www.pompieremovies.com

Archivio per 1 luglio 2009

PONYO SULLA SCOGLIERA

Ponyo sulla scoglieraTitolo originale: Gake no ue no Ponyo.
Titolo internazionale: Ponyo On The Cliff By The Sea.
Prima uscita:
19 Luglio 2008 in Giappone.


Regia, soggetto e sceneggiatura:
Hayao Miyazaki.


Durata: 100 min. Data di uscita in Italia: 20 Marzo 2009.
Distribuito da:
Lucky Red.




VOTO: 8,5


Il piccolo Sosuke vive con la madre in cima ad una scogliera. Un giorno libera una pesciolina rossa intrappolata in una bottiglia e le da il nome Ponyo. S’instaura un legame tra queste piccole e diverse creature, un’amicizia che arriverà anche a sfiorare l’amore infantile, quando Ponyo, momentaneamente riportata in fondo al mare si trasformerà in una bambina per raggiungere il suo nuovo amico, nonostante gli ostacoli del padre Fujimoto (un ex umano).

Presentato in concorso all’ultimo festival veneziano, “Ponyo sulla scogliera” è l’ennesimo parto geniale del più grande nome dell’animazione -mondiale e non solo giapponese – ed è, manco a dirlo, un film magnifico. Favola dolcissima che rilegge a modo suo “La sirenetta” di Andersen ma che non è estranea al desiderio di umanità di Pinocchio.

Il tema ecologista, ricorrente nella sua opera, è più defilato a vantaggio di una delicata storia d’amore e amicizia infantile in cui gli occhi sbalorditi dei bambini sono gli autentici protagonisti.

La natura e la magia convivono perfettamente in una trama semplice e lineare, senza intellettualismi di sorta. Pur essendo stavolta più sbilanciata verso lo spettatore giovane, il film risulta godibile anche per l’adulto che ha il desiderio di ricordare che cos’è l’infanzia.

Ponyo scopre l’amore in un mondo distante dal suo, non ne ha paura, lo cerca, lo brama e con la sua sola forza d’animo e il suo entusiasmo si fa artefice unica della sua metamorfosi umana, senza fatine e incantesimi ma semplicemente assaporando la vita attraverso il sangue del piccolo Sosuke.

Questo piccolo magico evento diventa una metafora potentissima: si può andare contro la propria natura? Si può amare qualcosa di diverso da noi? Si può trovare un mondo differente da quello che ci ha cresciuti senza amore? Con la fantasia, con l’entusiasmo e una forza vitale che tutti abbiamo, Miyazaki sostiene che si può. Un bacetto in arrivo?

I suoi disegni “ a mano” di grande efficacia e semplicità, raggiungono vertici di lirismo cui l’animazione computerizzata dei giorni nostri può solo aspirare. Un film davvero fuori dal tempo e dallo spazio che invita a sognare e ci ricorda che tutti sappiamo e possiamo farlo.

Numerose le sequenze visionarie, dentro e fuori l’oceano, due mondi non così distanti in realtà, e soprattutto, non così diversi : Ponyo non lo sa ancora ma anche il mondo degli umani ha le sue crudeltà e le sue zone oscure.

Il mondo di Miyazaki è popolato di figure colorate, amabili, deliziose ma anche odiose e pericolose che riesce a farsi amare realmente da adulti e bambini, laddove il cartone animato tradizionale e buonista avrebbe puntato solo al divertimento dei piccoli senza preoccuparsi della coerenza dei sentimenti. Qui non c’è melassa, qui non c’è ricatto emotivo dello spettatore infantile. Solo una parola viene in mente: poesia. La più appropriata. Sarà anche un’opera minore del maestro ma averne di opere minori così belle!

N.B : non è il mio snobismo che mi porta a dire che per godersi il film in tutto il suo splendore è preferibile, almeno per l’adulto, la versione con sottotitoli! Fosse solo per la banale colonna sonora smaccatamente e furbescamente accattivante inserita nella versione italiana. Non è snobismo … è un dato di fatto!

Annunci

TENEBRE

TenebreTenebre è un film di Dario Argento del 1982.

Con Anthony Franciosa, Christian Borromeo, Mirella D’Angelo, Veronica Lario, Ania Pieroni, Carola Stagnaro, Lara Wendel, John Saxon, Daria Nicolodi, Eva Robin’s.


Prodotto in Italia. Durata: 110 minuti. Distribuito in Italia a partire dal 28.10.1982.




VOTO: 8


Tenebre e’ una mosca bianca nel percorso cinematografico di Dario Argento. Dopo il mezzo flop di Inferno il regista abbandona il filone paranormale e torna al giallo classico. Dalle citta’ gotiche si passa ad una Roma solare e luminosa popolata di persone. Infatti qua la luce fa da punto chiave. I film di Dario Argento hanno sempre atmosfere cupe, qua invece gli omicidi avvengono spesso in pieno giorno ed alcuni in luoghi affolati. E tra questa luce di un bianco quasi lucido il sangue risalta in tutto il suo splendore.

Peter Neal e’ uno scrittore di successo che arriva a Roma per presentare il suo nuovo libro che si intitola TENEBRAE e si trova coinvolto in una serie di omicidi ad opera di un serial killer che uccide alcune donne colpevoli, secondo il suo parere, di infamanti aberrazioni. Lo scrittore si mette ad indagare per conto suo. Scopre chi compie gli omicidi ma nel frattempo scopre anche una relazione tra sua moglie e il suo agente letterario, e qui abbiamo una buona trovata direi. Daria Nicolodi e Dario Argento in Francia per la prima di "Tenebre"

**SPOILER**

Ossia Argento fa uccidere dallo scrittore il serial killer e con lo stesso modus operandi Peter uccide sia la moglie che l’agente letterario e da li’ l’epilogo finale. Quindi l’inganno: si pensa che l’assassino sia uno solo, invece da un certo punto in poi uno e’ il proseguimento dell’altro. Ottimo.

Tenebre e’ un gran bel film, forse l’ultimo classico che Argento abbia girato prima dello sfacelo a cui ormai ci ha abituato da anni.

E’ scritto bene, ha un ritmo degno dei migliori classici del genere, una bella colonna sonora che si amalgama al film un’ambientazione insolita (il film sara’ girato quasi interamente all’EUR) e qualche momento di grande cinema. Scene da ricordare ce ne sono molte: i piani sequenza dentro e fuori il palazzo delle due omosessuali, l’inseguimento del doberman e la bellissima soluzione finale. Un Dario in vero stato di grazia.

Tra le curiosita’ una giovane Eva Robin’s alle prime armi ed una bella Veronica Lario in una delle sue ultime apparizioni prima di diventare la signora Berlusconi.