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MAKING LOVE


Making loveUn film di Arthur Hiller.

Con Michael Ontkean, Harry Hamlin, Kate Jackson.


Drammatico, durata 113 min. – USA 1982.







VOTO: 5


Molti criticano questo film perche’ manca di coraggio e di audacia. Per me gia’ il fatto che una major nel lontano 1982 abbia affrontato un tema allora tabu’ come l’omosessualita’ e’ gia tanto e mi basta per parlare di questo titolo. Dobbiamo sempre entrare nel contesto storico di quando e’ stata girata la pellicola, cercando di capire la mentalita’ del momento; 30 anni fa certe situazioni qua raccontate erano molto ma molto audaci. Certo, a rivederlo a distanza di tempo, si sorride eccome.

Si tratta di un dottorino, carino quanto basta, con un faccino da prima comunione, che vive con una lei dolce che lo accontenta in tutto e per tutto. Guardano film d’amore di cui sanno le battute, vanno dall’amica anziana che gli racconta storie, hanno una bella casa, buoni lavori e tutto fila liscio come un getto profumato di fiori d’arancio. Poi, ad un tratto, l’imprevisto. Lui prova attrazione per gli uomini e comincia un outing che lo portera’ a innamorarsi di uno scrittore che vive di avventure futili e che lo condurrà alla rottura con lei e a crearsi una nuova vita con un altro uomo. Lei, distrutta dal dolore, cerca di capire il marito in un primo momento ma poi si rassegna e si rifa’ una vita con un altro uomo… Non il solito del marito, per fortuna, sennò sarebbe stata recidiva. Una foto "in posa"

Sembra “Love story” in salsa gay, vero? Oddìo, il regista e’ il solito e la zuppa e’ un po’ quella, ma gli si deve riconoscere un certo coraggio anche perche’ quando il film usci’ una parte del pubblico resto’ indignato per la scena nella quale i due protagonisti maschili si baciano e si buttano sul letto e scopano…. Alt! In realtà tutto e’ molto soft ed in perfetto edonismo anni ’80: quello passava il convento e la censura era ancora molto forte, pero’ il messaggio e’ tutto sommato posivito se pensiamo che fino ad allora raramente avevamo avuto film che affrontassero temi cosi’ con una certa luce nuova.

I gay erano sempre stati pervertiti assassini e deviati psicopatici. Qui invece vivono le loro pene d’amor perduto e se non altro sono descritti come persone normali che almeno cercano di vivere una vita normale. E qualcuno alla fine ci riesce pure. Il tutto sa di fotoromanzo e di grande melodramma (lo stile e’ quello) ma resta un film che ogni gay  deve vedere almeno una volta. Una sorta di esperimento sincero, il primo da parte di una multinazionale che cerca di dare voce a una certa minoranza che negli anni sta diventando sempre piu’ una maggioranza. Che poi ci siano tante sbavature… va beh, lasciamole stare.

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