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BRIDE WARS – La mia migliore nemica


Bride Wars - La mia migliore nemicaUn film di Gary Winick.



Con Kate Hudson, Anne Hathaway, Kristen Johnston, Bryan Greenberg, Candice Bergen.



Titolo originale Bride Wars. Commedia, durata 82 min. – USA 2009. – 20th Century Fox. Data uscita: 20/02/2009.



VOTO: 4,5

Il fascino delle nozze ha da sempre segnato l’esistenza di due ragazzine, Liv (la bionda Kate Hudson) ed Emma (la bruna Anne Hathaway), le quali, diventate un giorno un avvocato di successo la prima e un’insegnante riservata la seconda, sognano sempre di vestirsi come una principessa e sposarsi in quello che ritengono sarà il giorno più bello della loro vita.

Tuttavia, per un errore, i due matrimoni vengono organizzati nella stessa data; ha inizio, così, una vera e propria guerra tra le due amiche del cuore, disposte a fare qualsiasi cosa pur di non rinunciare all’affascinante cornice dello storico Plaza Hotel di New York in tarda primavera, luogo dell’unico bel ricordo della loro infanzia.

Per la Hathaway, stimata e promettente protagonista in versione drammatica in “Rachel sta per sposarsi” (evidentemente quest’anno il destino dell’abito bianco sembra perseguitare la bella Anne), si tratta di una brutta caduta di tono. Nonostante i nostri cinema siano stati invasi da centinaia di copie, il film è la fiera delle vanità, delle boccacce e delle mossette tendenti all’isteria.

L’intento dei produttori, tra i quali figura anche la protagonista Kate Hudson (il suo sorriso assomiglia molto a quello della madre Goldie Hawn), è quello di contenere gli ingredienti della “torta nuziale”-film entro i limiti di una rassicurante ed edificante rappresentazione sentimentale di una storia fra due amiche quando, invece, si sarebbe potuto osare con un tono umoristico un po’ più dark.

I risultati sono, pertanto, scontati e modesti: la rotta di collisione fra le due amiche/nemiche è esasperata da piantini e urla che urtano un po’ il sistema nervoso dello spettatore il quale, per legittima difesa, si sente autorizzato ad adagiarsi in poltrona e permettersi uno sbadiglio. Col culo per terra

La guerra, complice l’assoluta conoscenza dei reciproci punti deboli delle ragazze, viene combattuta a colpi di spietato sabotaggio di cabine solari che rilasciano un indesiderato color “semaforo arancione” sulla pelle di Emma, con la sostituzione della tinta dal parrucchiere (risultato per Liv di “accattivanti” capelli color puffo), cestini di dolci inviati viscidamente per mettere in risalto le linee corporee in vista della prova-vestito, vecchi filmini di svaghi inebrianti.

La vita sociale nella quale sono inserite Liv ed Emma e la loro condotta così esasperatamente tendente a perfezionare il “wedding party” è, inoltre, un inno un po’ esagerato all’opulenza e uno schiaffo in faccia all’attuale periodo di recessione economica; si ostentano con una certa continuità gli acquisti e gli investimenti su cose e servizi decisamente effimeri (considerando soprattutto le modeste condizioni finanziarie di una di loro).

La storia di “Bride wars” si conclude con il superamento delle barriere caratteriali e delle differenze, grazie alla forza dell’amore e dei buoni sentimenti amicali; un epilogo riconciliante che risulta decisamente forzato e che mantiene una cadenza prevedibile.

A sposarsi, alla fine, sono insomma solo l’Esagerazione e la Retorica.

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