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GERMANIA ANNO ZERO


Germania anno zeroUn film di Roberto Rossellini.


Con Franz Kruger, Edmund Moeschke, Barbara Hintze.



Drammatico, b/n. Durata 75 min. – Italia 1948.




VOTO: 10


“ Non credo che saprei indicare con assoluta precisione cosa sia il realismo. Forse una maggiore curiosita’ per gli individui e una sincera necessita’ di vedere con umilta’ gli uomini per come sono senza ricorrere all’invenzione dello straordinario. Un desiderio di chiarire se’ stessi  e non ignorare mai la realta’, qualunque essa sia”. Roberto Rossellini.

GERMANIA ANNO ZERO fu girato interamente a Berlino nel 1947 ed e’, insieme a ROMA CITTA’ APERTA e PAISA’, il terzo capitolo sulla trilogia della guerra. Dopo 2 film italiani che gli dettero fama mondiale Rossellini volge lo sguardo alla Germania. Avendo documentato cosa i tedeschi avevano fatto nel nostro paese vuol vedere come sono messi loro , per registrare e vedere con occhi propri le conseguenze dell’ideologia nazista sulla pelle di chi ci aveva creduto. E ancora una volta il neorealismo entra in campo per illustrare alle coscienze gli orrori della guerra con un linguaggio di un cinema che e’ dentro la realta’ storica e, con essa, vive e si nutre. Una scena di "Germania anno zero"

Di fronte al disastro egli sceglie come guida gli occhi di un bambino di tredici anni. Si lascia guidare come ogni grande uomo dalla tragedia collettiva e dalla sofferenza personale data dalla morte del figlio Romano. Roberto ne e’ sconvolto e pensa al suicidio  e come esorcismo trasferisce al personaggio questa idea. L’arte si fa vita e viceversa.

Edmund e’ una vittima della guerra e del nazismo. Minuto, piccolino si arrabatta come puo’. Sempre ingannato dai grandi e deriso dai suoi coetanei. L’anziano padre giace a letto malato di cuore. La sorella esce ogni sera per andare in uno squallido night frequentato da ufficiali tedeschi e francesi per racimolare qualche sigaretta e scambiarla con il cibo.

** SPOILER **

I nazisti circolano ancora a piede libero e spargono come un virus la loro ideologia. Come l’ex insegnante di Edmund che continua imperterrito a palpeggiarlo e vezzeggiarlo. Ma la cosa peggiore e’ che continua la sua educazione alla morale nazista. E dalla sua lezione si apprende che i vecchi e’ meglio sopprimerli. Edmund prende alla lettera l’insegnamento e avvelena il padre che gli vuole bene e lo ringrazia per la sua assistenza. Egli agisce senza sapere la portata del suo gesto e, quando lo confessa e gli viene negata ogni responsabilita’, il senso della voragine  e’ assoluto.

La passeggiata tra i disastri della guerra’ e’ e sara’ l’unica passeggiata della sua vita.

Edmund vive la sua infanzia nel momento stesso in cui si prepara a vivere il suo parricidio.

Egli e’ un figlio della guerra e come tale se vuole sopravvivere deve inventarsi un’altra dimensione che gli permetta di andare avanti e di sopportare. Ma quando dall’alto di un palazzo assiste al funerale del padre e tutta la nuda relta’ viene a galla allora si copre gli occhi e si lancia nel vuoto.

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