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PREFERISCO IL RUMORE DEL MARE


Preferisco il rumore del mareUn film di Mimmo Calopresti.

Con Silvio Orlando, Fabrizia Sacchi, Paolo Cirio, Michele Raso.


Drammatico, Ratings:
Kids+13, durata 90 min. – Italia 1999.







VOTO: 6,5


Il titolo del film e’ tratto dai Canti Orfici di Dino Campana (FABBRICARE, FABBRICARE, PREFERISCO IL RUMORE DEL MARE).

Il film e’ la storia di due ragazzini diversi tra loro uniti dal malessere di vivere. Il primo e’ Rosario, un calabrese che vittima di una faida nel suo paese si sposta al Nord grazie all’interessamento di Luigi, dirigente di un’azienda e padre di Matteo. Quest’ultimo e’ invece svogliato e scontroso, soffre per la separazione dei genitori e per il conflittuale rapporto con il padre. L’amicizia che si instaura tra i due e’ il filo conduttore di questa pellicola…

Calopresti approda al suo primo film a 45 anni, il quale fa da ponte tra le esperienze precedenti e quelle che poi saranno le sue opere successive. Benche’ non vi siano elementi autobiografici, a parte la provenienza del protagonista, e’ evidente che i personaggi nascono dal vissuto del regista (il ragazzo inesperto che si appassiona al libro Cuore, il prete intraprendente e pragmatico, il protagonista arricchito e perennemente insoddisfatto). Sullo sfondo il male di vivere contemporaneo e la inutile civilta’ dei consumi dove scarseggia lo spirito di solidarieta’ e l’attenzione verso gli altri. Una scena tratta dal film

Calopresti esprime un disagio generale, specchio di una societa’ che oramai e’ schiava e in cui si si e’ scelto di anteporre il presunto benessere ad una possibile felicita’.

Il regista pero’ usa un tono molto pacato nell’esprimere queste sensazioni, anche perche’ apre spiragli di positivita’; infatti un altro tema affrontato e’ il desiderio di essere sempre se’ stessi, senza schemi, in totale liberta’. Matteo, con la sua ansia di crescere, Rosario che nel suo essere chiuso e schivo avverte la necessita’ del contatto con gli altri, ed infine Silvio Orlando che vuole essere se’ stesso allontanandosi dai loschi affari del suocero proprietario dell’azienda.

Il film nel suo complesso non propone soluzioni di comodo ma vuole farci riflettere sulla possibilita’ che ognuno di noi ha di dare un senso al proprio destino.

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