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Archivio per 19 luglio 2009

ROMA

RomaRoma è un film di Federico Fellini del 1972.

Con Peter Gonzales Falcon, Fiona Florence, Pia De Doses, Marne Maitland, Renato Giovannoli, Galliano Sbarra, Paola Natale, Ginette Marcelle Bron, Mario Del Vago, Alfredo Adami.

Prodotto in Francia, Italia. Durata: 126 minuti.






VOTO: 7


“Roma” e’ un film sgangherato ma affascinante. Sembra fatto a pezzi ed ogni pezzo ricucito. Il mosaico che ne risulta e’ affascinante anche se la visione e’ totalmente scombinata… Pero’ e’ prezioso perche’ rappresenta un certo modo di fare cinema che oggi e’ praticamente scomparso.

Prendiamo la fine. Un branco di motociclisti centauri che vaga in una Roma notturna, quasi deserta, come in un film di fantascienza. Sembra che sfuggano a qualcosa e rincorrono Roma che gli offre i suoi monumenti piu’ belli, poi ancora strada, e, ad un tratto, il film si interrompe e finisce li’. Stacco e chiudo. Oggi, in un’ industria cinematografica dominata sempre di piu’ dal profitto, soluzioni cosi’ eccentriche sarebbero completamente fuori luogo. Anni fa si potevano ancora fare. Il cameo di Alvaro Vitali

Pero’, se ci pensiamo bene, se si deve fare un film su Roma, farlo sobrio e lineare non avrebbe dato il senso ad una citta’ che di per se e’ caotica e contradditoria. Quindi, da questo punto di vista, Fellini ha centrato appieno quello che ci voleva dire. E ce lo rende con il suo grande talento visionario.

Le prime immagini che il regista conserva della sua citta’ adottiva sono le messe domenicali trasmesse per radio e le diapositive che il prete gli faceva vedere da bambino. La citta’ eterna era un luogo mentale e immaginario. Poi sappiamo tutti che Fellini approda giovane a Roma e la citta’ gli si presenta in tutta la sua caciaronita’ e il suo caos. Quindi la Roma diventa citta’ reale toccata con mani nude.  E per raccontare quella degli anni ’70, quindi piu’ vicina a noi, si parte con una macchina con a bordo una troupe cinematografica e si percorre la Appia antica dove ci sono solo prostitute e battoni che si concedono. Ma il traffico e il rumore assordante sovrasta ogni cosa e sommerge tutto quello che incontra finendo in un maxi ingorgo sul raccordo anulare.

Tutto si compenetra e si mescola tra pernacchioni, fischi e applausi. In una risata anarchica e liberatoria e un grande scoreggione. Poi il taglio della forbice ci riporta al presente con i lavori alla metropolitana che tanti problemi hanno creato durante la fase di realizzazione a causa dei numerosi reperti archeologici che sembravano non volessero essere contaminati da un brutto presente.

Quest’ opera e’ considerata minore nella carriera di Fellini. Secondo il mio modesto parere, nessun regista ha saputo darci di Roma una visione cosi’ personale che cogliesse l’anima di una citta’ eterna e immutabile nella storia.

Camei di Alvaro Vitali, Anna Magnani, Alberto Sordi e Marcello Mastroianni. Gli ultimi due verranno tolti nella versione dvd che inoltre e’ accorciata dallo stesso regista di alcune scene.

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GO FISH – Segui il pesce

Go Fish - segui il pesceUn film di Rose Troche.

Con Guinevere Turner, V.S. Brodie, Wendy McMillan.


Titolo originale Go Fish. Commedia, durata 87 min. – USA 1994.







VOTO: 7


Care amiche vicine e lontane… nella cinematografia o nella letteratura voi siete descritte come vecchie bacucche e assassine deformi, oppure siete donne torbide. Non siete mai limpide o donne tranquille con una vostra vita. Questo piccolo gioiellino degli anni ’90 vi rappresenta come esseri umani e tranquilli…. Quindi guardatevelo e godetevelo.

Rose Troche, la regista, in seguito scriverà e dirigera’ anche alcuni episodi di L WORLD ma li’ siamo gia’ sul lesbo chic, a volte un po’ fuori dal reale. Qua siamo piu’ sul pianeta Terra. Una locandina alternativa

“Go fish” (segui il pesce) nel gergo lesbico significa andare a donne o pescare la tua carta.

Questo film costa pochissimo e incassa nel circuito quasi 2 milioni di dollari. Girato in un bianco e nero sgranato, con attrici non protagoniste, dopo un po’ si ferma in fase di realizzazione per problemi di finanziamenti. Poi viene terminato e comincia il suo giro per il mondo e la sua trionfale ascesa.

Il film gira intorno ad un collettivo lesbico e alle vicende delle loro protagoniste che pensano di essere fatte l’una per l’altra anche se in comune hanno poco o niente. Ma come sempre, si sa, gli opposti si attraggono. E qui di opposti ce ne sono eccome. 5 donne: 3 bianche, 1 nera e 1 latinoamericana. Una bella macedonia. Questa e’ un po’ la vita.  Il bello di questo film delizioso e’ lo stile di vita delle protagoniste; loro sono lesbiche ma non si sentono affatto diverse. Un’omosessualita’ totalmente vissuta e mai ostentata che fa parte della vita e non ne viene esclusa. Infatti anche GO FISH appartiena alla corrente del NEW QUEER CINEMA che, da un certo punto in poi, rompe gli schemi con il passato e da’ dell’universo GAY un’immagine piu’ consona e vicina alla realta’. Da qui il volto nuovo: non piu’ un cinema fatto da major ma film fatti spesso a basso costo e produzioni indipendenti e presentati nei vari festival con un buon successo di pubblico. Un cinema di ghetto che non deve neanche uscire tanto da rimanere contaminato e sciuparsi.

Buona visione. Di cuore.