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UNA NOTTE AL MUSEO


Una notte al museoTitolo originale: Night at the museum.

Nazione: U.S.A. Anno: 2006. Genere: Commedia. Durata: 108′.

Regia: Shawn Levy.


Cast: Ben Stiller, Robin Williams, Carla Gugino, Owen Wilson, Kim Raver, Mickey Rooney, Dick Van Dyke, Bill Cobbs, Pierfrancesco Favino.


Produzione: Twentieth Century Fox Film Corporation, 1492 Pictures, 21 Laps Entertainment. Distribuzione: 20th Century Fox. Data di uscita: 02 Febbraio 2007.


VOTO: 4,5

Nel 2006, il buon Chris Columbus (che ricordiamo ottimo direttore di film di successo come “Mamma, ho perso l’aereo” e i primi due episodi di “Harry Potter”) ‘opzionò’ il libro illustrato per bambini del ceco Milan Trenc intitolato “Night at the Museum” e lo ridusse a soggetto per una delle pellicole più fortunate di quell’anno. A interpretare il protagonista, Larry Daley, fu chiamato Ben Stiller; il suo ruolo di padre divorziato che non riesce più a comunicare con il figlio di 10 anni era uno dei ruoli “leggeri” più ambiti.

Stiller fu diretto dall’incapace Shawn Levy (regista dell’ultima “Pantera rosa”) che ottenne anche la partecipazione di due caratteristi di lusso come Mickey Rooney e Dick Van Dyke (lo spazzacamino in “Mary Poppins”), oltre a quella di Pierfrancesco Favino, alla sua prima esperienza d’oltreoceano, nei panni di Cristoforo Colombo.

Nel film, Larry, indebitato fino al collo, ottiene un lavoro come guardiano notturno al Museo di Storia Naturale di New York, credendo di poter guadagnare soldi senza troppi sforzi, ma non sa che durante le ore notturne il museo prende vita: leoni e scimmie iniziano a gironzolare per le sale, personaggi come Attila escono dalla loro teca, il bellissimo scheletro del Tyrannosaurus Rex minaccia Larry e l’intera struttura con le sue capacità demolitrici. In soccorso di Daley arriveranno il fiducioso presidente americano Teddy Roosevelt (Robin Williams) e qualche altro personaggio storico “di passaggio”, i quali aiuteranno Larry a ritrovare quell’autostima che era andata perduta…

Il film fa parte di quel filone, ormai supersfruttato, ad alto tasso di effetti speciali che rendono movimentate e spericolate anche quelle pellicole piatte come i pavimenti dei musei. La noia regna sovrana anche di fronte alla testa parlante dell’isola di Pasqua, alla scimmia ladra e dispettosa, al gruppo dei borbottanti cavernicoli, al mammut pronto alla carica.

E non corre in aiuto nemmeno una regia distratta, raffazzonata e dal fiato corto, che non ha niente di prodigioso e che toglie qualsivoglia possibilità a un soggetto che avrebbe meritato maggiore attenzione. C’era da giocare la carta dell’anticonformismo e invece si è scelto un comodo “politically correct”, ci si poteva scatenare con riferimenti storici arguti per confrontarli con le realtà moderne ma ci siamo sciolti di fronte al buonismo, si sarebbe potuto premere il pedale sull’acceleratore delle battute sarcastiche ma gli sceneggiatori, durante “la notte”, evidentemente preferiscono dormire (e chi può dargli torto?). "Gulliver" in pericolo

Così come il Museo è abitato da singolari diorama, le cui creature sembrano pronte in ogni istante a scuotersi dalla loro ammaliante immobilità, il film è popolato da attori che, pur dannandosi l’anima per rendere credibile il pastrocchio a cui stanno partecipando, non riscuotono consenso dal lato della veridicità del racconto ne’ per qualsivoglia coinvolgimento emotivo.

Owen Wilson, nel ruolo di un litigioso cowboy delle dimensioni di un soldatino, non attacca a livello emozionale e i suoi duetti con Ben Stiller (altrove battagliero e un po’ isterico, mentre qui abilmente ammansito) si riducono a delle sterili macchiette. Robin Williams, l’imbolsito presidente “Ted”, non riesce a lasciare nessun segno tangibile della sua bravura attoriale.

In “Una notte al museo” si sprecano i riferimenti ad altri film per famiglie quali “I viaggi di Gulliver” e “Jumanji” e, oltretutto, lo si fa senza discrezione e sarcasmo. Mancando qualsiasi sorpresa, l’unico merito che gli va ascritto è quello di farci venire la voglia di andare a New York per visitare (questa volta senza “sommosse” notturne e coi nostri occhi) il Museo di Storia Naturale.

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