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MOULIN ROUGE – Visto da Pompiere


Moulin RougeUn film di Baz Luhrmann.

Con Nicole Kidman, Ewan McGregor, John Leguizamo, Jim Broadbent, Richard Roxburgh.



Musical, durata 130 min. – Australia 2001.





VOTO: 4


Dopo l’uscita di “Moulin Rouge”, nel 2001, e dato il suo successo commerciale e artistico (visto che fu accolto positivamente dalla critica e dalle cerimonie degli Oscar), l’industria cinematografica cominciò a puntare nuovamente sul genere musical.

A un inizio che sorprende per il suo effetto caleidoscopico ne fa seguito un altro che cade sulla struttura narrativa: uno dei problemi più grossi del film è, infatti, la sua apertura rivelatrice del finale. Tutto quello che accade dopo, freme nell’attesa di “quel” momento e, quando arriva, manca l’identificazione e una qualsiasi partecipazione emotiva. Anche la luna in stile Georges Méliès (perché tanto con la scusa della cultura pop si sono sentiti autorizzati ad arraffare di tutto, come in un giocoso albero della cuccagna) si sarà annoiata, poverina. Oltretutto stufa di una scrittura enfatica e stucchevole, veramente brutta.

Satine non è più un diamante grezzo, e allora invece di fargli fare “X-Factor” l’hanno chiamata a interpretare la stella delle donne di malaffare al “Moulin Rouge”. Indimenticabile la sua entrata in scena: canta subito Marylin Monroe e reprimo un urto di vomito, maledicendomi per tutte le volte che non ho apprezzato l’interpretazione che ne dava Valeria Marini. Poi attacca un riprovevole mix con la Madonna di “Like a virgin”.

Gli accidenti ricevuti evidentemente sembrano funzionare: la nostra Satine respira male e suda freddo mentre è sull’altalena, oddìo… sta cadendo, vuoi vedere che… No, qualcuno la prende al volo e la salva, maledizione. E quella tosse con sbocchi di sangue non sarà mica tisi? Vuoi vedere che morirà di quello tra 1h e 40’? Ci faranno aspettare così tanto? E nel frattempo cosa fanno? Stordita

Il talento dell’attrice australiana non trova pane per i propri denti diretta dal circense “Bazza” Luhrmann e, costretta a incensare di lustrini i festanti parigini e a rigirarsi su un letto come una gatta in calore, fa quello che può.

Le musiche sono un insopportabile e chiassoso eccesso che soffoca gli intenti dei cantanti originari. Si va dal ripescaggio del musical (“Tutti insieme appassionatamente” è arrangiato male e modernizzato peggio) a quello dell’alternative-rock con un azzardato mix preso dai Nirvana (da brividi, avrei avuto bisogno di un maglione aggiuntivo anche in quel cinema di periferia affollato dove vidi il film). Cobain si sarà rigirato nella tomba, poverino (ma tanto era morto da 7 anni, e poi vuoi che escludessero il grunge dal minestrone? Come avrebbero potuto far presa su quei 3 brufolosi che muovevano il culo tra le poltrone del cinemino?).

Non ci si fanno mancare neppure i Doors, maledetti e rivoluzionari in perfetto stile bohemienne fine ‘800. I francesi lo chiamano “pastiche”, gli inglesi usano la stessa parola, quindi il discorso vale anche quando si scimmiotta Sir Elton John.

Sapete, ognuno di noi, avrebbe di che attingere dalle frasi delle più note canzoni pop-rock per poter rappresentare i momenti della propria vita. Quante volte ci è capitato? Quante altre volte ci succederà? Ma avvalersene per coprire un’intera colonna sonora e travestire da musical un film è un’operazione adulatoria imperdonabile. Non ho più voglia di riportare esempi di ulteriori scempi compiuti a danno delle canzoni, mi limiterò solo a dire che il punto più basso (e per me estremamente avvilente) l’ho toccato quando hanno osato profanare “Pride” degli U2.

Insegna (e non impara)In nome dell’anticonformismo si va avanti esaltando in modo qualunquistico la Bellezza, la Libertà, la Verità e l’Amore; cosucce da niente. Ovunque il film trasuda della parola Amore e, in questo modo, la passione viene ridicolizzata. “Tutto quello che ci serve è Amore!”: incredibile rivelazione reiterata almeno 30 volte.

La regia è pietosa e fallisce clamorosamente: anche le ballerine del Can-Can, dopo aver vorticosamente ballato si fermano per riposarsi altrimenti accusano giramenti di testa. “Bazza” no, lui insiste volando da un capo all’altro delle scenografie e così ci fa cadere per terra. Durante i balletti le inquadrature cambiano alla velocità della luce per nascondere l’inesistenza delle coreografie: un musical senza coreografie è come una birra servita in un bicchiere di plastica, meglio non berla. Col montaggio sciagurato (funzionale a nascondere le numerose pecche della regia) il mal di testa è assicurato. Mi scappa pure una rima, preso come sono dal musical più condensato di tutti i tempi.

Un concetto però, grazie a questo film, l’ho assorbito per davvero. Perché “la cosa più grande che tu possa imparare è amare e NON lasciarti amare”, soprattutto dalle rauche sirene incantatrici del “Bazza”.

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17 Risposte

  1. PENSAVO CHE AVEVI UN ANIMO GENTILE E PIO
    INVECE SEI SOLO UNA SUOR VIPERA
    PEGGIO CHE NEL FILM DI ALMODOVAR
    MA FARAI LA FINE DI CLARA CALAMAI SE CONTINUI COSI’
    NEL PIU’ PROFONDO ROSSO DEL TUO GRANO E ROSSO SANGUE
    NON MI SFUGGIRAI TANTO TI UCCIDERO’ LO STESSO…. E PARTE LA NENIA INFANTILE….
    BACI UN TUO DISCEPOLO CHE COMUNQUE TI AMMIRA MOLTO

    2 luglio 2009 alle 18:16

    • pompiere

      ahahahhaah, aiutooo. così mi fai tremare dalla paura :O

      baci anche a te. a presto xxx

      2 luglio 2009 alle 18:26

  2. NON SI PUO’ MORIRE DENTRO….. ANDRO’ AVANTI NONOSTANTE LA STRONCATURA E POI SEI SOLO GELOSO PERCHE’ IL MIO ARTICOLO SUL CINEMA PORNO 70 80 E’ PRIMO DA GIORNI
    GALEOTTO FU IL BILLOTTO!
    CIAO

    2 luglio 2009 alle 18:30

  3. ANZI CITIAMO ALCUNE MORTI ALLORA…
    LA PRIMA SARA’ NELLA DOCCIA COME PSYCO
    LA SECONDA NELL’ASCENSORE COME VESTITO PER UCCIDERE
    LA TERZA MANGIATO VIVO DA UN ZOMBOLO
    LA QUARTA COME MACHA MERIL SU UN VETRO
    E VIA VIA LONTANO CON IL VENTO E CON E SUE FOGLIE E LE SINFONIE D’AUTUNNO NON TI UCCIDEREI MAI SE NO CHIUDONO IL SITO SICCHE’ NON CI GUADAGNO MI TOCCA STARE PURE ZITTO COME LA CASALINGA DI LONTANO DAL PARADISO
    I MARITI VANNO SEMPRE SOPPORTATI ANCHE SE SBAGLIANO CIAO MA L’ALZAIMER HA DATO I PRIMI INQUITANTI E BAROCCHI SEGNALI

    2 luglio 2009 alle 18:43

  4. Ma che “biiip” scrivi?!?!?!

    2 luglio 2009 alle 21:53

  5. Caro Babbo, quando prendi queste posizioni sei ottuso e bigotto…
    Non è da te usare un linguaggio tanto basso.
    Ti senti indignato, ma per cosa?
    Se non ti piace siamo tutti d’accordo, se trovi pecche nella regia, nella sceneggiatura e dove altro, OK.
    Ma usare terminologie basse e al limite dello scurrile per descrivere qualcosa che è lontano dalla nostra visione e dal nostro gusto, significa essere “fobici”.
    “Pride” degli U2, per quanto tu ci sia affezionato, non è certo “tua”, non vedo quindi tutto sto scandalo per un arrangiamento (e tutto il resto del film…) che non ti è piaciuto, visto che sta su un DVD e non morde nessuno.
    La tua visione delle cose avviene sempre e solo da un punto di vista fisso; fin qui ci potrebbe anche stare; ma quando questo punto di vista lo proponi come fosse l’unico ammissibile e degno di rispetto, allora questo è basso, privo di significato, e fa scadere di grado la competenza cinematografica che normalmente ti attribuisco.
    Il Mondo non si può guardare dall’alto in basso, perchè non sei tu a scegliere la posizione per tutti.
    Sorry ma questa recensione è sicuramente la più “brutta” e volgare che tu abbia mai scritto, almeno tanto quanto dice che lo sia il film…

    2 luglio 2009 alle 22:04

    • pompiere

      Caro Figlio(ccio?),
      quando rilascio un mio commento su di un film è ovvio che il punto di vista, il pensiero, il giudizio che viene dato sia soggettivo. E come potrebbe essere altrimenti? Se così non fosse mi erigerei a Giudice per la società intera, e questo sì che mi sembrerebbe un tantinello ottuso, deprecabile, nonchè megalomane.

      Pertanto mi sembra naturale sentirmi autorizzato a esprimere indignazione, disapprovazione, disaccordo o quant’altro. Anche facendo ricorso a un linguaggio un po’ colorito, ironico e disadorno, un po’ scarno e diretto che meglio descriva un’emozione negativa proveniente più dalla pancia che dalla cerebralità delle zone alte del corpo.

      “Pride” non è certo mia così come anche “Moulin Rouge” è di tutti: chiunque può esprimere la sua riflessione e lo fa nel modo che gli sembra più opportuno, proprio come hai fatto tu scrivendo la tua bella risposta 🙂

      2 luglio 2009 alle 22:35

  6. Tera Bite

    Buonasera ( alla Hitchicok) 🙂
    Secondo me caro Pompiere è tutta invidia per la pelle di alabastro di Nicole!
    Un interpretazione sublime di tutti gli attori e ballerini/e, coinvolgente dal primo momento all’ ultimo!
    Un susseguirsi di immagini coloratissime e tanto veloci da sembrare di essere li seduti nel Moulin Rouge a quei tempi, dove le donne di malaffare animavano i sobborghi e locali di Parigi a caccia di signorotti da spennare.
    Difficile ma azzeccato alla perfezione la scelta delle musiche che amalgamano presente e passato attualizzando e rendendo immortale ed eterno questo film.
    Poi che dire dell’ elefante?di quell’ elefante che originariamente in cartapesta giaceva nel giardino del Moulin Rouge, un sogno poterci vivere con Satine come in una favola delle mille e una notte ci porta lontano con la magia del teatro!
    Una favola dove tutto è possibile, un momento magico destinato a finire perchè illusorio dove vittima e carnefice sono consapevoli della dinamica e che alla fine vincono su questa con l’arma piu’ potente :l’amore.
    Per finire con un consiglio a Pompiere: ogni tanto fai come si fa allo yogurt e controlla di non essere andato in acido! 🙂
    Baci

    4 luglio 2009 alle 13:15

    • Plasuso Plauso Plauso per Tera Bite!!!
      LA recensione per M.R. avresti dovuto scriverla tu! purtroppo non tutti sanno cogliere l’assenza delle cose preziose del mondo che ci circonda…

      4 luglio 2009 alle 15:01

  7. Mario 56

    Scusa il ritardo, ma discordo pure io dalla tua recensione “fuori dal mondo” parafrasando un film con M. Buy ( credo) ma il fatto insolito probabilmente è dovuto ad una giornata con le p…. girate solo così si spiega questa netta stroncatura di un film piacevole sì sconclusionato ma divertente e “orecchiabile” , dal mio modesto parere in linea con i precedenti film di Baz tra i quali Ballroom è il più riuscito e Romeo+Giulietta il più “ruffiano” , non si parla di capolavori ma dare un sonoro 4 a Moulin rouge sa di un uscire dal coro e questo non ti si addice caro pompiere….amici come sempre anzi di più. Ciao

    11 febbraio 2010 alle 14:07

    • Il film era “Fuori dal mondo” di Piccioni, se la memoria non ha ceduto sotto i colpi di altre pellicole viste. Io, al contrario, nel mondo c’ero e ci sono ancora. E non è certo per aver espresso un semplice parere, oltretutto molto articolato, che si può dire che abbia i coglioni che hanno fatto l’inversione a “U”. La stroncatura si spiega così: posso benissimo avere un parere molto negativo su di un film senza essere in odore di mestruazioni.

      Uscire dal coro a volte fa bene, e soprattutto lo ritengo indice di intelligenza e sviluppato senso critico. Per me il Mulino Rosso rimane artisticamente debole e trascurabile.

      Au revoir, mon cher 🙂

      11 febbraio 2010 alle 14:55

  8. BASTA!

    11 febbraio 2010 alle 15:26

  9. Mario 56

    Per “uscire dal coro” intendevo dire andare controcorrente “snobbare” qualsivoglia ma chiudiamola qui questa inutile querelle se no il Tromba si infastidisce…alla prossima !

    11 febbraio 2010 alle 16:05

    • Ma io non ho snobbato affatto “Moulin Rouge”. Anzi, ho scritto un’apposita recensione per spiegare come mai non mi sia piaciuto…

      E poi chissenefrega de iltromba. Dice che vuole la PASTA (ha scritto così, no?) e quella gli porteremo 😀

      11 febbraio 2010 alle 16:11

  10. Leobear78

    Concordo con il voto, se non mi sbaglio ne avevamo già parlato.
    Io comunque non faccio testo perchè non amo il genere e i cinemusical che mi sono piaciuti sono veramente pochini.
    Questo è uno dei più insopportabili secondo me.
    Mi sono divertito a leggere la tua recensione anche se appoggio chi ti rimprovera le cadute di stile 🙂
    Hai infierito su Luhrmann più di quanto abbia fatto io con Inarritu!
    Saluto tutti.
    A presto.

    22 febbraio 2010 alle 12:02

    • A presto, Leoncino.
      Torna a “infierire” quanto prima anche te… 😉

      22 febbraio 2010 alle 20:26

  11. Mario 56

    l’importante è parlarne ..e disquisire su concezioni non assolute…e a me Inarritu piace alla faccia dell’amico Leo ….evidentemente viviamo in paesi far far ….

    22 febbraio 2010 alle 22:05

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