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KINKY BOOTS


Kinky BootsUn film di Julian Jarrold.

Con Joel Edgerton, Chiwetel Ejiofor, Sarah-Jane Potts, Ewan Hooper, Nick Frost.


Titolo originale Kinky Boots. Commedia, durata 107 min. – Gran Bretagna 2005. Uscita: venerdì 23 giugno 2006.





VOTO: 6,5


Simon, in arte Lola, è un travestito e una Drag Queen di colore che si esibisce a Soho. Non poteva capitare in mani peggiori, quelle di Charlie Price, un giovane esperto di marketing che eredita controvoglia la ditta di scarpe classiche lasciatagli dal padre.

Il ragazzo non ha mai avuto esperienza diretta nella lavorazione delle scarpe e, trovandosi a gestire una crisi economica con tanto di licenziamenti forzati, non sa più dove sbattere la testa. La fabbrica di calzature è moribonda e schiacciata dalla concorrenza che ha saputo rinnovarsi.

Forse un nuovo mercato si apre all’orizzonte: proprio quello del quale fa parte, in qualche modo, Lola. Il viaggio è a dir poco rischioso; per Lola, che teme un ritorno al passato e alla provincia bigotta (ma non troppo), e per Charlie, che ha paura di non trovare un riscontro nell’idea che ha avuto (far posto a materiali in plexiglas, latex e vernice non è facile quando si conoscono solo la pelle e il cuoio).

Nick Frost (interprete del burbero operaio Don) è sempre un bel vedere: molto divertenti le scene in cui Lola gli si siede sulle ginocchia e quando lo sfida a braccio di ferro. Bravo Chiwetel Ejiofor: nei panni di Lola conferma le buone doti dimostrate in film come “Melinda & Melinda” e “Four Brothers”. Chi è il più forte?

Non si rimane indifferenti all’aspetto umano di questo personaggio, sempre ben tratteggiato dall’attore, con le sue complicazioni e le sue incertezze, che sono poi anche quelle di molti altri protagonisti del film. La paura di integrarsi, massificarsi e non differenziarsi è costante, così come la voglia di emergere e affermare in qualche modo la forte personalità.

Sarebbe stata cosa gradita un ulteriore approfondimento tra i personaggi di Don e Lola, visto che fanno scintille quando entrano in contatto. Le questioni sulla ghettizzazione, il carrierismo a tutti i costi e sui contrasti da superare per diventare amici sono costantemente sottintesi.

Le insicurezze di Charlie rischiano di mandare all’aria l’intero nuovo progetto, appoggiato in questo da alcune banalità di sceneggiatura che non resistono alla tentazione di spiegarci il concetto una volta di più e di rincorrere troppo facilmente, e coi tempi sbagliati, le traversie amorose del protagonista. A causa di questo, il film rimane un po’ lontano dal coraggio e dalla necessaria intraprendenza dimostrate da opere quali “Full Monty” e “Grazie, signora Thatcher”.

Il mondo delle Drag Queen, sempre vivace e dolce, non si differenzia molto da quello visto in tante altre pellicole e gli spettacolini non sono così eloquenti se non fosse per la buona musica che li accompagna. Scritta da Geoff Deane e Tim Firth, non si può dire che la pellicola manchi di tatto ma resta insicura, dato il suo allegro schematismo (“Together we are beautiful”).

Il film, dedicato agli uomini e alle donne della vera ditta “Kinky Boot” del Northamptonshire, ha vinto al MIFF (Milano International Film Festival) il premio per la Miglior Regia. Un po’ troppo per una direzione corretta ma non memorabile (leggi le insistenti inquadrature sui dettagli durante la fabbricazione delle calzature).

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