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Archivio per 31 luglio 2009

HARRY POTTER E IL PRINCIPE MEZZOSANGUE

Harry Potter e il Principe mezzosangue

Un film di David Yates.

Con Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint, Michael Gambon, Alan Rickman.


Titolo originale Harry Potter and the Half-Blood Prince. Fantastico, Ratings: Kids, durata 153 min.

USA, Gran Bretagna 2009. – Warner Bros Italia. Uscita: mercoledì 15 luglio 2009.




VOTO: 7,5


La mano forte e ornata di Silente stringe con affetto il braccio di Harry Potter. Si avvicinano tempi bui, tempi durante i quali le forze del Male si risveglieranno, attaccando perfino la città di Londra in un turbinio di esplosioni e distruzioni, e tentando di penetrare tra le mura del castello di Hogwarts. Momenti inquieti; necessita essere forti e coraggiosi. E anche Harry sembra avere bisogno della figura potente e paterna di Silente.

Il preside dalla scuola recluta il vecchio insegnante di Pozioni, il professor Lumacorno. E non a caso: Draco Malfoy sta tramando alle spalle di Harry, è pronto a eseguire gli ordini assegnati dal Signore Oscuro in persona… Origliare fa bene

David Yates si dimostra ancora una volta all’altezza della situazione, è preciso nei movimenti di macchina e abile nel passare dai momenti romantici a quelli più cupi e misteriosi. Rivelare gli angoli più nascosti della scuola di magia, gli sguardi truci e incantati di Malfoy non è esercizio da poco. Molti fan si sono lagnati a più riprese della mancanza di fedeltà al testo letterario (e qui rispondo subito che un film è un’opera d’arte a se’ stante e questa sta bene in piedi da sola) e della lentezza che li avrebbe portati all’indifferenza e alla noia.

C’è da dire che (soprattutto il pubblico giovanile) si è abituato, per non dire assuefatto, a un tipo di regia che privilegia la concitazione alla correttezza, l’accumulo delle immagini alla chiarezza. Ebbene, “Il Principe mezzosangue” è una sana eccezione a questa regola: Yates lavora di fino, lascia da parte le meraviglie destinate solo ad accontentare gli occhi e approfondisce sorprendentemente il carattere di alcuni personaggi, i quali si muovono bene sotto la sua direzione (indimenticabile la stravagante e ricreativa Luna di Evanna Lynch).

Poca azione, poca avventura adrenalinica ma alcuni attori in stato di grazia. Mi riferisco ad Alan Rickman che, irreprensibile nei panni di Severus Piton, infonde tutto il suo servilismo, l’equivocità e il sarcasmo di quello che si avvia a essere uno dei personaggi più contorti della serie. E non dimentico neppure la crescita (fisica oltrechè recitativa) di Tom Felton, non più un semplice rivale di Quidditch per Harry; il suo Draco Malfoy, esangue e scarno, ben rappresenta la difficoltà di trovarsi improvvisamente responsabilizzato a fare sul serio.

Ci sono concessioni a un romanticismo un po’ infantile, da cuoricini disegnati sui vetri appannati. Questa fase non è molto interessante, tecnicamente parlando, seppure ritratta in modo abile e con toni da commedia gentile. Forse si sarebbe potuto (dovuto?) lasciare maggior spazio al lato oscuro, a quello recondito della vicenda e meno a quello zuccherato dei bacetti adolescenziali, favorito da una sceneggiatura attratta da dialoghi semplicistici.

Il riscatto viene concesso da un finale emozionante e commovente: la professoressa McGranitt che spinge l’intera scuola verso la “luce” è uno dei momenti più suggestivi.

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LA CASA

La Casa“La casa” è un film di Sam Raimi del 1981.

Con Bruce Campbell, Ellen Sandweiss, Hal Delrich, Betsy Baker, Theresa Tilly.


Prodotto in USA. Durata: 85 minuti.






VOTO: 3


SEMBRA UNA CASA NORMALE DA FUORI! Il titolo di lancio era questo, me lo ricordo benissimo, e per Sam Raimi questo film fu una vera botta di c*** tanto da lanciarlo nell’olimpo dei registi hollywoodiani. Ma mi chiedo… per cosi’ poco? Eppure fu cosi’. Non solo il film ando’ bene ma ricevette numerosi premi e ancora non ho capito il perche’. E’ considerato un Cult Movie e ancora non ho capito il perche’. Certo, 30 anni fa eravamo proprio c*****ni, eppure film belli dello stesso genere erano usciti, tipo “Halloween la notte delle streghe”: mancava “Nightmare dal profondo della notte” ed “Hellraiser”… ma questa “Casa”? Boh! E di case, gli anni ’80, sono stati pieni… case dall’una alla decima, case con scale, case maledette e infestate.

Cinque amici si recano in uno chalet abbandonato e vi trovano un libro e un nastro magnetico dove il professore di turno alla fine narra la formula magica… Le creature degli inferi si risvegliano, portando sconquasso tra i vivi e rompendogli le balle a gogo. Da li’ lo spattler e’ servito, fatto con i truccosetti e i vasetti di yogurt. La gente in sala rideva e rideva, e io pensavo: “ma non siamo a vedere un film di paura?”. Forse il cretino quel giorno ero io….

Quello che piu’ ammiro di questo film e’ il suo essere artigiano, anche perche’ fu girato con un bugdet ridotto e in totale autonomia. Lo chalet dove si ambienta era veramente abbandonato, e parte dei trucchi e delle riprese furono fatti nell’arco di un anno e mezzo. La botola dove vengono confinati i mostri non esisteva, quindi le scene della cantina furono girate altrove. La macchina era quella del regista, la quale sara’ poi presente in quasi tutte le pellicole. Bruce Campbell non zappa l'orto

Una maccheronata all’americana e il risultato si vede perche’ il film fa scompisciare dal ridere e non mette per niente paura; forse era il vero intento di Sam Raimi quello di far ridere la gente guardando un film dell’orrore e quindi sdrammatizzare per sempre un genere che andava prendendosi un po’ troppo sul serio? Puo’ darsi, ma il risultato non mi convinse appieno e di Sam Raimi mi sono piaciute altre cose. Comunque se non vi siete divertiti abbastanza guardatevi anche il seguito, “La casa 2”, dove lì ti chiedi veramente: “ma e’ o ci fa’?”.