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Archivio per 3 luglio 2009

VALZER CON BASHIR

Valzer con BashirUn film di Ari Folman.

Con Ari Folman, Mickey Leon, Ori Sivan, Yehezkel Lazarov, Ronny Dayag.


Titolo originale Waltz With Bashir. Drammatico, durata 87 min. – Israele, Germania, Francia 2008. – Lucky Red. Uscita: venerdì 9 gennaio 2009.






VOTO: 9


“Mi addormento sempre quando ho paura. E do’ sfogo alla fantasia”.

Così recita, in questo splendido cartone animato, uno dei vecchi compagni di combattimento di Ari (soldato a cavallo tra i ’70 e gli ’80 nella guerra del Libano), quando vuol mettere fuori causa lo spiacevole ricordo del conflitto attraverso un inganno perpetrato alla propria mente.

La manipolazione così attuata rimuove, solo temporaneamente, le brutture del vissuto bellico e le ripresenta sotto forma di sogni, di fortuite reminiscenze, di poetiche iniziazioni sessuali, di dolorose forzature (l’uccisione dei cani è una delle sequenze più sconvolgenti che raccontano la guerra in modo mirabile e sintetico, pur senza farla vedere). Tra atmosfere da gita scolastica, quando la maturazione fisica ancora non si è compiuta, e bruschi risvegli sulla realtà, il protagonista deve combattere anche con le sue amnesie dissociative, con l’incapacità di ricordare esperienze importanti in seguito a un evento drammatico o a un senso di colpa.

Realizzato nell’arco di 4 lunghi anni negli studi dello stesso regista israeliano Ari Folman, il film si avvale di una tecnica che unisce la raffinatezza grafica chiaroscurale all’immobilità dei manga. Distante da ogni genere ortodosso, “Valzer con Bashir” sta a metà tra il reportage documentaristico e l’indagine psicoterapeutica. L’anima inquisitoria del film è disseminata dalle interviste fatte agli ex commilitoni, ai testimoni diretti, ai giornalisti; un’incantevole laboriosità identifica questa pellicola, senza mai farla risultare pedante. Ben meritati i due prestigiosi riconoscimenti: il Golden Globe e il César come Miglior Film Straniero. Un lungomare non proprio accogliente

Il conflitto è brutale, viene sbattuto in faccia a giovani che non possono comprenderne a pieno le motivazioni; il senso di spietatezza incombe per tutta la durata della pellicola e, in questo, richiama spesso “Apocalypse Now”.

Al film di Coppola si ispira quando effettua dei balzi narrativi onirici e al contempo lucidi (la gigantesca donna nuda venuta dalle acque, il rumore delle pale degli elicotteri, ma soprattutto la follia incontrollabile, la dimensione allucinatoria e devastatrice, la spiaggia e il surfista col mitra). Il tutto servito con fragranze di patchouli invece di quelle, più sgradevoli, del napalm.

Indimenticabile lo “sganciamento” finale, di fronte al quale si resta muti e inorriditi. Anche la musica, sino a lì agitata ed elettrica, lascia il posto a un violino che graffia l’anima.

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STRIPTEASE

StripteaseCast: Demi Moore, Armand Assante, Matthew Baron, Gary Basaraba, Teddy Bergman, Antoni Corone, Siobhan Fallon, Frances Fisher, Kimberly Flynn, Jerry Grayson, Paul Guilfoyle.

Regia e sceneggiatura: Andrew Bergman.


Anno di uscita: 1996.

Genere: Drammatico.




VOTO: 2


La mia fata buona me lo aveva detto: “se vai a guardare Striptease non ti parlo piu’ e ti faccio diventare un burattino di legno”. Ed io, testone, andai a vederlo. Mentre la pellicola scorreva il grillo parlante me lo diceva “SEI SOLO UN POVERO CO***ONE”.

Quando tornai a casa invece mi trovai il gufo, la civetta e il corvo sulla porta con la pistola in mano che mi dicevano “l’hai offesa, vergognati!”. Ma ormai l’avevo fatto e il danno era irreparabile. Dio mio, quanto avevano ragione tutti!

Ma procediamo con calma e con lucidita’ mentale che in questi casi ci vuole. A meta’ degli anni ’90 tutti cominciano piano piano a spogliarsi. Attrici, cantanti, uomini, trans, lesbiche. D’altronde, dopo il karaoke, a livello di massa ci voleva una moda democratica un po’ alla portata di tutti. Il nudo e’ trasversale e costa poco. E per uno come me che, come il protagonista di VEDO NUDO, vede gente nuda ovunque e’ una delizia per la vista.

Le Major fiutano come al solito l’affare e vengono prodotti alcuni film tremendi che saranno dei flop clamorosi. Ve lo ricordate SHOWGIRL? E’ un film tremendo e irritante.
Ma la palma d’oro spetta a Striptease che e’ qualcosa di piu’ perche’ rasenta l’imbarazzo e la demenza senile. La storia e’ scema: un’avvenente agente dell’FBI viene licenziata in tronco in un momento difficile della sua vita visto che si e’ appena separata del marito psicopatico al quale pero’ viene affidata la figlia piccola. Allora la sensuale, per campare, si esibisce in un topless bar e ha molti ammiratori tra i quali il politico di turno. Da li’ in poi un guazzabuglio di equivoci tra mafia, psicopatici e riaffidamento della figlia. ...e vediamola tutta!

Se questo film fosse stato interpretato da una procace Edwige Fenech, Lino Banfi,  Bombolo e con il senatore di turno il grande Mario Brega uno si sarebbe anche divertito… invece no! Qua si fa sul serio con una Demi Moore pagata fior di miliardi per questa stupida parte e si scomoda pure Burt Reynolds. Il risultato e’ pessimo e ridicolo. Vuole essere impegnato con la storia della figlia e non lo e’. Vuol far ridere e non lo fa. Vuole essere sensuale ma lei e’ erotica come lo potrei essere io. Bella, ma una manza presa e messa li’. La sceneggiatura e’ brutta e con dialoghi ridicoli.

Eppure quando andai a vederlo la sala era piena e da noi un film di tale oscenita’ incasso’ la bellezza di 12 miliardi di allora. Vattelo a pesca!

VOTO: MENO 10.