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STORIA DI PIERA


Storia di PieraUn film di Marco Ferreri.

Con Isabelle Huppert, Marcello Mastroianni, Hanna Schygulla, Fiammetta Baralla, Angelo Infanti.


Drammatico, durata 101 min. – Italia 1983.
VM 18




VOTO: 7


Marco Ferreri ha sempre usato la maschera deformante del grottesco per descrivere il suo mondo alla deriva. In “Storia di Piera” il soggetto e’ tratto da un libro scritto da Dacia Maraini e Piera degli Esposti. E’ un film lontano nel tempo che guarda al nostro mondo contemporaneo con occhi incredibilmente moderni. Le creature che si  muovono nei meandri e nei labirinti della mente sono pure e folli e, anche se fanno parte di un nucleo familiare, le loro vite paiono non incontrarsi mai e ognuna sara’ poi votata al proprio destino.

Piera è una bambina che nasce in un mondo al di fuori di ogni convenzione sociale. La madre e’ una ninfomane con disturbi psichici che non perde occasione di portare la figlia nelle sue scorribande sessuali, mentre il padre e’ un attivista del partito comunista che, piegato dall’amore che prova per la moglie, finira’ i suoi giorni in manicomio.

Il soggetto e’ interessante e Ferreri offre una visione personale del nucleo familiare dandocene un affresco che non lascia scampo all’immaginazione e al tempo che passa. E ancora una volta sono le donne a fare da protagoniste in un rapporto di grande amore  e di grande complicita’. La grande madre natura ancora una volta genera, ma non protegge, le sue creature e le lascia completamente sole al proprio corso e al proprio destino. In movimenti circolari e, a tratti, ad ellisse.

Piera degli Esposti voleva vendicare la figura di sua madre, fare in modo che venisse in qualche modo redenta e ricordata. Per questo racconta a Dacia Maraini la sua adolescenza e la figura di sua madre che si chiamava Eugenia, la quale non fu certo una madre di famiglia esemplare. Si accoppiava nelle sale d’attesa delle stazioni, esibiva le sue grazie ai banchi del mercato e nella sua follia era sicuramente libera da ogni convenzione sociale. E ancora una volta la realta’ si sposa con la finzione cinematografica regalandoci un affresco tutto al femminile felicemente irrazionale e dal sapore arcaico e primitivo. Come arcaico e metafisico e’ lo spazio dove si svolge il film una sintesi urbana tra Pontina Latina e Sabauda. Un paesaggio che veste i personaggi di una luce quasi sospesa e rarefatta. Questo e’ veramente uno degli ultimi film di Marco Ferreri in cui il regista ci regala tutta la sua poetica al massimo splendore, senza tante sbavature.

Ottimi gli interpreti, Hanna Schygulla Marcello Mastroianni  e Isabelle Huppert.

Splendida la fotografia di Ennio Guarnirei.

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