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Archivio per 17 luglio 2009

IL SIGNORE DEGLI ANELLI 4

Il Signore degli Anelli 4

QUANDO DETERMINATI EVENTI SEGNANO UN’EPOCA

In un momento sociale in cui ogni settore è in crisi, più volte due mondi hanno provato a trovare un punto di contatto che creasse un evento coinvolgente per il grande pubblico, per destare l’interesse di quella massa che, ubriacata e disorientata dalla “super-offerta” di eventi e informazioni mediatiche, ormai non si stupisce più di nulla e si mostra annoiata e stanca anche davanti a produzioni monumentali, come quelle cinematografiche che, a fronte di incredibili investimenti milionari, alla fine, racimolano giusto “gli spiccioli” (?!) per poter pagare mezzi, staff e attori.Nadal

Stavolta sarà forse la rivoluzione totale, definitiva, quella del risveglio degli animi apatici, quella che vedrà il matrimonio proficuo proprio della macchina cinematografica con il mondo dello sport.

O meglio, non proprio tutto lo sport, ma la disciplina che attualmente si dimostra quella, diciamo, meno influenzata dalle mode del momento e conserva ancora il vessillo di rappresentanza di stile ed èlite, dove il calcio è ormai regolato dal marketing e le discipline olimpiche sono solo il palcoscenico per la rappresentazione di faraoniche cerimonie di “apertura” e “chiusura” per dimostrare chi è più bravo (a buttar soldi dalla finestra in momenti di crisi?)…djokovic

La disciplina di cui sto parlando è naturalmente il Tennis.

Quello della gente comune che si tiene in forma, quello dei tifosi che seguono i tornei cogliendo l’occasione per una vacanza intelligente, quello dei grandi campioni che giocano mirabolanti match sui campi del “Grande Slam”, uno tra tutti Wimbledon che si è concluso nelle scorse settimane.

“Ma come?” si chiederanno molti di Voi.

Beh, immagino che la locandina che fa da anteprima all’articolo abbia già stimolato la vostra curiosità e fantasia.

Cliccate subito SU QUESTO LINK e ogni vostra curiosità verrà soddisfatta!!

Parola di Pitubino!!!

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AWAY FROM HER – Lontano da Lei

Away From Her - Lontano da LeiUn film di Sarah Polley.

Con Julie Christie, Michael Murphy, Gordon Pinsent, Stacey LaBerge, Olympia Dukakis, Deanna Dezmari, Alberta Watson.


Titolo originale Away from Her. Drammatico, durata 110 min. – Canada 2006. – Videa – CDE. Uscita: venerdì 15 febbraio 2008.





VOTO: 8,5


A volte c’è qualcosa di affascinante nell’oblìo. In qualche altra circostanza non è così.

Fiona Anderson (una Julie Christie toccante ed esemplare) se ne va in giro con la mente, in cerca di qualcosa che sa essere molto importante ma non riesce a ricordare. E una volta che l’idea è persa… è persa per sempre.

Una cosa buona, però, l’ha conservata: non va spesso al cinema. Non sopporta quelle multisale che danno un sacco di robaccia americana. Fiona è lontana dal mondo che la circonda, è lontana pure da se’ stessa. L’Alzheimer che la sta usurpando è spietato e subdolo.

Grant, suo marito, deve gestire la degenerazione di una moglie che ama moltissimo, sforzandosi di sorridere quando invece vorrebbe piangere e disperarsi. Quarantaquattro anni di matrimonio hanno consolidato una coppia magnifica, conosciutasi tra i banchi del College e cresciuta all’insegna dell’amore vero, sincero ed esclusivo. Un rapporto senza troppe pretese di essere sempre al massimo; non si può essere innamorati tutti i santi giorni. Ed è questo a esaltarlo. Affettuosa e tenera

Il primo lungometraggio dell’attrice canadese Sarah Polley (“Il dolce domani”) è di notevole interesse per la bravura con la quale riesce a gestire le fasi di regia, sospese tra pudichi carrelli in arretramento e lenti movimenti di macchina a indagare sui sentimenti e le emozioni. La sostiene, in questo viaggio attraverso paesaggi innevati, una sceneggiatura minuziosa e delicata.

Maria Pia Di Meo doppia Julie Christie, conferendo tonalità ora tristi, ora venate da sfumature ironiche, non perdendo mai la sua magistrale peculiarità vocale. Fiona è vaga, dolce e sarcastica anche grazie a lei.

Cento minuti con le lacrime agli occhi e con un cavatappi a lacerare l’anima, ci portano a fare considerazioni sull’ingiustizia e la spietatezza della vita. Osservare la persona amata, da lontano, in ossequioso silenzio e trasparenza, non è facile. La soluzione di ripiego che attende i protagonisti è un ordine formale, un ritmo di danza un po’ sterile ma necessario. Una danza infinita, che ci auguriamo possa inebriare ed esaltare gli ultimi sensi rimasti ancora vigili.