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Archivio per 27 luglio 2009

IL FUTURO E’ DONNA

Il futuro è donnaUn film di Marco Ferreri.

Con Hanna Schygulla, Ornella Muti, Niels Arestrup, Isabella Biagini, Maurizio Donadoni.


Drammatico, durata 103 (95) min. – Italia, Francia, Germania 1984
. VM 14






VOTO: 5


“Il futuro e’ donna” e’ un film di Marco Ferreri del 1984. Il titolo e’ emblematico: ancora una volta la donna e’ la fattrice e la grande madre natura che tutto genera e distrugge. La grande madre mediterranea fattrice e nutrice, un tema molto caro al regista che sviluppa questo argomento grazie anche alla collaborazione di Dacia Maraini.

Ferreri ha sempre subito il fascino delle citta’ futuristiche e megalopoli. In questa occasione ci mostra Palermo, Ferrara e Milano, quest’ultima rendendocela uniforme e a suo modo personale. Una maniera per rappresentare i suoi personaggi in modo più straniante, esaltandone le solitudini e le strazianti alienazioni in un ambiente suggestivo.

In un’affollata discoteca, Malvina, una nomade in stato di gravidanza, viene molestata da un gruppo di malcapitati. Anna, che e’ presente alla scena, la salva da una brutta sorte e se la porta a casa dove vive con il compagno Gordon. Lui e’ un medico che, dopo aver lasciato la professione, allieta il volto urbano delle citta’ sistemando piante tra anonimi casermoni. Lei invece lavora in un supermercato dove proietta spezzoni di film con Marlene Dietrich e Greta Garbo per allietare le massaie che vanno a fare la spesa. La ragazza si unisce alla coppia, e siccome e’ assai invadente, viene cacciata. Sara’ la stessa Anna, poi, a rivolerla nel menage.

Certamente il soggetto e’ interessante e Marco Ferreri e’ sempre stato tra i miei registi preferiti, anche perche’ ha saputo descrivere (e ha voluto bene a) personaggi emarginati e disadattati in un mondo che non li vuole, non li capisce e male li accetta. Questo film, però, non e’ dei suoi piu’ riusciti.

Una piccola curiosita’: la Muti era veramente incinta e non esito’ a mostrare senza pudori la sua nudita’.

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PRISCILLA – La regina del deserto

Priscilla, la regina del desertoUn film di Stephan Elliott.

Con Terence Stamp, Hugo Weaving, Guy Pearce, Bill Hunter, Rebel Penfold-Russell.


Titolo originale The Adventures of Priscilla, Queen of the Desert. Commedia, durata 103 min. – Australia 1994.






VOTO: 10


Ci sono tre civette, ma non stanno sul como’, e non fanno neanche l’amore con la figlia del dottore… Ci mancherebbe, si parla di due drag queen e di un transessuale, credo che una cosa del genere non gli verrebbe mai in mente. Anche se non si sa mai, nella vita tutto e’ possibile, come prendere uno sgangherato autobus di un tempo, ridipingerlo di rosa e ritrovarsi nel pieno del deserto australiano. Questo film e’ ormai entrato a far parte dei cult a tematica gay e lo credo bene, perche’ qua c’e’ un po’ di tutta la nostra cultura camp e vamp. Un'oasi nel deserto

La pellicola e’ del 1994 ed e’ una piccola produzione che piano piano si fa strada anche nel diffidente mercato americano diventando un piccolo caso al botteghino. Narra la storia di tre amiche, se cosi’ le vogliamo chiamare, che dopo un funerale di una loro conoscente decidono di partire alla volta di Alice Springs dove la moglie di una di loro ha organizzato uno spettacolo. Quindi le nostre tre eroine si mettono in cammino su Priscilla, un vecchio torpedone reso funzionale per l’attraversata, dotato di tutti i comfort. Eh sì, perche’ il viaggio e’ molto lungo: si tratta di attraversare tutto il deserto australiano e tre signore di tutto rispetto non posso certo farlo senza le dovute precauzioni. Durante il tragitto si unisce a loro Bob, un “orso” carrozziere lasciato dalla moglie isterica, una che per hobby lanciava le palline dall’ano tra tripudi generali di maschi allupati.

Il merito di questa gradevole pellicola e’ di non cadere mai nell’ovvio e di trattare temi delicati come la paternita’ da parte degli omosessuali. Infatti una delle tre “signore” ha pure un figlio che accetta con normalita’ e in modo maturo la natura del padre. Il film si lascia vedere che e’ una meraviglia, tra incontri con gli aborigeni che accettano con simpatia e grande entusiasmo di unirsi ai balletti e gare a grappini con la lesbica camionista di turno.

Ma la vera riuscita del film e’ stata quella di aver reso cosi’ affascinantemente gay un super macho dello schermo come Terence Stamp, qui nei panni di una splendida Bernadette che si cala nella parte in maniera autoironica e divertente. Meritatissimo l’Oscar per i migliori costumi che sono favolosamente camp, mentre la colonna sonora annovera, tra gli altri, i classici dei Village People.

Quando vidi questo film la sala era piena di gente, qualche maschione di ruolo disse : “OH COSA MI AVETE PORTATO A VEDERE?”….. io invece mi sento parte del pianeta Ur-ano e il mio film preferito resta “UN’ ANO VISSUTO PERICOLOSAMENTE”, è ovvio. Me lo chiedete pure?