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Archivio per 20 luglio 2009

NIENTE VELO PER JASIRA

Niente velo per JasiraTitolo originale: Towelhead. Nazione: U.S.A. Anno: 2007.

Genere: Drammatico. Durata: 111′.

Regia: Alan Ball.


Cast: Aaron Eckhart, Toni Collette, Maria Bello, Peter Macdissi, Summer Bishil, Eugene Jones III, Matt Letscher, Robert Baker, Lisa Catara.

Produzione: This Is That Productions. Data di uscita: 17 Luglio 2009.




VOTO: 6,5


Siamo nel periodo che comprende la fine del 1990 e l’inizio del 1991.

Jasira (Summer Bishil, meritatamente nominata come Migliore Attrice agli Indipendent Spirit Award) ha 13 anni, anche se sembra più grande. Suo padre lavora alla NASA, a Houston, è di origini arabe ed è favorevole alla Guerra del Golfo, nella convinzione che sia giusta e che presto sia capace di far capitolare Saddam. Peter Macdissi è arrabbiato

Jasira riesce a trovare un posto da baby sitter presso la casa dei vicini. Lavora lì per risparmiare qualcosa per il College ma i suoi interessi sembrano preferire i primi turbamenti e desideri erotici, visto che è appena diventata una donna e intende scoprire la sua sessualità (la pellicola è stata fonte di dibattito tra alcune Associazioni dei Genitori per alcune sequenze senza sottintesi).

Fanno parte della storia altri dirimpettai, una coppia di freschi sposi tornati dalla luna di miele; lei (una Toni Collette deliziosamente allarmata, dallo sguardo angelico e in vena di istinti materni) è incinta e ha una spiccata simpatia per Jasira la quale, inconsapevolmente, sta andando incontro a un pericolo…

Alan Ball (sceneggiatore di “American beauty” e creatore delle serie tv “Six feet under” e “True blood”) esordisce alla regia cinematografica. Ci sono squarci di “American beauty” in salsa mediorientale sul percorso dei suoi primi passi verso il lungometraggio; ciononostante il film si regge in piedi da solo, è autonomo, prende bene le distanze dal capolavoro di Mendes, conserva una tenerezza intima e non lascia molto spazio ai voli pindarici dell’immaginario, restando attinente a un erotismo più reale e vissuto. E poi non cede al dramma fino in fondo.

Detto questo, a suo discapito va evidenziata una forzatura narrativa latente che mira a inglobare ineluttabilmente tutti i personaggi che entrano in contatto con Jasira, a favore di un mix multirazziale che poteva anche essere evitato perché generante solo inutili e prevedibili contrasti. L’espressività di un attore come Aaron Eckhart, limitata alle mimiche imbarazzate durante i viscidi approcci con Jasira, poteva essere utilizzata meglio.

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BEEFCAKE

BeefcakeTitolo originale: Beefcake.

Regia: Thom Fitzgerald.

Con: Joe Dallesandro, Daniel MacIvor.


Genere: Documentario. Produzione: Canada. Anno: 1999. Durata: 97 min.





VOTO: 7


Bob Mizar e’ morto a settant’anni, completamente solo e quasi dimenticato da tutti. Eppure e’ stato un uomo che alla cultura gay ha dato tantissimo e quasi nessuno lo sa. Questo film ne racconta la storia. La sua storia intima e personale, di un uomo che ha lottato per affermare le sue idee e che ha scontato tutto fino in fondo. Il “beefcake” e’ un uomo bisteccone, buono da mangiare e nasce dall’unione tra manzo e torta; quindi un uomo appetibile e buono come il pane. Noi oggi siamo abituati a vedere i nostri stereotipi: il macho, il marinaio, l’operaio e li ricolleghiamo agli anni ’70, ma tutto era stato inventato 20 anni prima o giu’ di li. Anni duri di maccartismo e repressione. Lo stesso protagonista  scriveva i suoi diari in codice per paura delle persecuzioni. Il film e’ fatto tipo documento fiction e alterna momenti reali ad immagini di repertorio. Un film necessario ed indispensabile per capire chi eravamo 50 anni fa e perche’ anche questa e’ una parte della nostra storia che non va certo dimenticata.

Bob Mizar fonda insiema alla madre la “Athletics Model Guide” una specie di factory che diventa il punto di partenza per tanti ragazzi dell’epoca che scappavano dalla campagna per andare in citta’ in cerca di fortuna e di successo. Una sorta di Eden dove per molte ore al giorno giravano nudi e si facevano fotografare in pose che rimandavano alla mitologia classica, come in uso in quel periodo. Ma la vera sorpresa del film e’ la figura della madre che fu molto permissiva con il Bob e amministro’ lei stessa la societa’ durante il periodo di prigionia del figlio. Una copertina della rivista

Insieme ai filmati d’epoca ci sono anche numerose interviste a chi visse e ruoto’ intorno al mondo di Mizar tra cui un JOE DALLESANDRO che nei filmati d’epoca era veramente notevole.

Quando il film usci’ molti critici storsero il naso per le troppe presenze di nudo ma e’ solo invidia, credetemi. Anche perche’ la g****a piace a qualcuno ma lo g****o piace a tutti, e qua ce ne sono tanti . Questo film e’ un vero spasso per gli occhi.

Date retta al vostro iltromba. Questi sono tempi di poche parole, quindi se volete tirarvi su il morale dateci un occhio e poi mi dite.