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Archivio per giugno, 2009

IL MONDO DI HORTEN

Il mondo di HortenRegia e sceneggiatura: Bent Hamer.

Attori: Bård Owe, Espen Skjønberg, Ghita Nørby, Bjørn Floberg, Henny Moan, Kai Remlov, Nils Gaup, Karl Sundby, Bjarte Hjelmeland, Lars Oyno, Morten Ruda, Peder Anders Lohne Hamer, Peter Bredal.


Paese: Germania, Francia, Norvegia 2007. Uscita Cinema: 19/06/2009.

Genere: Commedia, Drammatico.

Durata: 90 Min.



VOTO: 6


Per Horten (il valido attore Bard Owe, già visto al servizio di Lars von Trier) si avvicina l’ultimo fine settimana di lavoro come macchinista ferroviario. Lui non sogna di andare in Thailandia come i suoi colleghi, c’è qualcosa che lo lega indissolubilmente a quello che fa, non ama stare sotto i riflettori ed è isolato come le sterminate pianure norvegesi che vede dal locomotore.

Un’onorificenza lo attende, per il grado di esperienza raggiunto e per la sua devozione visti i 40 anni di servizio. Il momento della pensione è arrivato: cosa poter fare di tanto tempo a disposizione al quale, probabilmente, non era avvezzo?

Sembra che quasi tutto, nella vita, arrivi troppo tardi. Per Horten è in arrivo un vagare notturno tra aeroporti, saune, piscine, incontri casuali con personaggi bizzarri e/o saggi. Ritratti, quest’ultimi, con mano leggera e rappresentanti una collettività polimorfa e insolita. Troppe figure ed episodi slegati tra loro non contribuiscono a farci percepire univocità di messaggio, ma solo un apprezzamento estemporaneo. Il film sa essere anche spiritoso, fulminante (il “ciuff ciuuff” durante la premiazione, il quiz partecipe e appassionato tra i conducenti dei locomotori, l’imprevisto durante la cena al ristorante, i tacchi a spillo riparatori) e tenero (il “sequestro” di Horten da parte di un bambino). Vagando nella notte

Sarei stato maggiormente riconoscente verso la pellicola se avesse fatto l’operazione inversa, se avesse cioè dipinto quasi per intero la vita sempre uguale e monotona di Odd Horten (quella che si svolge di giorno). Se avesse insistito nell’incedere del treno attraverso le gallerie che si alternano sull’innevato paesaggio circostante, con andamento ed effetto ipnotico. Dalla sua macchina motrice Horten guarda, e non conosce, il mondo che lo circonda.

Così com’è, visto che si avventura in una serie di situazioni notturne da “Fuori orario” scorsesiano, è pregevole a tratti. Non sappiamo niente del passato di Horten (è sempre stato scapolo o è vedovo?). Si lascia troppo spazio all’intuizione dello spettatore e, in questo caso, non è un pregio. Alla fine, il modo col quale si avvicina (o fa ritorno?) al mondo reale, sa più di bisogno di una minestra calda piuttosto che di un vero affetto.

Rimane la bellezza mozzafiato di quel salto nel vuoto, di quella sconsideratezza capace di far capire che la vita vale la pena di essere vissuta alla luce del giorno, senza divise e con slanci sentimentali.

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BELLISSIMA

BellissimaAnno: 1951.
Durata: 113′. Origine: Italia. Colore: Bianco e Nero. Genere: Drammatico.
Regia: Luchino Visconti.
Soggetto
: Cesare Zavattini. Sceneggiatura: Suso Cecchi D’amico, Francesco Rosi, Luchino Visconti.
Produzione: Salvo D’angelo per la Bellissima Film – Srl.


Attori: Anna Magnani, Walter Chiari, Tina Apicella, Gastone Renzelli, Teresa Battaggi, Alessandro Blasetti, Lola Braccini, Arturo Bragaglia, Luciano Caruso, Mario Chiari, Michele Di Giulio, Liliana Mancini, Corrado Mantoni.

Temi musicali tratti da: “L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti.


VOTO: 10


Bellissima e’ bellissimo. Sembra quasi uno stupido gioco di parole, eppure questo film del 1951 sa parlare con un linguaggio moderno di un tema ancora di grande attualita’. La madre che stravede per la figlia e che vuole a tutti i costi che entri a far parte del mondo dello spettacolo. La madre che, rinunciando a certe aspirazioni piccolo borghesi, martirizza la figlia affinche’ lei si realizzi. Ma il provino tanto atteso si risolve in un disastro. Con il faccino stravolto dal trucco la piccina non riesce a spengere le candeline e scoppia a piangere. Nascosta nella sala di proiezione la madre vede e sente le risate sguaiate della corte di Blasetti. E’ il crollo di tutte le speranze. Dopo essersi sfogata con lo stesso Blasetti, Maddalena si riporta a casa la sua creatura ormai esausta.

Visconti da molto tempo serbava il desiderio di lavorare con la Magnani. Nel 1942 la voleva come protagonista del suo film Ossessione ma il progetto non fu possibile e fu scelta la Clara Calamai. Passano 9 anni e l’occasione di lavorare insieme finalmente arriva. Diciamolo subito: non era il film che lui avrebbe voluto girare. Aveva dovuto rinunciare al progetto del trittico siciliano che avrebbe dato un quadro completo della lotta per la sopravvivenza dei pescatori, dei minatori, delle solfatare e dei contadini. Fu realizzato solo il primo capitolo “La terra trema”.

Inoltre dovette rinunciare anche a CRONACHE DI GIOVANI AMANTI tratto da Pratolini e a LA CARROZZA DEL SANTISSIMO SACRAMENTO da Mérimée. Pur non essendo tanto entusista del soggetto di Zavattini, aveva con se’ la Magnani e questo gli basto’ per dire di si’. E lui, sempre cosi’ scontroso e burbero, con lei fu pieno di attenzioni. In fin dei conti erano due grandi talenti che si incontravano. E' il momento del provino

Il soggetto di Cesare Zavattini era una denuncia sul mondo del cinema come fabbrica di sogni e illusioni. Ma come ho detto lo stesso Visconti non riteneva che il soggetto fosse cosi’ interessante e se ne servi’ come lazzo per dare vita al personaggio della Magnani, sia come donna che come madre. Tutto improvvisato dal grande temperamento dell’attrice. E ancora una volta l’aristocratico sceglieva una figura del proletariato.

Qua la Magnani ha raggiunto il suo massimo vertice, il suo capolavoro. Un personaggio come Maddalena e’ tutto istinto e passione, avvolto nella sua umile condizione sociale.  Gli echi di cotanta statura drammatica si vedranno anche anni dopo in MAMMA ROMA scritto per lei da PIER PAOLO PASOLINI. Altra grandissima prova. L’ultima.

Due piccole curiosita’: nel film compare anche Walter Chiari il quale, nella scena del corteggiamento sulla riva del Tevere, da un’idea del bravo attore che poi sarebbe diventato. Ebbene quella scena fu del tutto improvvisata. Il film comincia con un concerto radiofonico dove si esegue l’ELISIR D’AMORE di DONIZETTI, poi entra un giovane speaker che annuncia il concorso per una bambina adatta per una produzione di BLASETTI. Bene,  quello speaker non è altri che un giovanissimo CORRADO.


ANTICHRIST

AntichristUn film di Lars von Trier.

Con Willem Dafoe, Charlotte Gainsbourg.



Horror, durata 100 min. – Danimarca, Germania, Francia, Italia, Svezia, Polonia 2009. – Lucky Red. Uscita: venerdì 22 maggio 2009. –
VM 18





VOTO: 5


La cosa curiosa e’ che tanti spettatori, in sala, erano convinti di essere andati a vedere un film di paura e invece non lo e’. Lars von Trier esce con questo film dopo 2 anni di cupa depressione e si vede benissimo. Mi viene anche il sospetto che lui sia anche un po’ misogino. Le sue donne hanno sempre un che di perverso e demoniaco come tante streghe malvagie che popolano la terra. Comunque questo film e’ un po’ pesante e durante la visione scappa anche qualche sbadiglio. Teniamo conto che ci troviamo comunque davanti ad un grande talento visionario. Uno dei pochi capaci di regalarci immagini di rara bellezza e di saper scavare nelle pulsioni piu’ profonde dell’animo umano come amore, odio, passione e follia. Ma in questo caso qualcosa non ha funzionato. Una scena intricata

Il rapporto di una coppia, una brava CHARLOTTE GAINSBOURG e un intenso WILLIAM DAFOE, e’ messo in crisi dalla morte accidentale del loro piccolo figlio.  Turbamenti e cupe visioni inducono i due a cambiare casa e a trasferirsi in un cottage isolato in un bosco per cercare di salvare il salvabile e cercandolo anche attraverso un contatto diretto con la natura. Ma la terapia fallisce.

L’uomo razionale cerca di superare il dolore e di elaborare il lutto mentre la donna finisce in un enorme buco nero di devastazione e di morte che non le lascia scampo e porta ad un desiderio di orrore che nemmeno la natura circostante riesce a salvare. Anzi porta ad un tragico finale dominato dallo spirito demoniaco femminile. Lei alle prese con una tesi sulle torture delle donne nei secoli diventera’ essa stessa torturatrice di colui che non e’ riuscita a portarla alla redenzione. L’analisi dell’abisso dei sensi di colpa e’ fatto a regola d’arte.

Si e’ gridato allo scandalo per alcune scene di sesso estremo e per le mutilazioni di genitali. Tranquilli, e’ tutta roba di ordinaria amministrazione e nulla piu’. Tutto gia’ visto in passato.

Comunque non guardate questo film se una sera vi trovate in uno stato di depressione… Io vi ho avvisato.


ADDIO TERRAFERMA

Addio terrafermaUn film di Otar Iosseliani.

Con Nico Tarielashvili, Lily Lavina, Philippe Bas, Amiran Amiranachvili.



Titolo originale Adieu, plancher des vaches. Commedia, durata 117 min. – Francia, Italia, Svizzera 1999.





VOTO: 9


Nicolas, ventenne appartenente ad una ricca famiglia alto-borghese della periferia parigina, trascorre le sue giornate nella capitale praticando umili mestieri e frequentando poveracci e furfantelli, mentre la madre è impegnata nei suoi affari di alto livello e il padre si dedica all’ozio, al vino, ai trenini elettrici e s’intrattiene con una cameriera e altri piccoli personaggi sfiorano, con le loro piccole storie, le vicende di questo strano nucleo.

Otar Iosseliani (classe 1934), tra i più lucidi autori del cinema contemporaneo, scrive e dirige magistralmente un’incantevole commedia umana con personaggi bizzarri, le cui storie si sfiorano, divertono, suscitano riflessioni profonde sull’utilizzo della propria esistenza.

Percorso dalla grazia di chi ne ha viste tante ma non intende affatto essere saccente, “Adieu, plancher des vaches” contrappone l’immobilità borghese (con il suo “fascino discreto”) alle esistenze irregolari di cittadini ai margini della società. Una deliziosa “ronde” attraversata da una leggerezza e da un’ironia davvero invidiabile.

Lo sguardo del regista georgiano (anche interprete del padre ubriacone) sembra essere quello di un antropologo che osserva le “regole del gioco” di una società a tratti impazzita.

Cinema filosofico, in un’epoca in cui nessuno fa più filosofia (soprattutto al cinema) e dunque cinema prezioso, che ha molte cose da dire e lo fa senza appesantire una trama arzigogolata, nè troppo pessimista, nè troppo ottimista e quindi narrativamente imprevedibile. Una scena tratta dal film del regista georgiano

Esemplare il modo in cui sono incastrate le varie storie e il punto di vista di Iosseliani rimane sempre disincantato, da cittadino apolide in un mondo in pieno caos, rendendo credibile qualsiasi situazione assurda. Nelle gioie e nei piccoli o grandi drammi che la vita ci riseva si trovano comunque il piacere di osservare il mondo da angolazioni diverse, di sperimentare esistenze alternative, il desiderio di poter decidere quando e come abbandonare il caos e ricominciare altrove, senza escludere l’eventualità di un ripensamento.

Si fa esplicito riferimento al cinema di Bunuel, Renoir e Ophuls, ma il suo è un film comunque personalissimo e coerente con l’intera filmografia di questo grande cineasta.

I giovani autori contemporanei avrebbero molto da imparare studiando i suoi film!

Gli uccelli ci guardano e hanno il privilegio di lasciare la terra(ferma) ogni qualvolta lo desiderano, con totale indifferenza e invidiabile spirito libero.

Per noi, la fuga da questo mondo è una possibilità concreta, che non coincide necessariamente con la rinuncia a vivere.


OCCHI DI CRISTALLO

Occhi di cristalloUn film di Eros Puglielli.

Con Luigi Lo Cascio, Lucia Jiménez, José Angel Egido, Carmelo Gomez.



Thriller, durata 107 min. – Italia 2004. Uscita: venerdì 26 novembre 2004.





VOTO: 8


Questo film e’ una piccola mosca bianca. Il genere giallo, ultimamente, in Italia non ha avuto ne’ una buona fortuna ne’ registi degni o grandi film. Eppure questo gioiello alla prima visione mi ha molto entusiasmato e lo annovero come il miglior thriller italiano dell’ultima decade di inizio secolo.

Buona sceneggiatura, buoni interpreti, un sadismo di fondo e un distacco che pervade tutto il film dall’inizio  alla fine.

Il film racconta la caccia dell’ispettore Amaldi ad uno spietato assassino che uccide le sue vittime amputandole di pezzi anatomici al cui posto lascia pezzi di una bambola del settecento. Il film e’ tratto dal libro “L’impagliatore” di DI FULVIO LUCA.

Lo Cascio e’ perfetto nel ruolo dell’ispettore di polizia cupo e aggressivo. Ed EROS PUGLIELLI e’ bravo nel saper valorizzare anche le parti minori costruendo, tramite un montaggio perfetto, un film che parte bene e via via conduce al tragico epilogo. Come in diverse pellicole del genere, sopratutto negli ultimi anni, anche chi dovrebbe rappresentare il bene ha avuto un passato travagliato e questo serve per dirci che il male e’ solo un punto di vista, che non esiste una verita’ unica e assoluta ma solo soggettive su ogni cosa e ognuno ha le sue priorita’.

**SPOILER** Luigi Lo Cascio in una scena del film

Come l’imbalsamatore del film che piano piano, vittima dopo vittima, cerca di portare a termine il suo disegno di morte e solo per soddisfare un suo bisogno, una sua priorita’ assoluta.

Qualche attenzione va data alla fotografia la quale rende molto gelida la morte.

qualche scena vale la visione di questo film:

L’uccisione dell’antiquaria: un delitto efferrato e cudele, una bellissima morte che non ci lascia scampo e ci incolla a guardarla. Una morte che, per ambientazione e crudelta’, rimanda al miglior Dario Argento.

Il ritrovamento della dottoressa sulla spiaggia e la sua orrenda fine, in un luogo desolato e assolato tra l’indifferenza di tutti.

Bello questo film: insieme al SIERO DELLE VANITA’ di ALEX INFANSCELLI merita almeno una visione per capire dove poteva andare il genere thriller nel nostro paese. Purtroppo, visto con il senno del poi, sono stati 2 fuochi di paglia. Peccato.


UNA NOTTE DA LEONI

Una notte da leoniRegia: Todd Phillips.

Attori: Bradley Cooper, Heather Graham, Justin Bartha, Zach Galifianakis, Ken Jeong, Ed Helms, Rachael Harris, Gillian Vigman, Dan Finnerty, Bryan Callen, Sondra Currie.


Distribuzione: Warner Bros. Italia. Paese: USA 2009.

Uscita Cinema: 19/06/2009. Genere: Commedia. Durata: 98 Min.




VOTO: 5


Un grande successo cinematografico in America e anche qua da noi, che sta facendo la concorrenza a Coraline e la sua porta magica. Mi chiedo se sia veramente il caso di dare 8 euro ad un film che fondamentalmente non dice niente di nuovo e che non e’ niente di travolgente. La commedia americana negli ultimi anni qualcosa di buono ce lo ha dato (e parlo dei fratelli Farrelly) ma qua mi sembra che si sia raschiato il barile in mancanza di idee. E’ un cinema che oramai offre buone pellicole sempre piu’ di rado. I 3 leoni allo stremo delle forze

La storia racconta di 4 amici che si recano a Las Vegas per l’addio al celibato di uno di loro. Dopo un brindisi fatto sul tetto, la mattina dopo si ritrovano drogati, con un bambino nella camera, senza un dente, una tigre, una gallina e un puzzle da ricomporre fino all’happy end. E si prosegue ad incastri tra reale ed illusioni di realta’.

Oddio la sceneggiatura, a parte qualche caduta, e’ buona e gli attori sono bravi, qualche risata si strappa eccome. Ma il film alla fine risulta una minestra riscaldata e a volte insipida. E neanche un cameo di Mike Tyson riesce a risollevare le quote di una pellicola che vuole scimmiottare i migliori Coen con la commedia on the road e degli equivoci. Ma francamente di un film cosi’ si puo’ fare anche a meno. Se proprio non avete meglio da fare… guardatevelo e via.

L’unica cosa buona e’ Alan, un uomo dalla fisionomia ursina che nelle prime scene del film appare con il c*** nudo: una visione paradisiaca… mi sono illuso troppo presto. Comunque mi ha tenuto compagnia per tutto il film.

Buona visione.


HARRY POTTER E IL PRINCIPE MEZZOSANGUE – Anteprima

Harry Potter e il principe mezzosangue

Avevamo lasciato Harry Potter smarrito, solo e tormentato. Il suo adorato padrino Sirius Black è stato ucciso e ormai niente è più come prima, l’ultimo affetto con la sua famiglia è stato reciso e il maghetto più celebre del cinema dovrà crescere in fretta se vorrà essere in grado di contrastare le forze del Male.

La sesta e penultima avventura di Harry Potter, prevista in uscita il prossimo 15 Luglio, ornerà il suo scenario di nuove tracce e misteri sorprendenti. Nonostante che il libro dal quale è tratto, uscito 3 anni e mezzo fa, abbia venduto a oggi oltre 65 milioni di copie e un’attesa spasmodica avesse contagiato un’orda di fans impazziti, la Warner Bros., nell’agosto dell’anno scorso, aveva comunicato uno slittamento nella distribuzione dal Novembre 2008 al Luglio 2009. Una locandina pensata apposta per Ginny

I motivi, come nella migliore tradizione degli enigmi di Hogwarts, sono stati volutamente nascosti e non meglio precisati; si è passati dallo sciopero degli sceneggiatori a un lavoro teatrale svolto dall’attore Daniel Radcliffe ritenuto troppo audace per gli standard della casa di distribuzione, dalla sazietà commerciale raggiunta con gli incassi stratosferici di “Il cavaliere oscuro” alla paura di farlo entrare in concorrenza con un altro blockbuster come “Twilight”.

Intanto l’interesse verso un episodio che si preannuncia come uno dei più indovinati è cresciuto e l’impazienza dei sostenitori è ai livelli di guardia. Ma cosa attenderà al cinema gli spettatori?

Il film sarà diretto da David Yates, già apprezzato regista de “L’ordine della Fenice”, e vedrà Harry alle prese con alcune prove molto faticose. Vedremo la nomina di Potter a Capitano della squadra di Quidditch, un Lord Voldemort bambino più minaccioso che mai, un Draco Malfoy tramare contro Harry e Albus Silente chiedere aiuto al nostro eroe per sterminare un Horcrux (un oggetto o un essere vivente contenente un pezzo di anima separato dal corpo originario) in una delle scene salienti del film.

HP6 non esprimerà solo l’aspetto tenebroso e fosco della saga, visto che gli autori lasceranno spazio anche per il lato sentimentale. Pare che Ron farà strage di cuori solitari e ingelosirà la possessiva Hermione, mentre Harry inizierà ufficialmente un legame d’amore con Ginny.

Vedremo se “Il principe mezzosangue” sarà all’altezza dei suoi predecessori; da questa pellicola la Warner si attende un’entrata di almeno 900 milioni di dollari e ha già messo in lavorazione il finale della saga, il quale sarà composto da ben 2 episodi. “I doni della morte”, infatti, segnerà il punto di arrivo per la storia di Harry Potter; per poter rendere al meglio l’ultimo atto si è deciso di concedere maggior cura ai dettagli della novella e i due film che ne saranno tratti usciranno rispettivamente il 19 Novembre 2010 e il 15 Luglio del 2011.

Noi poveri Babbani non possiamo far altro che restare qui in smaniosa apprensione, “Levicorpus” sospesi 🙂