutto ad un tratto si rivoltassero al nostro potere e sviluppassero una propria anima che le rendesse capaci di gestirsi in proprio. Mi vengono in mente pellicole come “Brivido” o “Christine, la macchina infernale”… Certo, pellicole di pregio ma che non hanno il piglio e la sottile inquietudine di fondo che contiene questo film.

Evitate se potete “La macchina nera” del 1977 che, secondo il mio modesto parere, fa ca**re e non poco… Anche qua la “mostra”, se così si puo’ dire, e’ una macchinina, una Lincon che terrorizza un po’ tutti ma sembra la macchina di Barbie in versione satanista e fa ridere. Diamole una riverniciata in rosa, qualche ritocco, facciamola diventare come la macchina di Penelope Pitstop e si sentira’ piu nei suoi cenci.

La nostra autocisterna in questione e’ troppo piu’ possente, regge meglio la strada e, se si incazza, lo fa con la giusta dose e la giusta misura.

Buon viaggio e buona percorrenza a tutti.

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